Flessibilità e reti aperte: chiavi della ripresa
L’adozione dei sistemi di controllo ad architettura aperta sta trasformando gli stabilimenti di produzione europei in uscita dalla recessione
I direttori di stabilimento e i tecnici di controllo scelgono di investire nella flessibilità, che consentirà alla produzione di adattarsi con maggiore facilità alle diverse esigenze/richieste che si porranno negli anni a venire. A seguire questa tendenza vi è John Browett della CC-Link Partner Association (Clpa), l’associazione che promuove e sviluppa la tecnologia di rete aperta CC-Link.
“L’interesse delle reti aperte, che consentono un rapido scambio di dati tra dispositivi di produttori diversi, è in continuo aumento” afferma Browett. “Quest’anno ricorre il nostro decimo anniversario e siamo più impegnati che mai. Siamo arrivati a contare oltre 1.500 aziende partner, il che ci ha resi una delle maggiori associazioni di reti aperte nel mondo”.
Browett attribuisce il fenomeno al risollevarsi delle attività produttive, che sta incentivando la crescita economica in tutta Europa, in ripresa dopo la crisi mondiale degli ultimi anni. Se si guarda a come i Governi delle varie nazioni europee stanno stanziando i fondi, appare chiaro come l’industria manifatturiera venga nuovamente vista come un settore capace di creare posti di lavoro di alto livello, che meglio di altri sono in grado di affrontare una flessione economica. Gli economisti ne danno conferma dal punto di vista teorico, dicendo che l’industria manifatturiera è più solida rispetto ad altri settori.
In Germania il settore manifatturiero sta registrando una vivace ripresa in parte dovuta alle politiche messe in atto dal Governo per affrontare la crisi. Anche nel Regno Unito, dove la ripresa economica è stata oggetto di notizie contrastanti, il settore manifatturiero sembra andare nella giusta direzione. “La moderna industria manifatturiera crea posti di lavoro sia in maniera diretta, sia nei settori di supporto, come quello dell’ingegneria e della scienza, del packaging e del design, della distribuzione e della logistica” spiega Browett. “In questo modo, il settore manifatturiero crea e distribuisce ricchezza contribuendo a stabilizzare l’economia su più ampia scala. Altro aspetto importante della produzione è l’impatto positivo sul rafforzamento dell’economia nel settore terziario, che dipende appunto dai lavoratori del manifatturiero”.
Ora che i leader economici e politici stanno passando dal concetto di profitto immediato a quello di un rendimento più a lungo termine, i progettisti hanno la possibilità di proporre soluzioni che si adatteranno più facilmente ai cambiamenti futuri che inevitabilmente si presenteranno. Nella gran parte dei Paesi europei l’industria manifatturiera è in ripresa o addirittura in crescita, spesso a tassi record. Browett sottolinea come una caratteristica fondamentale di qualsiasi moderno stabilimento sia la capacità di operare cambiamenti in modo rapido ed efficace per andare incontro a esigenze sempre nuove.
In passato gli stabilimenti venivano strutturati in modo da avere un numero limitato di pezzi in produzione continua e indeterminata e ci si aspettava un ritorno del capitale investito a distanza di qualche anno. Ora la chiave di tutto è la flessibilità che consente di modificare i prodotti in modo continuo. Le capacità di CC-Link, definita ‘The Non-Stop Open Network’, permettono di ristrutturare in modo semplice gli stabilimenti per adattarli ai nuovi prodotti o procedure, con un impatto minimo sulla produzione. Una volta avviata la produzione, CC-Link la mantiene costante anche in presenza di condizioni operative difficili o in presenza di guasti. Le aziende possono così tenersi al passo con la domanda in continua crescita.
“Per ingegneri di produzione tutto questo non è nuovo, ma finora era mancata la volontà di implementare reti aperte da parte della gestione amministrativa. Ora vi è un’inversione di tendenza e la tecnologia si sta sviluppando”. Browett sostiene che l’esigenza fondamentale in questo momento è la semplificazione delle tecnologie di rete per il controllo industriale. Si sente l’esigenza di un formato plug&play e di tecnologie che facciano convivere dispositivi di produttori diversi e creino un dialogo diretto tra produzione e dirigenza. È questo che offre CC-Link.
Inoltre, una struttura flessibile e la configurazione di controllo distribuita, riducono sensibilmente i costi di cablaggio e le relative complicazioni, incentivando negli stabilimenti di produzione gli investimenti.
Per rendere tutto più agevole, Clpa ha sviluppato CC-Link IE, che ridefinisce le prestazioni di rete, offrendo una rete Gigabit, senza dimenticare la facilità d’uso. Non è infatti richiesta alcuna competenza specifica sulla tecnologia di reti da parte dei non esperti in materia. In questo modo, le architetture di controllo diventano semplici da gestire e modificare nel tempo. La manutenzione e la riconfigurazione dei sistemi di controllo è più agevole, i costi di esercizio si riducono e la vita dei sistemi aumenta.
CLPA (CC-Link Partner Association): www.the-non-stop-open-network.com
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