IoT: Avnet Silica gestisce la vulnerabilità delle reti non-IP
La sicurezza nell’Internet of Things (IoT) tiene banco in casa Avnet Silica. La tecnologia IoT poggia sul trasferimento di dati su varie reti diversificate (Wlan, Wan, core IP, cloud), ciascuna con stack di protocollo e meccanismi di sicurezza propri. In genere, i dispositivi compatibili IoT, come i sensori, i robot, richiedono la connessione a reti industriali attraverso tecnologie di connettività wireless a basso consumo, come Bluetooth, 802.11, Z-Wave.
E’ prevedibile, però, che queste tecnologie non potranno disporre di funzionalità IP prima di altri 5 o 6 anni. Pertanto non si può pensare di applicare la tecnologia Standard Transport Layer Security (TLS), che si basa su IP.
Grazie alla partnership con Ubiquios, società specializzata in software embedded, e al supporto del firmware Trusted Objects correlato, Avnet Silica gestisce la vulnerabilità delle reti non-IP. Attraverso questa collaborazione, infatti, è stato sviluppato uno stack ottimizzato di microcontrollo che costituisce la base del nuovo progetto di riferimento per la sicurezza IoT.
Il progetto di riferimento è conforme al certificato X509 ma questo aspetto è stato razionalizzato in modo da rispettare le limitazioni in termini di potenza e di dati imposte da Bluetooth 4.1 e da altri protocolli wireless non-IP, garantendo al tempo stesso il massimo grado di sicurezza del sistema.
Il progetto di riferimento semplifica la messa in servizio dei dispositivi sul campo (in un contesto IP o non-IP), rendendo la procedura più veloce da completare. Questo permette di aumentare la produzione operativa, offrendo l’opportunità di trattare più dispositivi al giorno.
Questa soluzione non richiede programmi di formazione approfonditi, per mettere gli operatori in grado di completare le operazioni necessarie. Inoltre, poiché il terminale può essere identificato direttamente dal server, rinnovare la chiave locale in modalità remota è particolarmente semplice. Ciò evita l’intervento sul campo di un addetto per rinnovare manualmente la chiave, evento peraltro che si verifica raramente a causa dei costi elevati, compromettendo così il livello di protezione nel tempo.
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