Slow design vs arredamento ‘usa e getta’: premio GammaDonna 2024
Alla guida di un brand di arredamento cognitivo etico, impegnato a contrastare il fast furniture, Paola Bernardotto si aggiudica con ‘Ettomio il riconoscimento che dal 2004 premia l’imprenditoria femminile innovativa. Cinzia Tessarolo (Family+Happy) il "Giuliana Bertin Communication Award" di Valentina Communication. Gioia Lucarini (Relief) vince il “Women Startup Award” by Intesa Sanpaolo Innovation Center, mentre la giovane Chiara Schettino (Rosso) si aggiudica la Menzione Speciale per l’impatto sociale di Cottino Social Impact Campus
Puntano sulle tecnologie verdi, sul biotech, sull’AI, non dimenticandosi di digitalizzare i servizi di caregiving, le imprenditrici innovative salite oggi sul palco della Centrale nella Nuvola Lavazza di Torino per la Finale del Premio GammaDonna che dal 2004 valorizza l’anima innovatrice dell’imprenditoria femminile.
Ed è stata Paola Bernardotto, fondatrice di ’Ettomio (Vicenza), ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento per l’impegno con cui contrasta il fast furniture – l’arredamento usa e getta – con prodotti evolutivi che seguono le diverse fasi di crescita del bambino, creando una rete di fornitori artigiani italiani e promuovendo lo “slow design” e il Made in Italy. ‘Ettomio rivoluziona il settore dei mobili per bambini con arredi etici, sostenibili e cognitivi per stimolare lo sviluppo di abilità e capacità nelle giovani generazioni.
Le altre vincitrici
All’evento – realizzato con il contributo della Camera di commercio di Torino, sotto il patrocinio di Commissione europea, Regione Piemonte, Città di Torino e G7-Women7 – sono state premiate anche Cinzia Tessarolo (Family+Happy) con il “Giuliana Bertin Communication Award”, Gioia Lucarini (Relief) che ha vinto il “Women Startup Award” powered by Intesa Sanpaolo Innovation Center, e Chiara Schettino (Dona Rosso), a cui è andata la Menzione per l’impatto sociale di Cottino Social Impact Campus.
«Queste storie sono un esempio straordinario di come la passione imprenditoriale delle donne possa farsi motore di un cambiamento reale e sostenibile» ha dichiarato Valentina Parenti, Presidente di GammaDonna. «Crediamo fermamente che le imprese giochino un ruolo cruciale nell’affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo, e che siano chiamate a guidare il cambiamento attraverso innovazione, impatto e modelli di business rigenerativi. Valori che 20 anni fa ci hanno spinto a creare GammaDonna e che oggi, in uno scenario complesso e in continuo cambiamento, sono più attuali che mai».
«Per la Camera di commercio di Torino è un investimento fondamentale promuovere modelli d’impresa innovativi e inclusivi, capaci di rispondere con creatività alle sfide sociali e ambientali» ha commentato il Presidente Dario Gallina. «La vincitrice e le finaliste di questa edizione offrono un riferimento ispirante di come l’imprenditoria femminile sia un motore di crescita e propongono anche un modello di resilienza e determinazione. Il loro operato, come la ventennale attività dell’Associazione GammaDonna, contribuisce a superare le barriere della precarietà e del divario che ancora caratterizzano il panorama economico femminile».
Le imprenditrici accedono a un vero e proprio percorso di valorizzazione, accelerazione ed empowerment che si sviluppa attraverso eventi e percorsi di formazione, occasioni di business networking, sessioni di mentoring & advisory con EY, Intesa Sanpaolo Innovation Center, Italian Tech Alliance, 24Ore Business School, Angels4Women, Innovup, Seed Capital Pro e Cottino Social Impact Campus. Oltre a mesi di esposizione mediatica sulle principali testate e tv nazionali.
PREMIO GAMMADONNA: CHI È LA VINCITRICE
Laureata in sociologia con un background nella comunicazione digitale, Paola Bernardotto ha dato vita ad ‘Ettomìo “il mio letto” nel linguaggio di un bimbo, brand che promuove l’arredamento cognitivo e lo slow design, offrendo soluzioni etiche e sostenibili nel settore dell’arredo. Dopo 15 anni da dipendente e 2 da mamma, decide di contrastare il fast furniture con prodotti che rispettino l’ambiente e supportino una filiera equa, creando consapevolezza sull’importanza di scelte di acquisto responsabili.
Crea una rete di fornitori artigiani Made in Italy e, con una particolare attenzione all’inclusione, avvia collaborazioni con cooperative sociali per coinvolgere giovani con la Sindrome di Down nel confezionamento dei kit di montaggio, creando opportunità di lavoro e promuovendo la diversità nel mondo dell’imprenditoria.
«Vogliamo dimostrare che è possibile offrire arredi sostenibili e di qualità, che non rispondono solo a un’esigenza estetica, ma riflettono anche i valori di chi li acquista» ha commentato Bernardotto nel ricevere il Premio. «Il nostro obiettivo è migliorare la qualità della vita delle famiglie, incoraggiando scelte consapevoli e sostenibili».
