Lo stato dell’arte della cybersecurity in Italia e le strategie più efficaci

Cybersecurity: vince la collaborazione tra pubblico e privato

Cybersecurity, la collaborazione tra pubblico e privato è essenziale per una strategia nazionale di difesa dalle minacce e di crescita tecnologica. Trend Micro e importanti rappresentanti delle istituzioni hanno discusso dello stato dell’arte della cybersecurity in Italia e dell’importanza di dare vita a un ecosistema nazionale di risposta alle minacce cyber

Pubblicato il 27 aprile 2021

La collaborazione tra pubblico e privato è essenziale in una strategia nazionale di cybersecurity che impedisca attacchi sistemici al Paese e che permetta di crescere e diventare più competitivi, rispettando i dettami e assecondando le caratteristiche della digital transformation.

L’impegno è chiaro, dare maggiore importanza alla cybersecurity e alla collaborazione tra istituzioni e organizzazioni private. Il proposito è emerso in occasione della tavola rotonda “Le nuove sfide della cybersecurity nei giorni della pandemia” organizzata da Trend Micro, che ha visto la partecipazione di diversi rappresentanti istituzionali.
Nel dettaglio, sono intervenuti nel dibattito:

  • Sabrina Baggioni, 5G Program Director and Head of Business Products & Corporate Marketing Vodafone Italia;
  • Vincenza Bruno Bossio, Commissione Trasporti e TLC, Camera dei Deputati,
  • Giorgio Mulè, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, che ha aperto l’evento con un videomessaggio,
  • Gastone Nencini, Country Manager, Trend Micro Italia,
  • Ezio Ricca, Associate Partner Security Reply,
  • Francesco Taverna, Direttore Tecnico Capo della Polizia di Stato e
  • Angelo Tofalo, Commissione Difesa, Camera dei Deputati, ex Sottosegretario Ministero della Difesa.

Il tema dell’incontro era approfondire i cambiamenti che sono avvenuti nello scenario delle minacce cyber durante la pandemia e valutare le possibili misure per garantire la resilienza e la sicurezza in questo periodo di forte accelerazione tecnologica. Oltre a discutere circa il ruolo dell’educazione e della formazione digitale di imprese, PA e cittadini, con l’obiettivo di mettere la cybersecurity al centro del percorso di evoluzione tecnologica e digitale del Paese.

Questa la sintesi degli interventi:

Sabrina Baggioni, 5G Program Director and Head of Business Products & Corporate Marketing Vodafone Italia
“La cyber resilienza rappresenta uno dei fattori più importanti della trasformazione tecnologica che stiamo vivendo. Per essere al fianco delle aziende nella transizione digitale è fondamentale supportarle anche sui temi relativi alla cyber sicurezza. Il 5G è abilitatore straordinario di nuove esperienze in ogni settore e rende finalmente concrete e semplici nuove importanti applicazioni tecnologiche. La tecnologia del 5G è nativamente più sicura di quelle precedenti ma è sempre necessario disegnare processi e prodotti che abbiano la sicurezza al centro. Sono due gli ambiti principali su cui abbiamo investito e continuiamo a investire per supportare la trasformazione digitale: il primo riguarda la tecnologia mentre il secondo è relativo alle persone e si concentra sulla formazione e le competenze”.

Vincenza Bruno Bossio, Commissione Trasporti e TLC, Camera dei Deputati
“In questi ultimi anni abbiamo accelerato sia sul tema della sicurezza cibernetica che sulla digitalizzazione, soprattutto per quel che riguarda l’infrastrutturazione del Paese. Siamo ancora molto indietro invece sulle competenze digitali e, come Parlamento, abbiamo dato indicazioni precise sulle linee di spesa del Recovery Plan. Queste dovranno concentrarsi soprattutto in ricerca e in competenze digitali. La trasformazione digitale deve necessariamente diventare un’azione trasversale. Auspico inoltre che si riesca ad affermare il discorso di sovranità digitale europea puntando soprattutto sul cloud e credo che con il Recovery si sia intrapresa la strada giusta”.

