OT cybersecurity: scadenze, obblighi e opportunità al centro di una giornata di Consorzio PI
Durante l’evento ‘OT Cyber Security: dalla teoria alla fabbrica’, organizzato da Consorzio PI Italia a Cavenago Brianza, alle porte di Milano, è emerso con chiarezza come il rischio cyber sia ormai strutturale anche nel mondo industriale. L’aumento degli attacchi e l’evoluzione normativa stanno ridefinendo l’approccio alla sicurezza nel manifatturiero: i nuovi obblighi portano però anche nuove opportunità per OEM, integratori e utilizzatori finali
Dalla rivista:
Fieldbus & Networks
Sala piena e persone in piedi: è stata un indubbio successo la giornata di studio dedicata al tema “OT Cyber Security: dalla teoria alla fabbrica”, organizzata da Consorzio PI Italia a Cavenago Brianza, alle porte di Milano. Un segnale evidente di come si tratti di ‘materia che scotta’, soprattutto alla luce dell’imminente entrata in vigore degli obblighi normativi che vengono d’Oltralpe (NIS2, Nuova Direttiva Macchine, CRA), che impattano – non poco – su tutti, fornitori, costruttori, system integrator ed end user.
Senza dimenticare che gli attacchi, o meglio ‘incidenti’ informatici sono in preoccupante aumento, costringendo sempre più spesso le imprese, anche italiane, anche PMI, a pagare lo ‘scotto’ sotto forma non solo di denaro estorto, ma anche di danno d’immagine e fermo impianto onerosi, che hanno anche portato a situazioni di difficoltà economica o addirittura chiusura delle attività.
Lo stato della OT Cyber Security: Rapporto Clusit 2026
Un aumento dei incidenti informatici OT nel periodo 2021-2025 del 49%, con un incremento significativo in Europa (+21%) e in Asia (+131%), dove è cresciuta la consapevolezza; 507 incidenti censiti in Italia nel 2025, pari a circa il 10% del totale globale monitorato (+42%), a fronte di un contributo del Belpaese al PIL mondiale di poco più del 2%: sono questi alcuni dei numeri riportati da Enzo Tieghi, componente del comunicato scientifico di Clusit, tratti dal Rapporto 2026 recentemente presentato dall’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, in occasione dell’evento.
“Inoltre” ha proseguito Tieghi “il manifatturiero si conferma tra i settori più esposti: 12,6% delle vittime in Italia, anche per la forte presenza di PMI ancora in fase di strutturazione sul fronte cybersecurity. La maggior parte degli attacchi risulta riconducibile al cybercrime (61%), con un’elevata incidenza di attività finalizzate al furto di dati o di denaro, nonostante siano aumentati anche gli attacchi di tipo attivista (+145%), ad alta visibilità e bassa severità”.
“A livello tecnico, aumentano gli attacchi DDoS (38,5%) e le campagne di phishing (+66%), mentre diminuisce il peso del malware (-14%), probabilmente grazie alla maggiore efficienza dei sistemi di difesa approntati negli anni a fronte di questo tipo di strumento. Il 79% degli incidenti sfrutta vulnerabilità note, il che mostra l’importanza di una migliore gestione degli aggiornamenti e delle patch”.
“Molti asset industriali connessi (fino al 40%) non sono adeguatamente monitorati” ha rilevato Stefania Iannelli di Women For Security. “La convergenza IT/OT, l’adozione di IoT e dispositivi edge e l’uso di connessioni non sicure, per esempio per la manutenzione remota, ampliano la superficie di attacco”.
IT-OT: due mondi ancora divisi
Secondo le analisi riportate da SANS, organizzazione internazionale che si occupa di cybersecurity, nel mondo OT il numero di incidenti può essere inferiore rispetto all’IT, ma le conseguenze sono spesso più gravi e prolungate, con impatti diretti sulla continuità operativa. Un ulteriore elemento critico è la distanza culturale e tecnologica tra IT e OT, oltre al fatto che strumenti e approcci tipici dell’IT spesso non sono applicabili ai sistemi industriali, dove la priorità resta la continuità del servizio.
Un ulteriore tema su cui agire riguardare il recovery:
se i sistemi di rilevazione delle anomalie stanno migliorando, resta ancora debole la componente di ripristino dei sistemi a seguito di un incidente. Occorre dunque chiedersi: esistono back-up aggiornati di PLC e HMI? Quanto tempo è necessario per il ripristino?
