28
ITALIA 4.0
dicembre 2016
Anche secondo Santoni (Assinform) le
principali sfide che attendono le im-
prese manifatturiere lungo il cammino
della digital transformation supereran-
no i confini aziendali. “Basti pensare a
un prodotto in cui convergono attività
automatizzate di progetto, fabbrica-
zione e assemblaggio di più soggetti
anche al di fuori dello stabilimento.
Si tratta di reinterpretare con tutta la
potenza del digitale e in chiave di filie-
ra quanto in parte già costruito con i
distretti. Oggi, la sfida più grande per
un’impresa è di partecipare senza pre-
giudizi alla costruzione di un ecosiste-
ma digitale esteso, proprio perché la
competizione avviene oramai per fi-
liere. Dalla media impresa in su e nella
manifattura in Italia non siamo affatto
messi male: i livelli di digitalizzazione
sono simili a quelli delle imprese dei
Paesi con cui competiamo. Abbiamo
tantissime piccole imprese, che fanno
produzioni eccellenti, ma che in caren-
za di investimenti nel digitale rischia-
no di soffrire nel medio termine. Per
questo è importante che si concretizzi
al più presto quanto annunciato di re-
cente dal Governo in tema di Industria
4.0. Dovrà dare una marcia in più su
molti fronti. Basti pensare al cambia-
mento dell’approccio all’incentivazio-
ne, attraverso misure di agevolazione
che lasciano ampi margini all’impren-
ditorialità; alla costruzione di un eco-
sistema digitale con poli di eccellenza
tecnologica di riferimento anche per le
PMI; al fatto che comincia farsi strada
l’idea che l’innovazione non si limiti
allo shopfloor management. Alle im-
prese rimarrà sempre e comunque la
responsabilità di recepire il digitale
come principale leva innovativa e di
investimento, e anche quella di fare la
loro parte nella creazione e nel mante-
nimento delle nuove competenze”.
La manutenzione predittiva
Uno dei driver che spingerà le piccole
e medie imprese italiane verso il mon-
do del 4.0 sarà l’ottimizzazione degli
asset e la ricerca di maggiore efficienza
attraverso nuovi servizi cloud-based e
tecniche per la condition-based main-
tenance. “La manutenzione predittiva
è un servizio che sintetizza tutte le pre-
rogative legate ai concetti di industria
4.0 e smart factory - spiega
Di
Monte
(
Assofluid
) - non solo perché sfrutta
le ‘tecnologie abilitanti’ legate all’IoT
e alla capacità di analizzare in Cloud i
Big data che provengono dalla sensoriz-
zazione di macchine e componenti, ma
soprattutto perché rappresenta quel
cambio di paradigma nella vendita di
‘valore’ che è l’essenza di questa rivo-
luzione. La tendenza ci vede e ci vedrà
sempre più proporre ‘produttività’ più
che prodotti e dunque legare l’offerta
ai risultati ottenibili dal cliente più che
alle performance del prodotto stesso.
Passare da una manutenzione corret-
tiva o, nel migliore dei casi preventiva,
ad una dinamica o predittiva, basata
sullo stato dei componenti e dunque
implementando sistemi di condition
monitoring continua, significa parlare
di efficienza e dunque di competitività
aziendale. L’investimento in sensoristi-
ca, in hardware ed in piattaforme cloud
è sicuramente importante, ma la parte
più articolata e che rappresenta il rea-
le valore aggiunto è la realizzazione
dell’algoritmo che permette di legare la
misura di un parametro alla condizione
del componente monitorato e di conse-
guenza all’azione da intraprendere da
parte del manutentore. Sto parlando
di passare dal riconoscimento del sin-
tomo, alla diagnosi della ‘malattia’ sino