Giorgio Mulè, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa
“La pandemia ha obbligato a rivedere i sistemi di cybersecurity e a implementarli. Non è un mistero che durante la pandemia e nei giorni che continuiamo a vivere, le aziende che avevano a che fare con i vaccini e gli enti che hanno a che fare con la lotta alla pandemia siano stati oggetto di attacchi da parte di pirati informatici. La cybersecurity obbliga ad occuparsi costantemente di quello che è la sicurezza che non riguarda soltanto i dati ma riguarda la vita e la sovranità di un Paese anche e soprattutto rispetto alla sicurezza sanitaria”.

Gastone Nencini, Country Manager, Trend Micro Italia
“Abbiamo voluto organizzare questo momento di incontro per condividere il nostro approccio alla cybersecurity, con l’obiettivo non solo di portare le nostre esperienze sul campo ma soprattutto di recepire le esigenze del mercato e la visione della politica. Stiamo andando incontro a una rivoluzione tecnologica epocale che comporterà riorganizzare e sviluppare con intelligenza quello che, per colpa della pandemia, abbiamo dovuto implementare dall’oggi al domani senza forse essere adeguatamente preparati. È fondamentale che la sicurezza cibernetica in questa rivoluzione sia considerata e implementata by-design, ossia prevista e inserita sin dalla fase progettuale e diventando l’elemento fondante e abilitante di tutti i servizi, le piattaforme e le applicazioni digitali. È indispensabile per la tenuta dell’intero sistema prevedere, analizzare e prevenire tutti i possibili rischi a cui siamo esposti, seguendo un approccio alla sicurezza cibernetica finalmente sistemico e che tenga in considerazione tutta la supply chain”.

Ezio Ricca, Associate Partner, Security Reply
“Fondamentale impostare misure di prevenzione da subito, la cybersecurity deve essere “by design” e “by default” e quindi deve essere inserita fin dall’inizio all’interno dello sviluppo di qualsiasi prodotto o procedura. Data la sofisticatezza delle nuove minacce informatiche è quanto mai necessario progettare una sicurezza che sia integrata e che protegga il dato in ogni singolo punto di gestione e allo stesso tempo educare anche chi fruisce degli strumenti tecnologici alla sua corretta gestione e protezione”.

Francesco Taverna, Direttore Tecnico Capo della Polizia di Stato
“La presenza di nuovi modelli di lavoro, lo smart working e la didattica a distanza hanno portato a un incremento della domanda di reti domestiche a banda larga e tecnologie in fibra ottica, essenziali per garantire la qualità dei servizi in rete; di conseguenza, l’enorme numero di nuovi servizi messi a disposizione ha ampliato la superficie d’attacco e di conseguenza costretto il sistema Paese a una rincorsa nel trovare nuove soluzioni e nuovi modelli per la protezione delle infrastrutture critiche portando quindi alla luce la necessità di un cambio di mentalità, infatti fino a quando la sicurezza informatica verrà percepita come un obbligo a cui ottemperare o come un investimento senza ritorno immediato saremo sempre costretti a rincorrere il cybercrime piuttosto di anticiparlo”.

Angelo Tofalo, Commissione Difesa, Camera dei Deputati, ex Sottosegretario Ministero della Difesa
“La direzione intrapresa negli ultimi 10 anni è sicuramente quella giusta, ma non ci stiamo muovendo a mio avviso con l’adeguata velocità richiesta in questi processi. La causa la vedo in una non adeguata diffusione della cultura della sicurezza cibernetica che deve invece essere intesa come un dovere a cui deve attenersi il cittadino, il privato e i rappresentanti delle istituzioni. È sicuramente un altro passo in avanti l’idea di una nuova struttura esterna al comparto intelligence che si faccia carico di armonizzare le pubbliche amministrazioni e di sollecitarle sul rischio cibernetico, così come ritengo da anni fondamentale un’Agenzia intelligence specifica per il dominio cibernetico e la sicurezza delle comunicazioni sul modello della NSA”.

RIVEDI LA RAVOLA ROTONDA “Le nuove sfide della cybersecurity nei giorni della pandemia”



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