Table of Contents Table of Contents
Previous Page  84 / 100 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 84 / 100 Next Page
Page Background

BUILDING AUTOMATION

tecnica

Marzo 2016

Automazione e Strumentazione

84

giore di 300 lux allora le luci vengono automaticamente attivate.

Parallelamente all’implementazione del sistema di controllo, sono

state cambiate tutte le luci ad alto consumo (incandescenti) con

lampadine di pari potenza ma a basso consumo

[3]

.

L’analisi degli effettivi benefici a livello energetico, è stata effet-

tuata tramite l’utilizzo della procedura

International Performance

Measurement and Verification Protocol

(IPMVP)

[4]

della

Effi-

ciency Valuation Organization

(EVO). Tale procedura consiste nel

proiettare il consumo energetico della fase uno (pre-intervento auto-

mazione) nella fase due (post-intervento di automazione) mediante

correlazioni con le variabili monitorate. La differenza tra l’effettivo

profilo di consumo energetico dell’edificio e la proiezione del pre-

sunto consumo, rappresenta il risparmio energetico ottenuto e quindi

l’effettivo impatto del sistema di automazione

(cfr.

υ

figura 5

)

.

La valutazione del comfort interno è stata effettuata considerando il

diagramma psicrometrico definito dalla normativa Ashrae 55-2010

[5]

(cfr.

υ

figure da 7 a 10

)

, attraverso il quale vengono fornite

delle zone di comfort in funzione di differenti parametri (tipologia di

vestiario, velocità dell’aria, temperatura operativa, umidità specifica)

e stagioni (riscaldamento e raffrescamento). Il comfort viene consi-

derato accettabile se ogni punto definito con una propria temperatura

operativa e umidità specifica si trova all’interno della zona conside-

rata (in blu per raffrescamento e in rosso per il riscaldamento).

Risultati

Dai risultati del progetto SmartBuild si evince come l’utilizzo di

sistemi ICT in edifici pubblici permetta di ridurre notevolmente i

consumi energetici. Parte predominante del risparmio è ottenibile

attraverso il miglioramento delle prestazioni degli impianti termici.

Infatti nei nove casi oggetto di studio la riduzione del consumo ter-

mico varia da un minimo del 21% ad un massimo del 45%

[6]

. Tali

valori si riducono se si tengono in conto anche gli aspetti elettrici.

In questo caso, i risparmi sono meno virtuosi e riducono le percen-

tuali complessive di risparmio da un minimo di 12% ad un mas-

simo di 33%

(cfr.

υ

figura 6

)

. Di seguito si illustrano in dettaglio

le prestazioni di due casi studio:

Istituto agrario di San Michele

all’Adige

e

Centro per le Energie Rinnovabili (Cres)

in Grecia.

Essi rappresentano due edifici con la stessa destinazione d’uso ma

con performance differenti. Tra le cause di tale differenza è da anno-

verare la posizione geografica, infatti Cres è situato nell’area cli-

matica mediterranea con una richiesta energetica per riscaldamento

e raffrescamento di 43 kWh/m

2

, mentre l’istituto agrario di San

Michele è situato nella zona alpina meridionale dove per la tipolo-

gia di clima presente l’edificio richiede un consumo annuo di ener-

gia termica finale pari a 114 kWh/m

2

. Un secondo aspetto da tenere

conto è rappresentato dalla differente tipologia costruttiva adottata.

Infatti il caso studio italiano è un tipico edificio storico con un muro

massivo non isolato, un impianto di riscaldamento che sfrutta la rete

di teleriscaldamento mediante un proprio scambiatore di calorie e

un impianto di produzione del freddo esterno all’edificio collegato

ad un accumulatore termico. L’edificio greco, invece, ha un involu-

cro progettato e costruito usando i principi della bioclimatica, con

un sistema di generazione del calore a pompa di calore aria-acqua

della potenza di 15,5 kW

el

e un impianto fotovoltaico di 21,8 kWp.

Per quanto riguarda il consumo elettrico, c’è da sottolineare come

per il caso italiano l’utilizzo in continuo di frigoriferi utilizzati per

test nei laboratori al piano terra contribuisce a ridurre il consumo

termico a causa dell’elevata produzione di calore da parte dei dispo-

sitivi, a differenza del caso greco dove l’utilizzo della strumenta-

zione di laboratorio per test su pannelli fotovoltaici è generalmente

scostante durante l’anno e dipendente dalle commesse ricevute.

I risultati relativi all’Istituto agrario di San Michele all’Adige,

hanno identificato un’elevata potenzialità nel ridurre i consumi

termici per circa 21% di cui 9% attraverso l’ottimizzazione del

sistema impiantistico, e 12% attraverso l’installazione del sistema

di automazione in tutto l’edificio. La prima fase di monitorag-

gio ha infatti evidenziato un controllo del sistema di generazione

non ottimale con un funzionamento dell’impianto per 24 ore al

giorno 7 giorni su 7. Tale settaggio è stato modificato valu-

tando sia le caratteristiche dell’edificio che le problematiche del

comfort interno degli uffici, ottenendo come set finale l’accen-

sione dell’impianto dalle 5 alle 20 dal lunedì al venerdì. L’unione

con il sistema di automazione ha permesso inoltre di aumentare il

comfort interno per il 29% durante il periodo invernale e per il 6%

durante il periodo estivo

[7]

(cfr.

υ

figura 7 e figura 8

)

.

Nel centro di ricerca per le energie rinnovabili (Cres/GR), i risparmi

energetici ottenuti sono stati del 47%. Il 30% di tale risparmio

deriva dalla sostituzione di una vecchia pompa di calore con una

Figura 5 - Procedura di valutazione dei risparmi energetici secondo

International Performance Measurement and Verification Protocol (IPMVP)

Figura 6 - Confronto risparmi energetici (termici ed elettrici) per i casi studio

di San Michele all’Adige e Cres