Logistica, è carenza di capitale umano: mancano 60.000 figure professionali
Il settore italiano della logistica conto terzi, con un fatturato di 111 miliardi di euro, sale al 43,3% del mercato rispetto al 36,4% del 2009, trainato da piattaforme digitali e sistemi avanzati per ottimizzare la produttività, nonostante una carenza strutturale di ben 60mila figure professionali.
L’AI rappresenta il volano per potenziare il capitale umano, dato che il grado di adozione dell’intelligenza artificiale nella logistica da parte dei committenti crescerà fino al 44% e tenderà a potenziare di un quarto (+24%) le capacità dei lavoratori con un approccio “human in the loop” che rimarrà valido anche in futuro.
“L’intelligenza artificiale non deve essere vista come una tecnologia che sostituisce l’uomo, ma come un moltiplicatore di valore” commenta Andrea Franceschelli, Vice Presidente e Direttore Generale di Due Torri Spa
Il settore logistico affronta oggi una criticità strutturale senza precedenti:
la carenza di circa 60.000 figure professionali, una stima ormai consolidata nelle analisi dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano. Questo “gap di talenti” si inserisce in un contesto globale complesso dove, secondo il MHI Annual Industry Report, il 90% delle organizzazioni della supply chain dichiara di subire gli impatti negativi della carenza di manodopera.
Negli ultimi decenni la logistica si è trasformata da pura attività di movimentazione a leva strategica per la competitività.
Come evidenziato dall’Osservatorio, se nel 2009 il settore contava 114.500 aziende con un fatturato di 71,2 miliardi, oggi, nel 2026, si contano quasi 78.000 imprese che generano 111,2 miliardi di fatturato, con una incidenza della logistica conto terzi salita dal 36,4% al 43,3%, grazie a piattaforme digitali che permettono la condivisione di dati, l’introduzione di strumenti per la simulazione di scenari e l’introduzione di sistemi di AI avanzati.
“L’intelligenza artificiale non deve essere vista come una tecnologia che sostituisce l’uomo, ma come un moltiplicatore di valore che permette al nostro capitale umano di liberarsi dalle mansioni più ripetitive per concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto”, commenta Franceschelli.
Innovalab 2026
La ricerca di possibili soluzioni a questo scenario è stato uno dei temi affrontato durante l’ultima edizione di Innovalab 2026, evento organizzato da Due Torri presso l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna che ha riunito oltre 100 partecipanti selezionati provenienti da 70 aziende appartenenti a diversi settori merceologici. Per supportare questa evoluzione, è necessario considerare lo scenario economico.
La crescita della logistica conto terzi ha dovuto fronteggiare pressioni inflattive notevoli, con aumenti dal 2009 che toccano il +116% per il denaro, +46% per l’energia elettrica e +16% per la manodopera, a fronte di una redditività media (Ebitda) del 6%. In questo contesto, Azimut Holding – realtà con 140,9 miliardi di euro di asset totali a fine 2025 – sottolinea l’importanza del monitoraggio attivo di utili aziendali e consumi per navigare le attuali incertezze di mercato.
L’AI emerge non come una minaccia, ma come un’opportunità di riqualificazione:
secondo HR Trends 2025 di Randstad, il 62% degli HR e il 65% dei lavoratori ne riconoscono l’impatto positivo nel ridurre attività ripetitive e carichi di lavoro. Secondo il MHI Annual Industry Report, oltre la metà delle organizzazioni nel settore della logistica (53%) ha già superato la fase sperimentale implementando l’IA su larga scala, mentre il 48% dei leader globali la definisce un fattore di trasformazione radicale.
L’adozione di soluzioni di AI ha portato le aziende a un indice di soddisfazione medio di 7,7 su 10 su dimensioni come servizio, costi e sostenibilità. La sfida, tuttavia, risiede nel modello di applicazione, con una transizione necessaria dall’automazione sostitutiva al potenziamento delle capacità umane, il cosiddetto approccio “human in the loop”. Nei prossimi tre anni, il grado di adozione dell’AI in logistica da parte dei committenti crescerà fino al 44% e, in generale, tenderà a potenziare di un quarto le capacità dei lavoratori (+24%).
Solo attraverso la sinergia tra innovazione tecnologica e valorizzazione strategica del capitale umano sarà possibile trasformare le sfide di oggi nel vantaggio competitivo di domani; l’integrazione intelligente resta dunque l’unica via percorribile per garantire un futuro resiliente e di valore all’intero settore logistico.
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