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ITALIA 4.0
dicembre 2016
politica industriale corposo e concreto.
Un piano di cui l’Italia aveva grande
bisogno”, spiega Massimo Carboniero,
presidente Ucimu - Sistemi Per Produr-
re, l’associazione che rappresenta i co-
struttori italiani di macchine utensili,
robot e automazione. “D’altra parte,
la ricerca che Ucimu ha svolto sul par-
co macchine utensili installato nelle
fabbriche del Paese restituisce una fo-
tografia, a fine 2014, davvero preoc-
cupante. Nel decennio compreso tra il
2005 e il 2014 l’età media del parco è
cresciuta fino a sfiorare i 13 anni… Il
peggior risultato di sempre. È eviden-
te che la crisi ha pesato sul consuntivo
così come è altrettanto evidente che, a
partire dal 2014, l’Italia è tornata a in-
vestire in sistemi di produzione”.
Lo dimostrano i dati del settore delle
macchine utensili, robot, automazione.
“L’ultimo indice degli ordini raccolti
dai costruttori sul mercato domestico,
relativo al periodo luglio-settembre
2016, è risultato in crescita dell’11%.
Si tratta del tredicesimo trimestre con-
secutivo di incremento, a conferma
del positivo momento che caratterizza
il mercato italiano che ha certamente
beneficiato del superammortamento e
della nuova Sabatini. Ora con i provve-
dimenti pilastro del Piano Industria 4.0
le imprese potranno crescere in compe-
titività, nel senso più ampio del termi-
ne”, spiega Carboniero.
“Dopo l’ubriacatura dell’economia di
Internet e del terziario avanzato (degli
anni 90), finalmente si è capito che è
necessario ripuntare sul manifatturie-
ro per far crescere il Paese”, osserva
Alberto Servida, presidente nazionale
di Anipla, l’associazione tecnico-scien-
tifica che riunisce gli operatori del set-
tore dell’automazione. “Nell’era della
globalizzazione per poter vincere la
competizione con Paesi quali la Cina e
l’India è necessario produrre prodotti
ad alto valore aggiunto con sistemi di
produzione sempre più efficienti. Ed è
proprio per questo che l’innovazione
tecnologica in senso lato gioca un ruo-
lo importante per lo sviluppo di un si-
stema manifatturiero avanzato”.
“Il passaggio verso la nuova manifat-
tura digitale avverrà gradualmente e
in diversi anni”, spiega Marco Vecchio,
segretario di Anie Automazione, l’as-
sociazione che rappresenta le aziende
fornitrici di componenti e soluzioni di
automazione. “Credo che il Piano Ca-
lenda avrà un impatto positivo in que-
sto senso velocizzando la trasformazio-
ne e rinforzando quella componente
industriale fatta da PMI del settore del-
la meccanica strumentale che da sem-
pre sono un importante volano della
domanda nel nostro settore”.
I digital enabler
Alla base della digital trasformation ci
sono i digital enabler, le “tecnologie
che permettono di essere soggetti at-
tivi della trasformazione digitale”, per
usare le parole di Agostino Santoni,
presidente di Assinform, l’associazio-
ne nazionale delle principali aziende
di Information Technology operanti
in Italia, socio fondatore di Confindu-
stria Digitale. “Questa trasformazione
è già realtà sull’onda delle connessioni
in rete, delle applicazioni in mobilità,
dell’automazione più evoluta, del peso
crescente della componente immateria-
le nella creazione del valore. Tutte cose
che stanno cambiando profondamente
il modo di concepire i prodotti e i ser-
vizi, di realizzarli e distribuirli su mer-
cati sempre più aperti. I digital enabler
sono dunque elementi che superano la
dimensione della produzione manifat-
turiera in senso stretto, per legarla ai
fornitori, ai partner industriali e com-
merciali lungo la filiera produttiva”.




