Industria dell’automazione: ecco qual è la situazione - Automazione Plus

Industria dell’automazione: ecco qual è la situazione

Dalla rivista:
Automazione Oggi

 
Pubblicato il 4 aprile 2024

Sebbene l’industria risenta pesantemente dei delicati scenari attuali, sta mostrando alcune aree in fermento. Abbiamo chiesto a Keba qual è, dal suo punto di vista, la situazione e quali potrebbero essere le possibili evoluzioni durante il 2024

Nonostante gli scenari delicati che stiamo attraversando, il comparto industriale mostra alcune aree in dinamica evoluzione; ciò è dovuto al continuo progredire delle tecnologie di ultima generazione, in particolar modo l’intelligenza artificiale, che sta permeando di forza tutto il settore industriale. Abbiamo fatto una chiacchierata con Keba, azienda tecnologica specializzata nell’automazione e controllo, per comprendere, secondo la loro esperienza sul campo, come si stanno muovendo i vari comparti, e se fra questi vi è qualche prospettiva interessante. Ecco, dunque, cosa ci ha riferito Gianluca Mangialardo, field application engineer e motion specialist di Keba, riguardo alla situazione attuale dell’industria, alle novità e ai trend che potrebbero affacciarsi a breve.

L’industria e il settore manifatturiero sono diventati molto fluidi: fra tutte le innovazioni e tecnologie, quale si sta affermando in maggior misura?

Gianluca Mangialardo: Senza dubbio l’intelligenza artificiale sti sta espandendo in modo omnidirezionale. Possiamo vedere quotidianamente come i vari algoritmi vengono declinati e prendono vita sotto forma di applicazioni, che vengono utilizzate, per esempio, nella finanza, nella ricerca e, naturalmente, in campo industriale. In questo settore l’AI sta, in un tempo relativamente breve, iniziando a esprimere parte del suo enorme potenziale: dall’avvento dei primi robot AMR, in grado di navigare e operare in modo completamente autonomo, ai sistemi di controllo e acquisizione delle immagini e/o riconoscimento di cose e movimenti, fino alle più recenti applicazioni. Il perché di questa escalation è ovvio: l’AI ha, rispetto a tutte le altre applicazioni che non ne fanno uso, seppure all’avanguardia, una potenza di calcolo nettamente superiore, e ciò si traduce in velocità, quella stessa velocità che è necessaria per restare a galla nel mercato, che è altrettanto rapido e molto fluido. In campo industriale, pertanto, il riconoscimento, la distinzione fra oggetti e persone, fra il movimento e lo stazionamento, e l’analisi del tipo di movimento si traducono in un’infinità di applicazioni scalari. Anche noi di Keba abbiamo sviluppato un’applicazione che fa uso dell’intelligenza artificiale, e che è dedicata alla stima della posa. Come detto, l’AI può essere comunque declinata in tanti modi, pertanto la nostra soluzione scalabile può essere utilizzata sia per valutare la posa di persone, sia per distinguere oggetti, valutare i movimenti il posizionamento e molto altro.

Nel settore industriale qual è il comparto che, nonostante la situazione di incertezza attuale, si sta muovendo maggiormente?

Mangialardo: Per nostra esperienza, riteniamo che la logistica sia un settore in fermento. Occorre fare una premessa, che va a toccare l’‘argomento supply chain’: le supply chain, fin dal termine della pandemia, stanno soffrendo di una certa fragilità, in principio, a causa dello shortage di componenti e materie prime; attualmente, a causa delle situazioni socio-politiche, che hanno avuto un fortissimo impatto sulle relazioni Asia-Occidente. La questione del Mar Rosso, per esempio, ha richiesto di ridisegnare rotte commerciali e sistemi di spedizione. In aggiunta, vi è il tema del reshoring che, sebbene non abbia una progressione così rapida, per evidenti motivi, trova comunque molte realtà industriali che si stanno preparando anche a questo scenario. Di conseguenza, con una supply chain molto più snella rispetto al passato, rientra di nuovo in gioco il fattore velocità. Non solo, nel settore logistico vi sono alcune particolari trasformazioni, dovute a investimenti, a volte anche importanti, da parte di numerose aziende, volti a ridisegnare e snellire completamente i processi. L’obiettivo è quello di raggiungere un’intralogistica smart e altamente automatizzata. Da quello che possiamo vedere sul campo, vi è poi una tendenza che può dare l’idea di quale direzione potrà prendere il comparto: vi è da parte delle aziende un’esigenza sempre più grande di personalizzare robot e mezzi di movimentazione. Il trend è quello di rivolgersi sempre meno a soggetti terzi, al fine di realizzare in proprio mezzi robotici ad hoc, e ciò viene perseguito attraverso la ricerca di applicazioni standard low cost, sulle quali plasmare il modello ideale. Per tutte le aziende che, come noi, offrono applicazioni e soluzioni scalari, diventa fondamentale sviluppare architetture sempre più open, grazie alle quali le ‘interpretazioni’ possono diventare quasi infinite.

Quanto influisce la filosofia dei prodotti Keba in questo scenario?

Mangialardo: La filosofia di Keba è di proporre prodotti open, proprio per dare la possibilità al cliente di modellare l’applicazione in base alle proprie esigenze. A livello industriale è impensabile, al giorno d’oggi, proporre soluzioni che non abbiano caratteristiche di compatibilità fra brand, poiché l’interoperabilità delle varie soluzioni è un punto cruciale per tutto ciò che riguarda l’implementazione. Un altro punto importante per Keba è quello di semplificare le soluzioni rendendole le più snelle possibili, e ciò è fattibile riassumendo applicazioni per l’automazione in grado di girare su di un’unica CPU, con il vantaggio di non avere più bisogno di svariati PC o soluzioni separate unite da interfacce. A conferma di questo posso citare nuovamente l’applicazione di pose estimation, ma anche la Drag&Bot, che è una soluzione open che massimizza il concetto di interoperabilità declinato per l’intero panorama dei bracci robotici, e che ne consente la gestione senza interfacce.

Che obiettivi avete per quest’anno?

Mangialardo: Obiettivo di Keba è innanzitutto mettere a disposizione del cliente la propria esperienza e, attraverso le proprie soluzioni (ma non solo), aiutarlo a sviluppare qualsiasi idea. Ribadisco che è estremamente importante poter proporre soluzioni open, perché soltanto in questo modo, unito a una proattiva collaborazione, è possibile massimizzare l’efficacia di un’idea. Anche per il 2024 continueremo a sviluppare ciò che abbiamo presentato lo scorso anno, come per esempio l’applicazione di pose estimation, o la soluzione per il CbM: lo scopo è continuare a plasmare le soluzioni, in modo che si adattino perfettamente al cambiamento delle macchine e delle loro prestazioni, come anche sfruttare in misura crescente il potenziale della tecnologia, che attualmente è rappresentata dall’intelligenza artificiale. Non è un caso che per Keba il settore R&D rivesta un’importanza fondamentale; lo si può constatare attraverso la collaborazione con numerose aziende produttrici, per la messa a punto di varie soluzioni. Il Gruppo investe ogni anno una quota significativa del proprio fatturato per sviluppare nuovi prodotti e soluzioni, nonché per perfezionare e ampliare le possibilità di applicazione di quelli già esistenti.

Keba – www.keba.com/it/home

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