Il trasporto pubblico è un’infrastruttura critica. Ed è ora di proteggerlo in modo adeguato
La sicurezza nel trasporto pubblico locale sta cambiando funzione. Non è più soltanto uno strumento per documentare gli eventi: sta diventando una componente della gestione operativa, capace da un lato di tutelare in tempo reale il personale a bordo e dall’altro di produrre dati utili per ottimizzare il servizio. Si tratta di un mercato di assoluto rilievo. Solo in Italia, stiamo parlando di un sistema che muove 5 miliardi di passeggeri l’anno, con 117.000 lavoratori e 50.000 mezzi in campo ogni giorno.
Chi decide di investire nel settore deve affrontare una questione necessaria: vogliamo uno strumento che intervenga dopo, con mere funzioni di controllo, o uno che lavori insieme a noi, magari per aiutarci a operare meglio?
La sicurezza passiva ha esaurito il suo compito
Il modello della registrazione passiva, con telecamere a bordo, immagini archiviate, eventi da ricostruire quando necessario, ha risposto bene alle esigenze di un’epoca in cui la sicurezza era una funzione separata dalla gestione operativa. Aveva una logica interna coerente: ridurre l’incertezza a posteriori, fornire prove, individuare la responsabilità.
Ma il trasporto pubblico di oggi è un sistema diverso. I mezzi sono connessi, i flussi di passeggeri variabili, le aspettative di servizio più alte. In questo contesto, una sicurezza che interviene solo dopo non è più sufficiente, né per il servizio, né per le persone che lo erogano. Il DM 108/2024 e il successivo Decreto Dirigenziale MIT n. 220 del giugno 2025 hanno formalizzato questa consapevolezza, introducendo obblighi precisi di geolocalizzazione e sistemi di emergenza su tutti i mezzi: un segnale che il quadro regolatorio si sta allineando con una maturità operativa che molti operatori avevano già anticipato.
Un’infrastruttura, due funzioni
La vera novità non sta nell’aggiornamento tecnologico, ma nella logica che lo guida. Le piattaforme di sicurezza integrate disponibili oggi permettono di costruire un’unica infrastruttura capace di rispondere contemporaneamente a due obiettivi: tutelare il personale di bordo con connessione in tempo reale a un centro operativo, e generare dati utili per la gestione del servizio, relativi a flussi di passeggeri, pressione sulle corse, distribuzione delle risorse.
È una convergenza che cambia il modo in cui i responsabili del trasporto pubblico locale possono pensare ai propri investimenti in sicurezza. Il cambiamento non è solo tecnico: è organizzativo. Con un’infrastruttura integrata, il confine tra le due funzioni si dissolve, la sicurezza entra tra le voci di costo che generano valore per il business. In un settore che si prepara a trasformazioni profonde come rinnovo delle flotte, decarbonizzazione, integrazione digitale, le scelte tecnologiche che le aziende fanno oggi sono quindi decisive.
Basti considerare che, a settembre 2025, in tutta Europa si contavano 88 implementazioni di progetti di intelligenza artificiale nel trasporto pubblico, in 73 città e 21 paesi, la stragrande maggioranza in fase esplorativa o pilota. Eppure, la direzione è chiara: il mercato dell’AI nei trasporti è stimato a 5,3 miliardi di dollari nel 2026. Chi ha già fatto questa scelta non sta semplicemente adottando una tecnologia più avanzata: sta costruendo un modello di gestione più maturo.
Alilaguna: un approccio integrato nella laguna veneziana
Un esempio concreto di questo cambio di paradigma è mostrato dalla collaborazione di Alilaguna con il security provider Axitea.
Alilaguna gestisce il servizio pubblico di linea a Venezia da oltre vent’anni, collegando l’aeroporto Marco Polo al centro storico attraverso tre linee. Un contesto operativo per sua natura complesso: imbarcazioni diverse, pontili di riferimento, flussi stagionali molto variabili, personale che lavora in un ambiente aperto e in continuo movimento.
La soluzione implementata da Axitea risponde esattamente a questa logica duale. Su 42 imbarcazioni sono state installate telecamere fisse collegate a un Security Operation Center attivo 24/7, a supporto continuativo del personale di bordo, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. Su un pontile chiave è stato integrato un sistema di AI people counting con notifiche automatiche agli uffici operativi: uno strumento che consente di ottimizzare le corse in tempo reale, calibrare l’offerta e ridurre i tempi di attesa.
La scelta di un’architettura modulare e scalabile risponde a una visione precisa: la tecnologia installata oggi deve poter crescere con l’organizzazione, aggiungere funzioni e coprire nuovi contesti senza richiedere una sostituzione completa dell’infrastruttura. Il 20 dicembre 2024, Alilaguna, insieme alle altre aziende di trasporto della città metropolitana, ha firmato il Protocollo per la promozione della sicurezza del trasporto pubblico locale, sottoscritto in Prefettura a Venezia: disporre di un’infrastruttura avanzata già operativa ha reso possibile tradurre un impegno culturale in un impegno istituzionale concreto.
Costruire oggi, per quello che serve domani
In questo contesto, la scelta della tecnologia non è una decisione una tantum. Scegliere piattaforme modulari, costruite con un approccio privacy by design e capaci di integrare funzioni nuove senza ricominciare da capo, significa mantenere aperte le opzioni e trattare la sicurezza non come una funzione a sé, ma come un motore che cresce con l’organizzazione.
Le aziende che hanno già fatto questo passo hanno già riportato benefici al di là di quanto mostrano i bilanci: il personale è più supportato, il servizio è più affidabile, e l’organizzazione è più pronta ad affrontare quello che viene dopo.
La domanda che vale la pena porsi oggi è semplice: quante delle informazioni che produciamo ogni giorno a bordo dei nostri mezzi stiamo davvero utilizzando?
Un uso lungimirante della tecnologia, con l’intelligenza artificiale in primo piano, aiuta a rispondere in modo completo ed efficace.
Giorgio Triolo, CTO Axitea
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