Cybersecurity OT: EFA Automazione propone octoplant di AMDT

Cybersecurity OT e continuità operativa: il ruolo di octoplant nella produzione resiliente

Pubblicato il 29 giugno 2026

La trasformazione digitale sta cambiando profondamente il volto dell’industria manifatturiera. L’integrazione tra sistemi IT e OT, la diffusione dell’Industrial IoT, l’adozione di piattaforme software sempre più evolute e la crescente disponibilità di dati stanno rendendo gli impianti produttivi più connessi, efficienti e intelligenti. Questa evoluzione porta con sé enormi opportunità, ma anche nuove sfide. Se da un lato la convergenza tra IT e OT consente di migliorare produttività, qualità e capacità decisionale, dall’altro aumenta significativamente la superficie di attacco esposta alle minacce informatiche.

Oggi la cybersecurity non può più essere considerata una responsabilità esclusiva dei reparti IT.

La sicurezza degli ambienti OT è diventata un elemento essenziale per garantire continuità operativa, sicurezza degli impianti e competitività aziendale. È proprio da questa consapevolezza che nasce “Production Resilience Delivered”, la visione alla base di octoplant di AMDT, piattaforma distribuita in Italia da EFA Automazione, BU Industrial Automation di Relatech, progettata per aiutare le aziende a proteggere gli asset di automazione e assicurare la continuità operativa degli impianti.

Attraverso otto moduli integrati, pensati per rispondere alle diverse esigenze degli ambienti industriali, octoplant offre una gestione centralizzata degli asset di automazione, garantendo visibilità completa dell’infrastruttura OT, integrità delle configurazioni, gestione delle vulnerabilità e funzionalità avanzate per rafforzare la resilienza della produzione.

Ambienti OT sempre più vulnerabili

Oggi macchine, PLC, HMI, sistemi Scada e infrastrutture di automazione sono sempre più interconnessi e integrati con i sistemi informativi aziendali e, in molti casi, con piattaforme cloud.

Questa evoluzione rende gli ambienti OT più efficienti e flessibili, ma amplia anche la superficie di attacco, creando nuovi potenziali punti di accesso per le minacce informatiche.
A rendere il quadro ancora più complesso contribuiscono diversi fattori. Innanzitutto, la presenza diffusa di sistemi legacy, progettati in un’epoca in cui la cybersecurity non rappresentava ancora una priorità.

A questo si aggiunge il fattore umano, che continua a essere una componente critica: errori di configurazione, modifiche non autorizzate, procedure non adeguatamente strutturate e carenza di competenze specialistiche in ambito OT security possono aumentare significativamente l’esposizione ai rischi. Parallelamente, anche il panorama delle minacce è in continua evoluzione e i cybercriminali prendono sempre più spesso di mira le infrastrutture industriali.

Le conseguenze di un incidente informatico possono avere un impatto significativo sul business, causando interruzioni della produzione, ritardi nelle consegne, perdite economiche e danni reputazionali. Nei casi più gravi, possono inoltre compromettere la sicurezza degli operatori e l’integrità delle infrastrutture.
Un attacco ransomware, una modifica non autorizzata a una configurazione critica o lo sfruttamento di una vulnerabilità possono infatti provocare fermi produttivi e costosi interventi di ripristino.

Per questo motivo la cybersecurity OT non deve essere considerata un costo, bensì un investimento strategico per garantire continuità operativa, resilienza produttiva e competitività dell’impresa.

Le sfide della gestione delle vulnerabilità negli ambienti industriali

Proteggere gli ambienti OT presenta complessità molto diverse rispetto al mondo IT. Una delle principali criticità riguarda la visibilità degli asset. Molte aziende non dispongono di una visibilità completa e aggiornata degli asset di automazione presenti nei propri impianti, rendendo più difficile identificare e gestire efficacemente i rischi.

Un’altra sfida riguarda la prioritizzazione delle vulnerabilità.

Ogni giorno vengono pubblicate nuove CVE (Common Vulnerabilities and Exposures), ma non tutte rappresentano un rischio reale per ogni impianto. Diventa quindi fondamentale comprendere quali vulnerabilità possano avere un impatto concreto sulla continuità operativa e concentrare su queste le attività di mitigazione, evitando di disperdere risorse su criticità poco rilevanti.

A tutto questo si aggiungono la crescente pressione normativa, la difficoltà nel reperire competenze specialistiche e la necessità di gestire sistemi legacy che spesso non possono essere aggiornati con la stessa frequenza dei sistemi IT. Tutto questo senza compromettere la disponibilità degli impianti. In ambito OT, infatti, la cybersecurity deve convivere con un requisito imprescindibile: la continuità produttiva.

