Cyber Resilience Act: gli obblighi per le aziende in Italia

Vulnerability Disclosure Program: da settembre 2026 obbligatorio per le aziende in Italia

Il Cyber Resilience Act introduce l’obbligo di segnalazione delle vulnerabilità. Si tratta di un requisito chiave per la conformità e la competitività delle imprese. Cosa prevedono questi programmi e come garantiscono la sicurezza aziendale?

Pubblicato il 27 aprile 2026

La legge UE sulla resilienza informatica, detta anche Cyber Resilience Act (CRA), renderà obbligatori i programmi di segnalazione delle vulnerabilità a partire dall’11 settembre 2026. Con oltre 48.000 falle segnalate solo nel 2025 e gli hacker che sfruttano le vulnerabilità più rapidamente che mai, le organizzazioni prive di un canale di segnalazione strutturato si trovano a operare alla cieca.

I Vulnerability Disclosure Program (VDP)

Un elemento centrale di questo nuovo approccio è il Vulnerability Disclosure Program (VDP), ovvero un canale strutturato che consente a ricercatori e hacker etici di segnalare vulnerabilità in modo sicuro e responsabile, permettendo di intervenire prima che queste vengano sfruttate in attacchi reali.

“La normativa CRA agisce su più fronti: dalla sicurezza della supply chain alla gestione delle vulnerabilità. In questo contesto, il VDP diventa uno strumento fondamentale per intercettare e risolvere le criticità in modo tempestivo, trasformando un processo attualmente destrutturato in un metodo governato e formale” afferma Luca Manara, Founder & Executive Chairman di Unguess.

Perché integrare un VDP? I vantaggi operativi

Oltre alla conformità normativa, l’adozione di una Vulnerability Disclosure Policy offre vantaggi immediati per le aziende:

  • Risoluzione del problema comunicativo:

uniforma e automatizza le segnalazioni che arrivano dall’esterno, garantendo che le informazioni sensibili arrivino con tempismo e dettaglio ai responsabili della sicurezza già verificate da un processo di triaging fatto da esperti;

  • Accesso alla comunità di ricercatori:

apre l’azienda al contributo dei ricercatori esterni, permettendo di identificare bug che potrebbero sfuggire ai test interni;

  • Efficienza e sicurezza nella trasmissione:

consente di trasmettere materiale utile e verificato senza necessità di registrazioni complesse, rendendo l’operazione immediata e sicura;

  • Dialogo efficace:

crea uno strumento di dialogo semplice tra il mondo aziendale e quello dell’hacking etico, trasformando una potenziale minaccia in una risorsa collaborativa.

“Con l’entrata in vigore del Cyber Resilience Act, le aziende si trovano davanti a una sfida tecnica e di governance. La soluzione di Unguess nasce proprio per fornire l’infrastruttura tecnologica e operativa necessaria a implementare una Coordinated Vulnerability Disclosure (CVD) efficace. Come funziona in breve? Grazie a un canale di comunicazione ufficiale e sicuro tra ricercatori e aziende, eliminiamo il caos delle segnalazioni informali che spesso arrivano via email o social, garantendo un punto di ingresso governato per ogni vulnerabilità” afferma Luca Manara.

“Attraverso il nostro Safe Harbor legale, proteggiamo gli hacker etici, incentivando una collaborazione etica e trasparente. Infine, il nostro team di esperti si occupa direttamente del triage delle segnalazioni, permettendo ai team di sicurezza aziendali di concentrarsi esclusivamente sulla risoluzione delle falle realmente critiche”.



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