Vincere la sfida di un approccio interdisciplinare
Nei mesi scorsi ho partecipato al Forum Meccatronica organizzato da ANIE Automazione e Messe Frankfurt Italia ed ho potuto constatare personalmente, vista anche la grande partecipazione, come la meccatronica stia diventando un paradigma sempre più presente nelle aziende italiane. Mi viene in mente quella volta alla fine del secolo scorso quando visitai il centro di ricerca in meccatronica di una grande azienda estera ed il responsabile mi disse che, per favorire l’interazione tra i vari settori, le varie persone in capo ad essi venivano ‘forzate’ a stare insieme in una stanza tutti i venerdì pomeriggio. Questo tipo di approccio aveva funzionato, visto che dopo un’iniziale perplessità generale, era venuto loro naturale conoscersi meglio e quindi scambiarsi informazioni relative ai progetti in cui erano coinvolti. In questo modo si favoriva la reale integrazione tra le varie anime: meccanica, elettronica, informatica e controllistica.
La cosa positiva di questo ultimo decennio o forse più è che sembra ormai evidente anche alle piccole e medie imprese come una progettazione meccatronica che integri tutti gli aspetti ingegneristici sopra menzionati porti grandi vantaggi in termini di prestazioni ottenute e di riduzione dei costi e valga la pena quindi investire in questo senso. Uno degli ostacoli da rimuovere è proprio la diffidenza che coloro che appartengono ad una determinata area tecnica nutrono nei confronti di chi proviene da un’altra. Ciò è forse naturale dal momento che ognuno è abituato ad un certo linguaggio e ad un certo modo di affrontare i problemi nel proprio ambito e non sempre riesce a cogliere l’importanza di un altro settore in una progettazione specifica. Occupandomi di automatica sento in modo particolare questo tema dal momento che il ruolo dei controlli automatici è spesso sottovalutato (non a caso sono stati definiti la “tecnologia nascosta”). In molti casi si è convinti che esista solo l’opzione relativa all’utilizzo di un controllore standard PID (e già sul suo progetto ottimizzato ci sarebbe molto da dire…) e non si considerano possibili soluzioni più avanzate.
Mi sembra che sia quindi importante continuare a lavorare sul piano culturale soprattutto a partire dagli studenti universitari, comunicando loro che oltre alla conoscenza approfondita delle propria disciplina è indispensabile al giorno d’oggi avere una mentalità aperta al dialogo e sapere essere sensibili ai contributi degli altri. E’ solo essendo capaci di ascoltare e di proporre le proprie idee in maniera comprensibile da tutti che si riesce a realizzare un approccio veramente interdisciplinare.
(Foto: Itis Meccatronica Puglia)
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