Assinform presenta il primo Osservatorio EIM

Il mercato EIM è sempre più importante e in Italia promette di passare dagli attuali 1,2 miliardi di euro a quasi 2 già entro il 2015. Inoltre, la sola fatturazione elettronica farebbe risparmiare alle aziende italiane 17 miliardi di euro

Pubblicato il 3 dicembre 2010

In un mercato informatico che ancora stenta, c’è anche in Italia un comparto che ha assunto consistenza, cresce e promette di esprimere oltre il 15% del mercato del software e dei servizi entro il 2015. È quello dell’EIM (Enterprise Information Management), ossia delle soluzioni per gestire e condividere i documenti aziendali e le informazioni in essi contenuti, che si stanno rivelando la chiave di volta dell’efficienza nelle imprese. L’EIM comprende non solo applicativi per il semplice passaggio dei documenti dal cartaceo all’elettronico, ma tutte le soluzioni e i servizi che permettono di trattare, gestire e condividere in modo nuovo e fra persone e sistemi i documenti aziendali, i dati e le informazioni in essi contenuti.

È questa la più significativa evidenza del primo studio condotto dall’Osservatorio EIM, organizzato da Assinform (Associazione delle aziende di informatica aderente a Confindustria) in collaborazione con Sirmi e con il supporto di note aziende del settore quali CBT, Infocert, Olivetti e Siav per monitorare l’andamento del settore. Lo studio si è avvalso di un’indagine sul campo (condotta a metà 2010) su 70 aziende fornitrici di soluzioni EIM e 270 aziende e organizzazioni utilizzatrici attive nei principali settori e di ogni dimensione. Si tratta del primo lavoro che in Italia prende in considerazione tutte le declinazioni delle più evolute tecniche di gestione dei documenti e delle informazioni, evidenziandone le ragioni e le dinamiche di mercato.

Fra le evidenze più significative emerge come la diffusione crescente dell’EIM interessi la gran parte delle aziende intervistate: il 74% di esse ha già adottato o prevede di adottare soluzioni EIM estese o parziali entro il 2011. Passando alle cifre, in Italia il mercato EIM promette di passare dagli attuali 1,2 miliardi di euro a quasi 2 già entro il 2015, con tassi di crescita annua medi vicini al 10% e di esprimere il 15% dell’intero mercato del software e servizi.

Il fenomeno non interessa esclusivamente i grandi utilizzatori. Per quanto l’orientamento a investire (o continuare a investire) in soluzioni EIM sia ancora tipico delle aziende e delle organizzazioni di maggiori dimensioni, è emerso un vivo e crescente interesse presso il 47% delle PMI (con 10-49 addetti), mentre permane una diversa sensibilità settoriale. Tutte le banche e gli enti della PA interpellati hanno dichiarato di avere investito o di prevedere di investire in EIM, mentre la percentuale, pur restando su soglie ragguardevoli, scende al 64% nell’industria, al 70% nella distribuzione, al 71% nella sanità.

Fra le ragioni che spingono a investire in soluzioni EIM figura al primo posto l’ingestibilità dei crescenti volumi dei documenti cartacei, non solo fisica, ma anche per la quantità di risorse necessarie a reperire le informazioni, estrarle, immetterle nei sistemi informatici. Nel caso della PA centrale e locale la motivazione viene invece da spinte normative. I fattori frenanti sono invece da ricercarsi in ristrettezze di budget (31,5% degli intervistati); complessità organizzativa (15%), tempi di progetto e realizzazione delle soluzioni (6%).

Per quanto concerne la tipologia delle aree toccate dall’EIM, lo studio vede in testa quella dell’amministrazione-contabilità (77%), seguita da comunicazioni interne (51%); gestione del personale (31%) supporto alle vendite (30%), contrattualistica (18%), progettazione e produzione. Inoltre, le aziende che fanno uso di EIM utilizzano piattaforme software nel 64% dei casi, applicazioni ad hoc nel 21% e servizi in outsourcing per il 23%. Questi ultimi si stima cresceranno nel prossimo futuro, anche nelle forme più agili, come quelle dei servizi applicativi in rete (SaaS, Cloud, ecc.), che secondo i vendor tenderanno a medio-lungo termine a estendere l’EIM anche verso le micro imprese e i professionisti. La struttura dell’offerta, infine, vede una forte concentrazione, con il 28% dei fornitori a generare l’80% del mercato.

“Tutti gli elementi raccolti dall’Osservatorio danno conto di una componente di mercato non solo molto vivace e di peso crescente, ma essenziale per accrescere l’efficienza nelle aziende e nella PA” ha commentato Federico Barilli, direttore di Assinform. “Basti pensare che dalla fatturazione elettronica, che è solo una parte dell’EIM, possono venire risparmi per le imprese italiane che Assinform stima in 17 miliardi di euro annui. E questo prima ancora di guardare ai guadagni di efficienza che danno le soluzioni che permettono l’accesso e la disponibilità delle informazioni giuste in automatico, subito e lungo tutte le fasi di interi processi”.

Assinform: www.assinform.it



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