Sicurezza informatica ai grandi eventi: arrivano le Olimpiadi invernali

Il ruolo della cybersecurity nei grandi eventi tra IT, OT e l’insidia dell’AI

I Giochi Olimpici invernali ormai alle porte mostrano in modo più evidente che mai come la protezione di eventi strutturati e di grande impatto richieda una strategia complessa e proattiva, che integri sicurezza IT, OT e sappia gestire le nuove minacce basate sull’intelligenza artificiale

Pubblicato il 29 dicembre 2025

Tra meno di due mesi si aprirà il sipario dei Giochi Olimpici invernali, quest’anno organizzati in Italia, tra Milano e Cortina d’Ampezzo. Un appuntamento imperdibile per gli amanti dello sport, ma anche un banco di prova importante per gli organizzatori, a ogni livello, dalla preparazione delle infrastrutture alla gestione dei servizi generali, dalla logistica alla sicurezza informatica.

I grandi eventi, vetrine globali di sport e cultura, sono bersagli privilegiati per i cybercriminali.

Dietro le quinte di Super Bowl e Olimpiadi, solo per citare alcuni degli esempi più noti, si cela un’infrastruttura complessa, la creazione di una vera e propria “smart city” temporanea, ricca di interazioni e di potenziali vulnerabilità.

La sfida è duplice: da un lato, la vasta superficie di attacco, con migliaia di dispositivi connessi e reti Wi-Fi spesso poco protette. Dall’altro, la convergenza tra sistemi IT (Information Technology) e OT (Operational Technology), che controllano building management, accessi, sorveglianza e trasporti. Un attacco informatico può quindi avere conseguenze fisiche reali, mettendo a rischio la sicurezza delle persone.

L’Intelligenza Artificiale (AI) rappresenta in questo senso un’arma a doppio taglio. Può potenziare le difese, automatizzando il rilevamento e la risposta alle minacce. Ma, se non gestita correttamente, può essere sfruttata dagli attaccanti per individuare e sfruttare vulnerabilità.

La storia è ricca di esempi.

Dalle Olimpiadi invernali del 2018, paralizzate dal malware “Olympic Destroyer”, al Super Bowl del 2022, con attacchi rivolti ai partecipanti facendo leva su compromissioni del wi-fi. Le motivazioni variano dal furto di dati all’interruzione dei servizi, fino alle iniziative di hacktivismo, particolarmente presenti quando si parla di eventi dall’impatto mediatico globale.

Per proteggere questi eventi, è necessaria una strategia multilivello, che integri sicurezza IT e OT, coinvolgendo tutti gli stakeholder: dirigenti, provider, forze dell’ordine e persino militari. Fondamentale è la visibilità in tempo reale sugli ambienti IT e OT, il rilevamento proattivo delle minacce (anche tramite AI) e la condivisione delle informazioni tra i team di sicurezza.

Nel mondo sempre più digitale e interconnesso di oggi, la sicurezza dei grandi eventi richiede un approccio proattivo e multilivello, capace di affrontare le sfide uniche di questi ambienti complessi. È necessario considerare diversi fattori, dalla capacità di monitorare in tempo reale contesti e tecnologie molto diverse tra loro, all’utilizzo delle informazioni provenienti da AI e ML applicate ai sensori distribuiti lungo l’infrastruttura per l’analisi.

Integrando la sicurezza IT e OT, sfruttando l’intelligenza artificiale nella difesa e imparando dagli attacchi passati, le organizzazioni potranno proteggere meglio queste grandi manifestazioni dalle minacce informatiche, garantendo al contempo un’esperienza sicura e piacevole per tutti.

Fonte foto Pixabay_Agzam

Andrea Carcano, fondatore e CPO di Nozomi Networks - https://it.nozominetworks.com



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