Centri di Competenza: un modello per i fondi PNRR

Pubblicato il 30 giugno 2022

Tre bandi lanciati e assegnati, 5,4 milioni di euro cofinanziati con il ministero dello Sviluppo economico per 35 progetti innovativi, 3.427 partecipanti ai webinar, 1.723 aziende iscritte ai 49 eventi organizzati e ai 90 corsi a catalogo, 1.100 visite alla Linea Pilota della prima “smart factory” d’Italia: sono solo alcuni numeri che descrivono i primi tre anni di attività di BI-REX, il Competence center di Bologna, dedicato alla Big Data Innovation, per la ricerca industriale, il trasferimento tecnologico e delle competenze a vantaggio delle imprese del Paese.

Nato nel dicembre 2018 come uno degli otto Centri di competenza istituiti dal MiSE nell’ambito del piano Industria 4.0, sotto forma di partenariato pubblico-privato con 60 player tra Università, centri di ricerca e imprese di eccellenza, ora BI-REX lancia un appello affinché ai Competence Center venga riservato un ruolo nel destinare parte delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza dedicate alla Transizione 4.0, circa 14 miliardi (Missione 1, Componente 2: “Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo”).

L’occasione è stata la conferenza presso l’Associazione della Stampa estera in Italia, a Roma, dal titolo “Il futuro ha bisogno di Competence Center”. “Il piano Transizione 4.0 dovrà compiersi necessariamente guardando alle micro, piccole e medie imprese che rappresentano il 90% del Pil italiano – spiega Domenico Bambi, presidente di BI-REX -. Dopo tre anni e nonostante la pandemia, BI-REX ha dimostrato di essere uno strumento efficiente per mettere a sistema investimenti pubblici e privati e realizzare progetti ad alto Trl (technology readiness level), pronti a essere immessi sul mercato, adeguati ai peculiari modelli di business. Purtroppo a oggi non è ancora chiaro come l’innovazione piccola, grande o media potrà arrivare a queste realtà produttive tramite i bandi del Pnrr: non vorremmo che tali risorse finissero per finanziare ricerche improduttive o peggio la spesa corrente. Per questo, auspichiamo che il Ministero continui a prendere in considerazione il ruolo di BI-REX e quello degli altri Competence center, come polo aggregatore di competenze accademiche e industriali da un lato e di dialogo con lenecessità di innovazione delle imprese dei territori dall’altro, come strumento per cogliere un’occasione irripetibile di accelerazione tecnologica offerta dalle risorse del Pnrr”.

Soltanto attraverso i bandi, ad esempio, BI-REX ha coinvolto 12 filiere e i fondi stanziati hanno permesso di attivare ulteriori 7 milioni di euro di investimenti aziendali in otto ambiti di sviluppo. La Linea Pilota, abilitando attività “test before invest”, offre un ventaglio di risorse di altissimo livello in ottica di “servitizzazione”, come l’accesso alla capacità di calcolo di CINECA (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale), uno tra i maggiori sistemi al mondo nel suo genere. Un ruolo altrettanto importante è il servizio di orientamento e consulenza, per individuare i bisogni di innovazione delle imprese, strettamente integrato con i Digital Innovation Hub. Infine, la formazione, che si avvale di docenti di Università e manager aziendali, attraverso webinar, corsi, workshop ed eventi.

Proprio sul tema delle competenze, Anna Ascani, sottosegretaria al MiSe, ha ricordato in un video messaggio il sostegno derivante dal decreto Aiuti, che rafforza il credito d’imposta per la Formazione 4.0 delle Pmi e una quota di 350 milioni di euro destinata nel Pnrr anche ai Competence Center “ai quali forniremo tutto il necessario”, riconoscendo il “ruolo importante che dovranno svolgere”, proprio in questo ruolo.

“BI-REX rappresenta lo strumento che la Data Valley dell’Emilia Romagna ha trovato per mettere a terra le proprie potenzialità, in tre modi: open innovation, standardizzazione ed evangelizzazione”, conclude il fisico Sergio Bertolucci, presidente del Comitato di indirizzo di BI-REX per i primi 3 anni. “Le industrie mettono insieme competizione e collaborazione, sviluppando strumenti condivisi che possono creare dei mercati, attivando un processo che diventa accessibile per tutta la filiera. Se fatta bene, questa distribuzione della ricerca industriale gioca un ruolo fondamentale anche a livello di sostenibilità nel ciclo di vita dei prodotti e nei processi. BI-REX rappresenta uno dei casi concreti di applicazione reale dell’innovazione digitale a queste tematiche, che sono poi quelle prevalenti anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

 



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