Visione artificiale e industria: innovazione a rischio a causa della mancanza di competenze
Un problema chiave e rilevante per il futuro delle imprese che deve fare i conti con la difficoltà di trovare personale qualificato o da formare
Oggi, le aziende per rimanere competitive e migliorare i propri processi produttivi, si trovano di fronte a una sfida cruciale: l’automazione. La ricerca di soluzioni in grado di automatizzare i processi è sempre più frequente, quello che una volta era considerato il regno esclusivo dell’industria automotive, l’automazione industriale di alto livello, è ora alla portata anche delle imprese di altri settori. Da qui il tema dello skill shortage, ovvero della difficoltà di trovare persone in grado di utilizzare queste tecnologie.
La visione articiale
Un chiaro indicatore di questa trasformazione è il mercato della visione artificiale, che sta crescendo rapidamente. Secondo i dati di GMI Global Market Insights, il mercato della visione artificiale industriale valeva circa 3,9 miliardi di dollari a fine 2022. Ed previsto un incremento annuale di circa il 18% entro il 2032, arrivando a oltre 20 miliardi e mezzo di dollari.
Se in passato, la visione artificiale era limitata a processi ad alto valore aggiunto, oggi è una componente essenziale in ogni applicazione di automazione. Questa tecnologia permette di automatizzare attività che solo pochi anni fa erano svolte esclusivamente dall’essere umano. In particolare, permette alle aziende di trasformare processi gravosi e di monitorare il processo produttivo al fine di rilevare tempestivamente eventuali derive e porne rimedio in modo automatizzato ed in tempo reale, aiutando a mantenere elevati standard qualitativi e consentendo alle aziende di rimanere competitive sul mercato.
Chi è Purple
E proprio grazie alla continua ricerca di soluzioni innovative che Purple, società specializzata nel campo dei sistemi di visione artificiale 3D, 2D e nello sviluppo di software per l’automazione industriale, riesce a dare un concreto aiuto ed una spinta allo sviluppo delle aziende, migliorando i loro processi produttivi e rendendoli più efficienti.
“La visione artificiale rappresenta una vera rivoluzione per l’industria moderna, adottarla significa non solo ottimizzare i processi ma migliorare l’efficienza produttiva in molteplici settori, dalle società di packaging alle farmaceutiche, dalle aziende di elettronica a quelle automotive. Una tecnologia fondamentale per l’industria la quale può rivoluzionare l’intero processo produttivo, riducendo i costi operativi e migliorando la competitività delle aziende sul mercato” spiega Marco Castano, CEO di Purple.
Cresce la digitalizzazione dell’industria ma c’è carenza di personale specializzato: 3 aziende su 4 non trovano i profili richiesti
Nonostante la forte digitalizzazione, le aziende affrontano una scarsità di talenti: il 76% degli imprenditori segnala difficoltà nel trovare talenti con le competenze necessarie. E 3 aziende 4, a livello globale, segnalano la carenza più alta degli ultimi 16 anni.
Questione di skill shortage
Il cosiddetto skill shortage, coinvolge anche l’Italia: il 43% delle aziende ha carenze di competenze all’interno della propria forza lavoro; percentuale che sale all’87% se dilatiamo l’arco temporale fino ai prossimi 5 anni. Tra i settori più colpiti anche quello dell’automazione industriale, la scarsità riguarda sviluppatori software, specialisti in analisti di dati, ingegneri del machine learning e formati in tema di intelligenza artificiale.
La causa?
La rapida evoluzione tecnologica, ma non solo. Un problema riscontrato anche da Purple come sottolinea Marco Castano: “Noi stessi affrontiamo quotidianamente difficoltà nel trovare personale qualificato. La causa principale risiede nella mancanza di programmi formativi mirati e nella carenza di competenze, nonostante l’elevata richiesta di questi professionisti. Non ultimo, in parte anche la poca attenzione verso questi ambiti da parte dei giovani talenti”.
La stessa Purple è cresciuta, fondata più di 10 anni fa, ad oggi conta 8 persone nel team, ed è alla ricerca di un machine vision engineer e di un un software developer da inserire nel proprio organico.
Le nuove figure che le aziende ricercano
Il Machine Vision Engineer è il professionista che si occupa di sviluppare ed implementare sistemi in grado di “vedere” e interpretare immagini come farebbe un occhio umano, con l’ausilio di computer e telecamere. Si occupa di studiare nuove soluzioni atte a soddisfare le esigenze dei clienti, sviluppando algoritmi di visione artificiale ed effettuando test di laboratorio per verificarne la validità, questo ruolo è sempre più richiesto in molte applicazioni innovative.
Il Software Developer, invece, è la figura che, generalmente, si occupa di tradurre in codice quanto sviluppato e studiato precedentemente, assicurandosi che il prodotto rispetti le specifiche tecniche e funzionali richieste.
La sfida delle competenze in Italia: tra cause, effetti e strategie di rilancio grazie all’AI
La mancanza di competenze, è una questione critica nel tessuto industriale italiano e rappresenta una delle principali sfide per la crescita e la competitività del Paese. Questo fenomeno si manifesta quando le aziende faticano a trovare professionisti con le competenze necessarie per ricoprire ruoli strategici, soprattutto in settori legati alla tecnologia, all’automazione e all’innovazione.
Nel tessuto industriale italiano è causato dalla carenza di competenze tecniche avanzate, dall’insufficiente aggiornamento formativo, dalla fuga di talenti e dalla limitata collaborazione tra scuole e aziende. Questo fenomeno non solo riduce la competitività, ma aumenta i costi operativi e rallenta l’innovazione, frenando l’adozione delle tecnologie dell’Industria 4.0.
Per contrastarlo, è necessario investire nella formazione continua, rafforzare i legami tra università e imprese, incentivare le materie STEM e aggiornare la formazione tecnica, oltre a creare incentivi per il rientro dei talenti dall’estero.
Non ultimo, nello sviluppo di competenze in tema di intelligenza artificiale. Già oggi, molte aziende faticano a trovare professionisti con le giuste conoscenze in questo campo. Secondo uno studio di McKinsey, il 72% delle organizzazioni utilizzano regolarmente l’AI generativa, riflettendo una forte domanda di competenze nuove e avanzate.
Tutto ciò richiede un approccio sistemico che unisca formazione, innovazione e cultura aziendale. Solo così l’Italia potrà garantire un tessuto industriale competitivo, innovativo e pronto a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
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