Iannelli ha presentato il caso di un’azienda italiana del settore arredo colpita da attacco ransomware, o il caso di Jaguar Land Rover in UK, dove il fermo si è tradotto in mesi o settimane di inattività, con un impatto economico rilevante, in un caso sull’azienda e i dipendenti, costretti alla cassa integrazione, nell’altro sull’intera supply chain, coinvolgendo i fornitori che si sono trovati a loro volta in difficoltà economica.
La spinta normativa: NIS2, Regolamento Macchine e CRA
Il quadro normativo europeo rappresenta oggi uno dei principali driver di trasformazione anche in considerazione delle imminenti scadenze:
“Per la NIS2, che sostituisce la precedente NIS e riguarda la governance e i processi aziendali, estesa a tutta la supply chain, imponendo obblighi di gestione del rischio, a partire dal 1° gennaio 2026 è diventata obbligatoria la notifica degli incidenti agli enti preposti per il primo gruppo di soggetti (“essenziali e importanti”) cui si applica (articolo 25), mentre i primi obblighi relativi all’implementazione di misure base partiranno da ottobre 2026” ha chiarito Giorgio Santandrea, consigliere di PI Italia.
“Per il nuovo Regolamento Macchine, che ha integrato la cybersecurity nella sicurezza funzionale delle macchine (safety), imponendo ai costruttori di garantire che un attacco non metta a rischio le persone, entra in vigore il 20 ottobre 2026 il regime sanzionatorio per le violazioni, con un periodo transitorio che finisce il 20 gennaio 2027“.
“Relativamente al Cyber Resilience Act (CRA), che introduce requisiti stringenti per tutti i prodotti digitali, con impatti diretti sulla loro progettazione e sulla commercializzazione, l’11 settembre 2026 entra in vigore l’articolo 14: obbligo per i produttori di notificare alle autorità nazionali e all’Enisa le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti gravi. Il Regolamento sarà poi pienamente applicabile dall’11 dicembre 2027. In particolare, il CRA richiede attività come la gestione delle vulnerabilità, la definizione della SBOM (Software Bill of Materials) e, in alcuni casi, la certificazione da parte di enti terzi”.
Per i costruttori di macchine, dunque, la cybersecurity diventa un elemento progettuale.
Santandrea ha sottolineato come sia necessario conoscere con precisione firmware e software installati e adottare processi strutturati per la gestione delle vulnerabilità. La futura norma armonizzata EN 50742 e lo standard IEC 62443 rappresentano i riferimenti tecnici principali cui fare riferimento; in particolare, l’approccio suggerito è quello basato sul rischio e sulla Defence in Depth.
“La serie di norme IEC 62443 costituisce oggi il principale riferimento per la sicurezza industriale ed è basata su valutazione del rischio, la definizione di Security Level e l’analisi della maturità digitale dell’impresa, coprendo aspetti tecnici e procedurali” ha evidenziato Miceala Caserza Magro di GFCC (Genoa Fieldbus Competence Center). “L’approccio ‘a castello medievale’, con segmentazione, DMZ e difese multilivello, consente di proteggere anche sistemi legacy non aggiornabili (brownfield), uno dei principali problemi degli impianti esistenti”.
Sul fronte tecnologico, Paolo Ferrari di CMST (Centro di Competenze PI Italia di Brescia) ha introdotto il protocollo Profinet v2.5, che introduce modelli scalabili di sicurezza basati su un’architettura a tre livelli: “Tra gli aspetti chiave troviamo l’attribuzione di una identità digitale dei dispositivi tramite certificati crittografici; la memorizzazione sicura delle chiavi su hardware dedicato; la definizione di ruoli e accessi basati su certificati; la possibilità di creare ‘tunnel’ di trasmissione dei dati sicuri per l’accesso ai dispositivi. Si tratta di un approccio che integra tecnologie tipiche dell’IT adattandole al contesto industriale”.
Dalla compliance alla strategia
Il messaggio emerso dal seminario è chiaro: la cybersecurity non è più solo un tema di conformità, ma un fattore strategico per la competitività industriale che può portare anche una serie di opportunità.
