La ricerca di EMA e Semperis rivela i principali timori per la sicurezza di Active Directory

È stato rilasciato un nuovo report di Enterprise Management Associates (EMA) redatto in collaborazione con Semperis, che racchiude molteplici dettagli riguardo alcuni dei principali timori da parte dei professionisti della sicurezza IT in relazione al servizio Active Directory (AD) di Microsoft

Pubblicato il 16 febbraio 2022

La ricerca di Enterprise Management Associates (EMA), redatta in collaborazione con Semperis, pioniere nella sicurezza delle identità, ha rivelato che le vulnerabilità sconosciute rappresentano la principale preoccupazione per la sicurezza di Active Directory, seguono al secondo posto quelle conosciute ma non risolte.

I rischi più preoccupanti indicati dagli intervistati e che avranno un forte impatto sul livello di sicurezza complessiva delle loro organizzazioni sono:

  • falle di sicurezza native di Microsoft;
  • attacchi di social engineering, come il phishing;
  • attaccanti che si spostano tra AD on-premises e Azure AD.

AD sta riscuotendo un grande interesse da parte dei media e delle società di ricerca, tra cui 451 Research e Gartner, non sorprende quindi che per gli intervistati le vulnerabilità sconosciute siano in cima alla lista. I soggetti interpellati per questa ricerca includono direttori e manager IT, architetti IT, professionisti DevOps e direttori della sicurezza.

Il 2021 ha portato un cambiamento radicale nella consapevolezza relativa ad Active Directory, che rappresenta il core identity store per il 90% delle aziende in tutto il mondo, come un vettore di attacco per i criminali informatici. Uno dei più grandi esempi è stato l’attacco a SolarWinds. Sebbene i ricercatori abbiano impiegato del tempo per decifrare questo sofisticato attacco, il ruolo di Active Directory era evidente. Quando si sono verificate ulteriori violazioni di alto profilo che coinvolgevano l’AD, tra cui l’attacco a Colonial Pipeline, le vulnerabilità di AD sono finite al centro dell’attenzione.

I risultati degli esperti di Mandiant confermano il frequente sfruttamento di AD, riferendo che nel 90% degli attacchi presi in esame, AD è coinvolto in qualche forma come punto di ingresso iniziale o come parte di un tentativo di escalation dei privilegi. Nell’introduzione del report Paula Musich, direttrice di EMA Research, spiega che i professionisti della sicurezza affrontano una vasta gamma di rischi nella gestione di AD: “Poiché la configurazione di Active Directory è in un continuo stato di mutazione, i bad actor trovano sempre nuovi modi per sfruttare le vulnerabilità e raggiungere i loro scopi illeciti”.

Falle ben pubblicizzate, come la vulnerabilità del servizio Windows Print Spooler scoperta nel giugno 2021, hanno catalizzato l’attenzione dei professionisti IT e della security stimolandoli a effettuare un’approfondita indagine sulla sicurezza degli ambienti AD delle proprie organizzazioni.
Dal suo rilascio iniziale nel marzo 2021, più di 5.000 utenti hanno scaricato Purple Knight, il tool gratuito di Semperis per la valutazione della sicurezza, che analizza l’ambiente AD alla ricerca di indicatori di esposizione e compromissione. Le organizzazioni che lo hanno utilizzato hanno riportato un punteggio medio di sicurezza iniziale di circa il 68%, valore, che sta a significare un livello appena sufficiente.

Quali sono i timori riguardo il recovery di AD

Gli intervistati hanno anche affermato di essere preoccupati rispetto i loro piani di recovery di AD, e in particolare:

  • non avere un piano di recovery post-attacco informatico;
  • incapacità di effettuare rapidamente il recovery;
  • non avere una responsabilità definita per il recovery di AD.

Il recovery di una foresta AD è un processo complesso e soggetto a errori che richiede pianificazione e pratica per tutte le implementazioni di AD, ad eccezione di quelle più banali. La maggior parte degli intervistati ha affermato che il livello di impatto di un attacco che ha messo fuori uso i loro domain controller andrebbe da “significativo” a “catastrofico”.

Gli ambienti ibridi aggiungono complessità

Secondo il rapporto EMA, lo spostamento dei carichi di lavoro e delle applicazioni verso il cloud sarà un processo continuo e prolungato. Lo studio rivela che, sebbene il 47% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi “molto competente” riguardo le capacità di gestire e proteggere l’AD on-premise, soltanto il 37% si è dato questa valutazione per gli ambienti di identità ibridi. Circa un terzo degli intervistati ha valutato la propria capacità come “adeguata” nel gestire e proteggere un ambiente ibrido.

