Investimenti ed export guidano il recupero dell’industria manifatturiera

Secondo il Rapporto Intesa SanPaolo-Prometeia entro la fine del 2021 dieci settori su 15 avranno completato il recupero dei livelli pre-Covid

Pubblicato il 29 ottobre 2021

Secondo il Rapporto Analisi dei Settori Industriali presentato da Intesa Sanpaolo insieme a Prometeia nei primi otto mesi del 2021 l’indice di produzione industriale (destagionalizzato e corretto per gli effetti del calendario) ha segnato una crescita del 18.5% in termini tendenziali, che consente all’industria italiana di assottigliare al 2% il divario rispetto alla situazione pre-Covid; ritardo nettamente inferiore a quello che caratterizza le manifatture tedesca (-7.3%), francese (-6.9%) e spagnola (-3.5%).

Un quadro produttivo così dinamico ha accelerato la ripresa del fatturato manifatturiero, che nel gennaio-agosto 2021 ha registrato un incremento del 26.3% su base tendenziale (a valori correnti) e del 7.4% sul corrispondente periodo 2019. La crescita è stata alimentata tanto dalla componente interna del giro d’affari (+9% sul 2019) quanto da quella estera (+4.8%).

L’aspettativa per la fase finale dell’anno è ancora improntata al recupero dei livelli di attività, come implicito nell’andamento degli indici di fiducia, ma su ritmi che andranno affievolendosi, soprattutto in termini tendenziali, nel confronto con una seconda metà del 2020 che era già stata di brillante ripresa. Nel complesso, per il 2021 si stima un incremento dell’11.2% del fatturato a prezzi costanti, che andrà a chiudere il gap sul pre-Covid (+0.8%), e del 20.6% a prezzi correnti (+9.3% sul 2019).

Se da un lato gli investimenti si confermano la componente di domanda interna più dinamica, dall’altro il sostegno della ripresa viene anche dai mercati internazionali: qui gli scambi mondiali sono proseguiti a ritmi sostenuti nel primo trimestre 2021, per poi stabilizzarsi nel secondo in termini di volumi, a causa dell’emergere di colli di bottiglia lungo le filiere produttive e logistiche. Nonostante quindi un contesto complesso, le imprese italiane sono riuscite a crescere sui mercati internazionali: le esportazioni di beni manufatti hanno segnato +23.7% tendenziale nel gennaio-giugno 2021, a valori correnti e +4.6% rispetto al 2019, un risultato migliore di quello tedesco (3.9%) e francese (2.4%).

In virtù di questo a fine 2021 dieci settori su 15 avranno completato il recupero dei livelli di fatturato pre-Covid, a iniziare dai settori appartenenti al sistema casa, che guidano la classifica: Prodotti e materiali da costruzione (+12.7% medio nel 2021, rispetto al 2019), Elettrodomestici (+7.6%) e Mobili (+6.5%). Particolarmente dinamici, in termini di sorpasso sui livelli pre-crisi, anche i settori produttori di intermedi, quali Altri intermedi (che sono attesi crescere del 3.4% nel 2021, sul pre-Covid), Intermedi chimici (+2.9%), Prodotti in metallo (+1.6%) e Metallurgia (+0.5%), trainati da una ripresa di automotive e Meccanica, oltre che dalle costruzioni. Le previsioni sono altrettanto favorevoli per l’Elettrotecnica (+3% nel 2021, sul pre-Covid), che sta beneficiando della vivacità del ciclo degli investimenti, in particolare di quelli in chiave green, e per Alimentare e bevande (+2.3%) e Farmaceutica (+0.9%).

Franco Metta



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