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rmo

maggio 2016

fatti anche pezzi che devono essere accoppiati: ci sono

parti che hanno un’ultima fase di lavorazione meccanica

in accoppiato, come semi carter motore destro e sinistro,

e questo accoppiamento deve essere rispettato anche in

uscita dalla cella. Sono stati pertanto immaginati dei si-

stemi che consentissero di ricomporre tali accoppiamenti,

che per procedere al lavaggio vanno per forza disaccop-

piati, per poterli quindi ricostruire con una logica che

fosse riconoscibile nel cubo dei lavati che viene scaricato

a fine ciclo”. Grazie al sistema di visione implementato, la

cella è così in grado non solo di riconoscere le tipologie di

pezzi e rispettare gli eventuali accoppiamenti, ma anche

di ricostruire con la massima precisione la composizione

esatta del cubo di carico in ingresso all’inizio del ciclo di

pulizia.

lotti relativamente piccoli ma con un numero di codici

da gestire elevato. Requisito imprescindibile dunque, che

ha richiesto una fase di gestazione abbastanza lunga, du-

rante la quale Betamotor e Tecnofirma hanno lavorato

a stretto contatto per giungere alla soluzione ottimale, e

procedere quindi allo sviluppo dellamacchina. “La richie-

sta che avevamo esulava un po’ dalle tipiche richieste che

Tecnofirma riceve dai suoi normali clienti, in genere celle

monoprodotto per grandissimi volumi. Abbiamo però

trovato in Tecnofirma un’interfaccia tecnica molto solida

e pronta ad accogliere tutte le nostre richieste, lavorando

insieme per risolverle nella maniera ottimale: il lavoro è

stato quindi fatto a tre mani, coinvolgendo un integra-

tore di robot, la SIR di Modena, con cui normalmente

lavoriamo e che è anche partner storico di Tecnofirma.

La soluzione sviluppata, infatti, non solo integra le fasi di

lavaggio e asciugatura gestitemediante robot, ma anche

uno speciale sistema di visione che riconosce le caratteri-

stiche dei vari pezzi da gestire, adeguando in automatico

le pinze di presa per movimentare il pezzo nellamaniera

più corretta”.

Movimentazione intelligente.

Il requisitodella varietà

e della variabilità dei pezzi lavorati da trattare è stato ri-

solto grazie a uno studio approfondito dal punto di vista

hardware, che ha reso l’attrezzatura di presa pezzo e di

cambio presamolto snella e di facile sostituzione. L’appli-

cazione Betamotor presentava però un altro problema,

ovveropoter gestire anchepezzi accoppiati,mantenendo

e ricostruendo tali accoppiamenti dopo che i particolari

sono stati separati nelle fasi di lavaggio e asciugatura.

“All’interno della cella - spiega Bianchi - noi poniamo in-

Il cambio pinza automatico all’interno della cabina di lavaggio Flexibox 1200-800.

La sede Tecnofirma (a Monza, in provincia di Milano) e la sede Betamotor (a Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze).

TRATTAMENTI DI SUPERFICIE