Tra le priorità operative:
costruire un asset inventory completo; formare il personale competente a livello anche di team manutentivo, in grado di operare anche sugli aspetti di cybersecurity durante i fermi programmati per la manutenzione di routine degli impianti; applicare misure come la segmentazione delle reti OT; pianificare per avere capacità di recovery rapide a seguito di un incidente; adottare framework strutturati come il modello presente nella IEC 62443.
In un contesto in cui gli attacchi aumentano e la normativa si irrigidisce, la capacità di garantire continuità operativa e resilienza diventa un elemento distintivo per l’intero ecosistema manifatturiero.
Ilaria De Poli @ilariadepoli
Contenuti correlati
-
Servotecnica ottiene la certificazione ISO/IEC 27001 con TÜV Nord Italia
Servotecnica ha ottenuto da TÜV Nord Italia la certificazione ISO/IEC 27001, standard internazionale di riferimento per i sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni. Il riconoscimento attesta l’adozione di un approccio strutturato alla protezione del patrimonio informativo...
-
Secsolutionforum 2026: i numeri dell’evento che ridefinisce la security italiana
Secsolutionforum 2026 si rivela in tutta la sua portata. A pochi mesi dal debutto fisico del 7 e 8 ottobre a BolognaFiere, all’interno di Urban Tech 2026 – The Urban Technology Show, i numeri dell’evento raccontano un salto...
-
Execus, Neurafense e Fratelli Giacomel: accordo per rafforzare continuità operativa e resilienza cyber nel settore automotive
In un settore come quello automotive, dove vendite, officine, post-vendita, ricambi, CRM, diagnostica e servizi al cliente dipendono in modo crescente da piattaforme digitali e sistemi interconnessi, la continuità dei servizi IT è un fattore essenziale. Un...
-
Una survey sulla cybersecurity OT nelle aziende italiane
La community Women for Security, in collaborazione con Start 4.0, ha lanciato una survey per fotografare il livello di consapevolezza e maturità delle organizzazioni italiane sul tema della OT (Operational Technology) security. L’iniziativa si inserisce nelle attività di...
-
Olimpiadi Internazionali di Cybersecurity: l’Italia conquista un oro e tre argenti ad Hammamet
Si chiude con uno straordinario risultato la partecipazione italiana alla seconda edizione delle Olimpiadi Internazionali di Cybersecurity (ICO 2026), disputate ad Hammamet, in Tunisia, dal 27 giugno al 2 luglio. La squadra azzurra, coordinata dal CINI Cybersecurity...
-
IO-Link pubblica la nuova specifica machine-readable per la mappatura JSON
La Community IO-Link ha annunciato il rilascio di una nuova specifica dedicata alla mappatura JSON, intitolata “JSON Integration for IO-Link”. La nuova Versione 2 introduce importanti miglioramenti funzionali, tra cui il supporto alla comunicazione wireless e funzionalità...
-
Linea Poliscreen compatibile Belden, progettata per il mercato europeo da Lapp
LAPP annuncia l’evoluzione della propria linea Poliscreen compatibile Belden. Si tratta di 29 referenze progettate in Italia per offrire al mercato europeo un’alternativa pienamente equivalente sotto il profilo tecnico, elettrico e meccanico, ai cavi standard Belden più...
-
Il backup nel mirino dei cybercriminali: perché la capacità di recupero dei dati è diventata la nuova frontiera della sicurezza
Per molto tempo il backup è stato considerato il pilastro fondamentale di qualsiasi strategia di protezione dei dati. Disporre di una copia delle informazioni aziendali era ritenuto sinonimo di sicurezza e rappresentava una garanzia sufficiente per proteggersi...
-
Sicuro anche in presenza di polvere e fumo: sistema radar LBK di Leuze
Le persone presenti nella zona di pericolo vengono rilevate in modo affidabile dal sistema radar 3D di Leuze, anche in condizioni ambientali difficili: gli oggetti statici non provocano l’arresto dell’impianto. Le persone non devono poter accedere inosservate...
-
Cybersecurity OT e continuità operativa: il ruolo di octoplant nella produzione resiliente
La trasformazione digitale sta cambiando profondamente il volto dell’industria manifatturiera. L’integrazione tra sistemi IT e OT, la diffusione dell’Industrial IoT, l’adozione di piattaforme software sempre più evolute e la crescente disponibilità di dati stanno rendendo gli impianti...
