WOMEN STARTUP AWARD
Vince il riconoscimento di Intesa Sanpaolo Innovation Center assegnato alla startupper più innovativa Gioia Lucarini, CEO di Relief – Pontedera (Pisa), ingegnera biomedica che ha sviluppato un dispositivo innovativo per l’incontinenza urinaria, una disfunzione che colpisce circa 500 milioni di persone nel mondo, di cui 3 milioni solo in Italia.
«Intesa Sanpaolo Innovation Center, da sempre impegnata a valorizzare talenti ed idee ad elevato potenziale, ha deciso di premiare Relief per il valore tecnologico e innovativo della soluzione sviluppata, che può determinare importanti impatti positivi sulla qualità di vita di migliaia di persone» ha affermato Marianna Ronzoni, Responsabile Valutazione e Crescita Startup, Intesa Sanpaolo Innovation Center. «Con Relief abbiamo scelto di premiare Gioia Lucarini per la sua capacità di affrontare temi di grande rilevanza per il benessere delle persone, spesso sottaciuti, e per la sua tenacia nel diffonderli anche verso le nuove generazioni».
Dopo una carriera nella ricerca, Lucarini ha co-fondato Relief con l’obiettivo di utilizzare le sue competenze per generare un impatto positivo e sostenibile. La missione di Relief è sostituire i dispositivi invasivi per l’incontinenza con una soluzione che ne riduce l’impatto psicologico, economico e ambientale.
GIULIANA BERTIN COMMUNICATION AWARD
Vince lo speciale riconoscimento di Valentina Communication (ideatrice del Premio), istituito in memoria della sua fondatrice e assegnato all’imprenditrice che meglio ha saputo comunicare la propria innovazione on- e offline, Cinzia Tessarolo, CEO di Family+Happy (Torino), che ha lasciato una carriera dirigenziale internazionale per lavorare sulla promozione dell’equilibrio tra lavoro e vita privata.
«Il nostro riconoscimento a Cinzia» ha detto Marco Parenti, CEO di Valentina Communication «è per aver saputo trasmettere con efficacia il valore della propria mission imprenditoriale a grandi gruppi industriali e aver raggiunto così in breve tempo una copertura nazionale di oltre 50.000 famiglie. Un esempio di come l’innovazione, sostenuta da una comunicazione chiara e mirata, possa rispondere con concretezza ai bisogni della società».
La piattaforma di work-family management Family+Happy offre alle aziende servizi innovativi di caregiving e welfare familiare, avvalendosi di un’intelligenza artificiale proprietaria per la selezione e certificazione dei caregiver basata su oltre 113 parametri. Con una rete di oltre 50.000 caregiver certificati, garantisce un supporto rapido e affidabile, semplificando la gestione familiare.
MENZIONE SPECIALE PER L’IMPATTO SOCIALE
La Menzione, promossa dal Cottino Social Impact Campus, va a Chiara Schettino, Co-founder e CEO della start-up Rosso (Avellino): imprenditrice classe 2001, ha dato vita ad una realtà dedicata a fronteggiare l’emergenza delle donazioni ematiche e a promuovere la prevenzione della salute del sangue in Italia ed Europa.
«Abbiamo voluto assegnare la Menzione ad una giovane imprenditrice che ha intenzionalmente scelto di affrontare una delle sfide sociali più alte ‘per definizione’, ossia donare il sangue e contribuire quindi a salvare vite umane, dando vita ad una società che, con un approccio imprenditoriale innovativo, interpreta autenticamente un purpose vocazionale e trasformativo. L’impatto sociale che Chiara Schettino genera con DonaRosso è intrinseco nella sua idea imprenditoriale, è driver strategico e competitivo» commenta Cristina Di Bari, CEO Cottino Social Impact Campus. «Valorizzare realtà di questa natura e questo modello di imprenditoria femminile è per noi efficace strumento per contribuire alla creazione, condivisione e diffusione di una nuova cultura di impresa e di nuove pratiche orientate alla creazione di valore economico insieme ad un impatto positivo sulla società».
Nasce da un’esperienza personale – il tempo d’attesa per una trasfusione durante il trattamento di una leucemia – l’idea di Schettino di fondare Rosso nel 2022 insieme a Filippo Toni: una piattaforma digitale che agisse come ‘tessuto connettivo’ per la filiera del sangue, puntando a semplificare il processo di donazione e ridurre le attese dei pazienti riceventi. Sviluppata in collaborazione con associazioni e ospedali su tutto il territorio nazionale, con un servizio di assistenza medica 24/7, Rosso coinvolge anche le imprese per sostenere una cultura del dono del sangue in contesti aziendali e comunitari.
«Il nostro obiettivo è azzerare l’emergenza sangue entro il 2030» spiega Schettino «e rendere la donazione più accessibile e diffusa in tutta Italia».
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