NIS2 e compliance: la cybersecurity come requisito industriale

L’evoluzione normativa ha ulteriormente rafforzato il ruolo della cybersecurity OT. La direttiva europea NIS2 richiede alle organizzazioni di adottare processi strutturati di gestione del rischio, asset management, vulnerability management e incident reporting, imponendo la capacità di identificare gli asset critici, monitorarne lo stato di sicurezza e documentare le misure adottate per mitigare i rischi.

La conformità normativa non rappresenta più soltanto un obbligo da rispettare per evitare sanzioni. È diventata un elemento che contribuisce a rafforzare la fiducia di clienti, partner, investitori e stakeholder, dimostrando la capacità dell’organizzazione di gestire in modo responsabile la sicurezza delle proprie operazioni.

Come octoplant supporta la produzione resiliente

Per affrontare queste sfide è necessario adottare strumenti specificamente progettati per gli ambienti industriali. Octoplant di AMDT nasce proprio con l’obiettivo di garantire la resilienza della produzione attraverso una gestione avanzata degli asset e delle vulnerabilità OT.

La piattaforma offre una visibilità completa degli asset di automazione presenti negli impianti, consentendo di identificare e monitorare dispositivi, configurazioni, firmware e software e fornendo una base affidabile per la gestione della sicurezza, delle vulnerabilità e della continuità operativa.

Grazie alla correlazione automatica con i database pubblici delle CVE, octoplant è in grado di individuare rapidamente le vulnerabilità che interessano gli asset industriali e fornire informazioni contestualizzate per valutarne il rischio effettivo. Questo consente ai responsabili OT di distinguere le vulnerabilità realmente critiche da quelle con un impatto trascurabile sul proprio ambiente produttivo, concentrando gli interventi dove sono realmente necessari.

Le funzionalità di prioritizzazione consentono di concentrare gli interventi sulle vulnerabilità realmente critiche, ottimizzando le risorse disponibili e riducendo l’esposizione ai rischi più rilevanti.

Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dal monitoraggio continuo delle modifiche.

Octoplant registra e controlla le variazioni apportate a configurazioni, programmi e progetti di automazione, consentendo di individuare rapidamente modifiche non autorizzate o errori che potrebbero compromettere il funzionamento degli impianti. Ogni modifica viene tracciata e storicizzata, semplificando le attività di audit, troubleshooting e ripristino delle configurazioni corrette.

La piattaforma supporta inoltre una gestione centralizzata di più siti produttivi tramite il modulo Octovision, garantendo standard uniformi di sicurezza, controllo e governance anche in contesti industriali complessi e distribuiti. La struttura modulare della piattaforma consente inoltre alle aziende di adottare progressivamente le funzionalità più adatte alle proprie esigenze, costruendo un percorso evolutivo che accompagna la crescita della maturità digitale e della cybersecurity.

Dal punto di vista della compliance, octoplant aiuta le aziende a soddisfare i requisiti delle normative più recenti grazie a funzionalità di asset management, vulnerability management, reporting e tracciabilità.

Infine, le funzionalità di backup, versioning e recovery consentono di ridurre drasticamente i tempi di ripristino in caso di guasti, errori o incidenti di sicurezza, contribuendo in modo concreto alla continuità operativa.

Production Resilience Delivered: dalla sicurezza alla continuità operativa

La resilienza produttiva non si traduce solo nel proteggersi dagli attacchi informatici. Significa garantire che impianti, processi e persone possano continuare a operare in modo sicuro, efficiente e affidabile anche di fronte a eventi imprevisti. In questo scenario, soluzioni come octoplant dimostrano come una gestione proattiva delle vulnerabilità possa aiutare le aziende ad affrontare sfide complesse, ottimizzare le risorse e garantire una resilienza operativa duratura.

Per affrontare queste sfide in modo efficace è fondamentale poter contare non solo su tecnologie avanzate, ma anche su competenze specialistiche.

In questo contesto si inserisce il ruolo di Relatech Cloud Security, la BU di Relatech dedicata alla protezione delle infrastrutture digitali e dei dati aziendali. Grazie all’integrazione di competenze in cybersecurity, cloud e IT infrastructure, Relatech Cloud Security supporta le organizzazioni nel rafforzare la propria resilienza cibernetica attraverso servizi gestiti, attività di monitoraggio e gestione della sicurezza tramite centri operativi SOC e NOC attivi 24/7 e soluzioni tecnologiche progettate per proteggere gli ambienti industriali e non solo.

È questo il significato concreto di “Production Resilience Delivered”: combinare tecnologie, competenze e servizi per garantire la continuità operativa degli impianti, ridurre l’esposizione ai rischi e creare le basi per una crescita industriale sicura e sostenibile.



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