MRO, il procurement in Italia cambia pelle... - Automazione Plus

MRO, il procurement in Italia cambia pelle…

... da voce di spesa frammentata ad ambito sempre più maturo, integrato e capace di generare valore

Pubblicato il 4 novembre 2025

Nel procurement dei materiali indiretti (MRO) in Italia è in atto una metamorfosi: le aziende investono su digitalizzazione, competenze e processi strutturati, mentre riconoscono all’ufficio acquisti un ruolo sempre più centrale nella governance.

Il 74% delle imprese indica la digitalizzazione del processo d’acquisto come priorità, il 67% identifica l’ufficio acquisti come referente principale per gli approvvigionamenti MRO e l’81% stipula accordi di lungo periodo. Il tutto in un contesto che resta sfidante: il 72% segnala la riduzione dei budget operativi, il 61% quella dei budget MRO e il 42% lamenta scarsa visibilità dei fabbisogni e della spesa complessiva.

Questo, in sintesi, il quadro che emerge dalla ricerca Il Procurement dei materiali Indiretti In Italia 2025”, quarta edizione dell’indagine sui processi di acquisto degli MRO promossa da RS Italia e ADACI (Associazione Italiana Acquisti e Supply Management), in collaborazione con l’Università Europea di Roma.

Abbiamo intervistato Massimiliano Rottoli, Managing Director di RS Italia per capire meglio: 

In che modo la digitalizzazione dei processi d’acquisto può trasformare l’ufficio acquisti da funzione operativa a leva di valore e sostenibilità per l’impresa?

 

La digitalizzazione dei processi è già un fattore chiave per gli acquisti indiretti, che può aiutare le imprese a gestire in modo più accurato i fabbisogni di MRO e a prevenire situazioni emergenziali. Ampia la diffusione di sistemi informativi integrati (73%) ed e-procurement (60%). Più contenuto l’uso di soluzioni avanzate: IIoT (17%), cloud (19%) e intelligenza artificiale/big data (20%). Quali saranno  le barriere all’adozione? Sicuramente la mancanza di un investimento strategico dedicato (64%) e il processo d’acquisto ancora percepito come area ‘non core’ (60%).

L’Intelligenza Artificiale è un capitolo a parte. Se da una parte esiste una strategia di adozione nel 19,4% delle imprese, dall’altra c’è un 26,9% in fase di valutazione; l’uso avanzato e integrato riguarda il 10,4% e un ulteriore 20,9% applica l’AI ad attività specifiche (es. analisi dati). Gli ambiti più promettenti per il breve-medio periodo sono previsione della domanda e gestione scorte (60%), automazione e digitalizzazione dei pagamenti (58%) e misurazione dell’impatto ambientale dei processi (51%). Tra le principali barriere, spiccano la difficile integrazione con i sistemi esistenti (71%), resistenza culturale (64%) e la necessità di sviluppare competenze interne (50%).

Vediamo cosa dice Massimiliano Rottoli, Managing Director di RS Italia a tal proposito:

Come fanno le aziende a superare le barriere culturali e organizzative che oggi limitano l’adozione dell’AI nel procurement MRO?

 



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