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ITALIA 4.0
dicembre 2016
L
a digitalizzazione di prodotti e
servizi sarà un volano per le im-
prese. Nei prossimi cinque anni
si stima che questa tecnologia ne po-
trebbe incrementare le entrate per 110
miliardi di lire. Ma dinnanzi a questa
rivoluzione, che prima che tecnologica
è culturale, e che sarò la più grande op-
portunità per rilanciare la competitività
del manifatturiero europeo occorre non
farsi trovare impreparati. Il nostro Pae-
se è però ancora indietro. Il Piano Na-
zionale Industria 4.0 è un primo tassello
in questo senso. Occorre però abbinare
un investimento in educazione digitale,
non solo nelle imprese ma anche nella
Pubblica Amministrazione, e scommet-
tere su un Lavoro 4.0. temi e scenari sui
quali ha le idee chiare il presidente dei
Giovani Imprenditori di Confindustria,
Marco Gay.
Presidente, cosa ne pensate dei con-
tenuti presenti nel Piano Nazionale
Industria 4.0 recepito in Legge di Sta-
bilità?
“Nelle Legge di Stabilità 2017 c’è una
direzione molto chiara: si chiama inno-
vazione. Ed il Piano Industria 4.0 è lo
strumento concreto per rendere quella
direzione una strada percorribile per
tutte le imprese, perché ci aiuta a fare
un salto in avanti di dieci anni, grazie a
strumenti concreti per investire in nuovi
macchinari, digitalizzazione e, soprat-
tutto, nelle persone. Oggi innovare è
Ladigitalizzazione
è lascommessa
delmanifatturiero
diLucaRossi
fare industria e investire è fare innova-
zione. Per questo, non possiamo che es-
sere soddisfatti di vedere finalmente un
disegno di politica industriale, ampio e
organico, che sicuramente contribuirà a
cambiare il Paese e la vita di tutti i gior-
ni delle imprese, sostenendone gli inve-
stimenti”.
L’Italia è indietro nella rivoluzione di-
gitale. Gli investimenti qui sono infe-
riori rispetto ai Paesi europei e anche
l’incidenza sul PIL. Quanto costa que-
sto gap al Paese? E alla produttività
delle aziende?
“L’Europa si era posta l’obiettivo di rag-
giungere entro il 2020 un 3% ben più
utile alla crescita di quello tristemente




