L’Aeroporto di Fiumicino è un esempio da seguire quando si parla di sostenibilità

Pubblicato il 20 dicembre 2018

Gli aeroporti sono infrastrutture altamente energivore, ancora prima che gli aerei decollino o atterrino. Il consumo giornaliero di energia elettrica e termica di un’aerostazione di grandi dimensioni equivale a quello di una città di 100.000 abitanti e le emissioni di CO2 sono causate principalmente da impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria – questi ultimi consumano circa il 50% dell’energia totale utilizzata.

A tal proposito, l’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino è considerato una best practice a livello internazionale. Lo scalo della capitale, secondo i dati del bilancio di sostenibilità certificato da Kpmg, si è impegnato infatti in diversi settori fondamentali sul fronte ambientale, come la raccolta differenziata, il risparmio e il riuso dell’acqua, la produzione di energia, il ridotto uso di suolo, e non solo.

Alla più generale sostenibilità ambientale ha contribuito soprattutto con la gestione di tecnologie e soluzioni integrate all’avanguardia messe a disposizione da Johnson Controls Italy. Si tratta di soluzioni complete, integrate, aperte, scalabili e interoperabili, basate su protocolli di comunicazione standard, specifici per le singole discipline e dotate di un’unica piattaforma di supervisione, ove i dati sono normalizzati, condivisi e trasformati in informazioni al fine di attuare tutte le interazioni strategiche fra i differenti impianti quali HVAC, fire & security, lighting e information & communication technology (ICT).

Il Building Management System installato ha consentito all’aeroporto di Roma di operare in maniera produttiva, ottimizzando i consumi energetici e proteggendo adeguatamente persone, dati e processi produttivi. Il progetto è partito dalla realizzazione di un audit energetico e dalla raccolta dei dati di consumo per poi migliorare il funzionamento degli impianti attraverso l’automazione di accensioni e spegnimenti, la gestione delle temperature, dei livelli di illuminazione e di tutti i parametri operativi che contribuiscono ai consumi energetici. Attraverso la connessione di sistemi, device e sensori, fulcro del ciclo di controllo dell’efficienza energetica, Aeroporti di Roma (ADR) ha realizzato un risparmio energetico del 21% sulla parte elettrica, del 30% sulla parte meccanica e del 50% sulla parte idrica.

“In ogni momento e da qualsiasi luogo siamo in grado di ottenere in tempo reale lo stato di funzionamento di tutti gli impianti”, afferma Ruggero Poli, Head of ADR Group Energy Systems and Energy Management Aeroporti di Roma S.p.A. “Possiamo così intervenire tempestivamente per una manutenzione sia correttiva che preventiva, per un’analisi dei consumi e dell’andamento di determinate grandezze fisiche, o per una modifica dei set-point di funzionamento. In questo modo è possibile identificare e perseguire le opportunità di risparmio energetico, ottimizzare i costi operativi, aumentare la vita utile degli impianti, assicurare la continuità operativa, garantire il comfort ambientale e proteggere persone, dati e processi”.

Proprio per i risultati ottenuti, l’aeroporto di Roma si è aggiudicato nel 2018 due prestigiosi riconoscimenti internazionali. Skytrax (società internazionale di rating del settore aeroportuale) l’ha premiato come World’s Most Improved Airport, in quanto migliore scalo al mondo per capacità di miglioramento e innovazione grazie all’implementazione di servizi ai passeggeri di altissima qualità; da Airport Council International (ACI) ha ricevuto invece il riconoscimento “Best Airport Award” 2018 a livello europeo per gli eccellenti livelli di performance raggiunti in diversi ambiti infrastrutturali e di servizio.



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