Convergenza IT-OT: quali le priorità per i prossimi 3 anni?

Quali priorità darsi nel percorso di convergenza IT-OT nei prossimi 3 anni?

Cercando di immaginare i prossimi 3 anni, quali priorità vedete per rendere concreta e scalabile la convergenza in azienda?

Dalla rivista:
Fieldbus & Networks

 
Pubblicato il 26 novembre 2025

In questa Tavola Rotonda abbiamo voluto sentire la voce di alcune aziende rappresentative del mondo manifatturiero e IT per scoprire qualcosa di più in tema di convergenza IT-OT. Ecco cosa ci hanno risposto.

Alessandro Talamonti, sales specialist OT cybersecurity – Digital Industries di Siemens Italia

Alessandro Talamonti, Sales Specialist OT Cybersecurity-Digital Industries di Siemens Italia:

“Come partner tecnologico, Siemens accompagna i propri clienti nel percorso di trasformazione digitale, rendendoli consapevoli delle sfide, dei cambiamenti e delle opportunità che la convergenza IT-OT può offrire.

Nei prossimi 3 anni, una delle priorità principali sarà proprio quella di rafforzare questa consapevolezza, aiutando le aziende a comprendere che la digitalizzazione non è solo un’evoluzione tecnica, ma un cambiamento culturale e strategico. Un focus chiave sarà l’adozione dell’intelligenza artificiale come strumento per rendere la convergenza realmente scalabile.

L’AI rappresenta un acceleratore trasversale, capace di ottimizzare i processi in ogni area aziendale: dall’ingegneria del software alla manutenzione predittiva, fino all’analisi avanzata dei dati.

La sua applicazione permetterà di aumentare la velocità, la precisione e l’efficienza delle operazioni, generando valore a una velocità molto maggiore rispetto alle tecnologie precedenti.

Per cogliere appieno queste opportunità, sarà fondamentale investire in infrastrutture digitali, competenze e modelli organizzativi in grado di supportare l’integrazione dell’AI nei processi industriali. Il rischio per chi non intraprende questo percorso è quello di accumulare un gap competitivo difficile da colmare nel futuro prossimo.

In sintesi, le priorità per i prossimi anni saranno: trasformare le aziende dell’industria manufatturiera, introdurre e facilitare l’adozione dell’AI e costruire ecosistemi digitali scalabili, in cui la convergenza IT-OT diventi un motore concreto di innovazione e crescita sostenibile”.

Alberto Griffini, Product Manager Modular PLC di Mitsubishi Electric

Alberto Griffini, product manager Modular PLC di Mitsubishi Electric – Factory Automation:

“Per quanto riguarda l’evoluzione dei processi di digitalizzazione e del percorso di convergenza IT-OT, come scenario per i prossimi 3 anni prevediamo un utilizzo sempre più massiccio di strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

In linea con questo trend tecnologico, Mitsubishi Electric ha lanciato da alcuni anni un proprio brand di intelligenza artificiale denominato Maisart (Mitsubishi Electric’s AI creates the State-of-the-ART in technology), con l’obiettivo di mettere a disposizione il proprio know-how di prodotti e applicazioni industriali, e consentire alle aziende partner di ottenere i massimi benefici dall’AI”.

Stefano Azzoni, sales engineer di B&R Automazione Industriale:

Stefano Azzoni, sales engineer di B&R Automazione Industriale:

“Nel futuro dell’automazione, i dispositivi dovranno essere sempre più capaci di generare e fornire informazioni contestualizzate, con una prima elaborazione locale prima della loro condivisione.

Questo approccio consente di ridurre la latenza, migliorare la qualità dei dati e aumentare la reattività dei sistemi.

Parallelamente, sarà fondamentale garantire l’apertura e l’interoperabilità tra sistemi, per permettere una comunicazione fluida e una collaborazione efficace tra tecnologie diverse.

In questo scenario, si delinea una nuova generazione di macchine intelligenti, capaci di adattarsi in modo autonomo e rapido ai contesti produttivi specifici.

Le decisioni basate sui dati saranno attuate in tempo reale da sistemi di trasporto intelligenti, soluzioni robotiche e meccatroniche avanzate, rendendo i processi più efficienti e flessibili. In sintesi, la potenza dei dati e dell’AI diventa realmente vantaggiosa quando si traduce in soluzioni semplici da implementare e perfettamente integrate nel contesto produttivo”.

Cristina Mariano, country manager Italia di Advens

Cristina Mariano, country manager Italia di Advens:

“Nei prossimi anni, il nostro obiettivo è aiutare le organizzazioni a passare da programmi di sicurezza IT e OT isolati, a un modello unificato e continuo.

Le priorità sono chiare: il primo aspetto è la visibilità, ovvero sapere cosa è connesso, come fluiscono i dati e dove si trovano i rischi. Al secondo posto, la governance e il controllo degli accessi, per garantire che ruoli, responsabilità e connessioni remote siano gestiti in modo coerente. Infine, la resilienza: costruire la capacità di rilevare, rispondere e recuperare rapidamente senza interrompere le operazioni.

Il nostro obiettivo è rendere la convergenza pratica e sostenibile, combinando sicurezza ed efficienza in modo che i sistemi industriali rimangano connessi, produttivi e sicuri. In definitiva, la convergenza IT-OT dovrebbe consentire un’integrazione senza soluzione di continuità, garantendo al contempo che le caratteristiche uniche e i vincoli operativi degli ambienti OT siano pienamente rispettati e mantenuti”.

Fabrizio Corti, field application engineering in Softing Industrial Automation

Fabrizio Corti, field application engineering di Softing Industrial Automation:

“Nei prossimi 3 anni la priorità sarà duplice: investimenti mirati e standardizzazione della formazione.

Per quanto concerne il primo punto, occorre abbandonare le soluzioni ad hoc a favore di un Data Backbone unificato (Industrial DataOps) che gestisca l’acquisizione, l’elaborazione e la contestualizzazione dei dati OT/IT. Ciò include l’implementazione di sistemi di cybersecurity industriale unificati (SOC/NOC) per il monitoraggio 24/7.

Poi occorre una formazione ai dipendenti che sia strutturata, con la creazione di un programma di sviluppo di competenze inter-funzionali. È auspicabile che i tecnici OT ricevano formazione IT su networking, virtualizzazione e sicurezza, mentre gli specialisti IT dovrebbero acquisire familiarità con le logiche di controllo e le priorità di disponibilità (safety/reliability) del mondo industriale. La standardizzazione delle procedure operative (SOP) e della governance interna sarà la chiave per la scalabilità”.

LEGGI LE RISPOSTE ALLE DOMANDE

 Tavola rotonda: “Convergenza IT-OT: a che punto siamo?” – introduzione

Convergenza IT-OT: a che punto siamo?

1 – A che punto siete del percorso verso la convergenza IT-OT? Avete già esperienze e progetti concreti, o siete ancora in una fase pilota?

Quali sono gli ostacoli alla convergenza IT-OT?

2 – Quali sono le difficoltà principali che si incontrano nel percorso di convergenza IT-OT?

 Quali i benefici attendersi dalla convergenza IT-OT?

3 – Quali benefici dobbiamo aspettarci da questo percorso evolutivo?

Quale formazione e quali skill in futuro?

4 – Dal punto di vista delle competenze, quali sono gli aspetti su cui maggiormente ci si dovrebbe concentrare per accelerare la convergenza IT-OT?

Fonte foto apertura Foto Shutterstock

Matteo Marino, Ilaria De Poli



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