Il livello di fiducia degli intervistati nelle risorse di recovery di Azure AD (come utenti, gruppi e ruoli) a seguito di un attacco informatico non è stato rassicurante: circa il 55% degli interpellati ha espresso un livello di fiducia “medio”. Gestire adeguatamente la sicurezza in un ambiente di identità ibrido potrebbe essere una di quelle situazioni in cui i professionisti non sono ancora a conoscenza di tutte le loro lacune: l’integrazione di Active Directory on-premise con l’autenticazione di Azure AD richiede una mentalità diversa e la mancata comprensione di alcune differenze chiave può esporre le organizzazioni a molti rischi.

Come le organizzazioni stanno affrontando le problematiche di sicurezza

Con l’aumento della consapevolezza degli attacchi legati all’AD, le organizzazioni stanno effettuando cambiamenti per rinforzare le loro difese in risposta agli attacchi di alto profilo (come il caso SolarWinds). Dal rapporto EMA è emerso che:

  • il 45% delle organizzazioni ha aumentato la collaborazione tra i team operativi e di sicurezza;
  • il 44% ha posto molta più attenzione sulla risoluzione delle lacune di sicurezza di AD, sul rilevamento degli attacchi e sulla garanzia di backup privi di malware;
  • il 37% ha aggiunto al proprio organico professionisti qualificati per affrontare le vulnerabilità della sicurezza di AD.

Le aziende stanno acquisendo la consapevolezza che un sistema di identità sicuro è il punto di partenza per proteggere ogni altra risorsa dell’organizzazione. Man mano che i team di identity e security condividono le conoscenze e collaborano alle soluzioni, le organizzazioni rafforzeranno le loro difese contro gli attacchi legati alle identità. Solo il 3% degli intervistati afferma che le proprie organizzazioni continuano a ritenere e gestire l’AD come una risorsa operativa.

Fonte foto Pixabay_harshahars



Contenuti correlati

  • Più sicurezza dai guasti

    Basf ha rinnovato la sottostazione elettrica del suo impianto di Beaumont, in Texas, grazie all’aiuto di Schneider Electric Leggi l’articolo

  • Garantire mobilità e sicurezza dei dipendenti

    Grazie alle nuove tecnologie di comunicazione Ascom, il gruppo EDF sta migliorando la sicurezza dei dipendenti nei suoi gruppi di impianti idraulici Leggi l’articolo

  • Industry 4.0: l’89% delle aziende è colpito da attacchi cyber e subisce milioni di perdite

    Nell’ultimo anno l’89% delle organizzazioni nei settori elettrico, oil&gas e manifatturiero ha subito un attacco cyber che ha danneggiato la produzione e la fornitura di energia. Il dato emerge da “The State of Industrial Cybersecurity”, l’ultimo studio...

  • Potenziare la sicurezza migliora il business

    Pregis, azienda italiana che opera nel settore del food service, si è affidata a next-generation firewall, DNS Security e Cortex XDR di Palo Alto Networks per proteggere la propria infrastruttura, evitare downtime e supportare le proprie attività...

  • Innovazione e ricerca, la Lombardia prima in europa nel campo della cybersicurezza

    È stato firmato nell’Aula Magna del Politecnico di Milano, l’accordo di collaborazione tra Politecnico di Milano, Regione Lombardia, Aria, Intesa Sanpaolo e il I Reggimento Trasmissioni dell’Esercito per la nascita di una rete di comunicazione quantistica a...

  • Wibu-Systems vince il suo secondo German Innovation Award con AxProtector Javascript

    Wibu-Systems, ha vinto il German Innovation Award 2022 con AxProtector JavaScript. La giuria ha scelto di premiare questo sofisticato software di protezione, in riconoscimento della sua capacità innovativa di crittografare e concedere in licenza le applicazioni native...

  • A SPS Italia 2022 parliamo di cybersecurity con Stormshield

    A SPS Italia 2022 Automazione Oggi ha intervistato Davide Pala, pre-sales engineer di Stormshield. Automazione Oggi: Qual è lo stato normativo attuale in tema di cybersecurity industriale? Quali sono le conseguenze di questa situazione, quali misure e migliorie sarebbero...

  • Axitea gioca in squadra con Benetton Rugby

    Axitea, che opera come Global Security Provider sul mercato italiano e internazionale, ha siglato una partnership con Benetton Rugby, società sportiva di fama internazionale, tra le principali in Italia. L’accordo prevede la fornitura di servizi di sicurezza a...

  • A SPS Italia 2022, clima e ambiente al centro per Microsoft

    Parliamo di ESG, ovvero di aspetti ambientali, sociali e di governance aziendale. Oggi più che mai, infatti, l’attenzione del pubblico è catalizzata dai temi della sostenibilità, dell’inclusione sociale e dell’etica aziendale. L’automazione in questo scenario può fare molto, sia...

  • Trackting con Microsoft a SPS

    Trackting approda per la prima volta a SPS insieme a Microsoft, da sempre punto di riferimento per l’azienda italiana di servizi GPS smart. All’interno dell’area ‘Green4Tech’ dedicata alla sostenibilità, porta in scena la nuova piattaforma FLEET, applicata in...

Scopri le novità scelte per te x