Più efficienti con il 4.0: opportunità e sfide per le imprese
Innovazione tecnologica e trasformazione digitale delle imprese al centro di un momento di confronto e approfondimento organizzato a Bologna dal Competence Center BI-REX e Intesa Sanpaolo
Monitorare, accompagnare e guidare le PMI di Emilia-Romagna, Marche e non solo nel percorso verso l’Industria 4.0, l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale attraverso ricerche, momenti di confronto e iniziative volte alla diffusione delle best practice: questa la mission per la quale il Competence Center BI-REX e Intesa Sanpaolo hanno dato vita all’Osservatorio Industria 4.0 grazie al quale si è tenuto a Bologna, presso la sede BI-REX, l’evento sul tema “Osservatorio, Soluzioni e Tecnologie Industria 4.0 per le imprese”.
L’evento si è aperto con la presentazione dei risultati della ricerca sui processi di trasformazione digitale delle aziende di Emilia-Romagna e Marche, condotta su oltre 300 aziende manifatturiere dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, per fare il punto sulla diffusione delle tecnologie 4.0, evidenziando punti di forza e criticità, con particolare attenzione alle imprese che attivano e supportano la trasformazione digitale. Una presentazione cui è seguita la visita alla Linea Pilota BI-REX, per vedere in azione le tecnologie 4.0 e una serie di tavoli tematici con le imprese per favorire e pianificare i processi di trasferimento tecnologico.
A introdurre i lavori il Presidente BI-REX, Domenico Bambi, e la Direttrice Regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo, Alessandra Florio.
A seguire Danilo Mascolo (Responsabile Innovation e Business Development DI-REX) e Stefania Bergamaschi (Direttrice Commerciale Imprese Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo) hanno illustrato le azioni messe in campo dalle due realtà, singolarmente e congiuntamente, a supporto delle esigenze tecniche, finanziarie e consulenziali delle imprese.
A presentare l’analisi svolta in seno al panorama manifatturiero emiliano-romagnolo Giovanni Foresti, Serena Fumagalli e Sara Giusti, economisti della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo. Mentre a illustrare agli imprenditori e rappresentanti aziendali presenti la Linea Pilota BI-REX ha provveduto il responsabile della stessa, Francesco Meoni: la visita alla Linea, fabbrica digitale del futuro che integra le tecnologie Industria 4.0 con quelle tradizionali in un ambiente interconnesso, ha consentito alle aziende partecipanti di toccare con mano le diverse macchine operative delle quattro diverse aree (Big Data, Additive Manufacturing, Robotica, Finitura & Metrologia) e di vedere dal vivo come si crea innovazione. Ultima parte dell’appuntamento dedicato ai tavoli tematici con le imprese, per favorire il trasferimento tecnologico, anche attraverso la predisposizione di appositi percorsi nel medio periodo.
“L’importante partnership con Intesa Sanpaolo si è arricchita oggi di un ulteriore elemento” ha affermato Bambi. “La realizzazione della seconda edizione dell’Osservatorio, importante strumento messo a punto con l’obiettivo di accompagnare le PMI nel loro percorso verso l’Industria 4.0, conferma il ruolo centrale giocato dal nostro Competence Center nel panorama nazionale, in qualità di centro di innovazione tecnologica altamente specializzato. In un contesto particolarmente complesso che obbliga sempre più il nostro tessuto produttivo ad implementare processi legati alla trasformazione digitale, è fondamentale fare networking con le imprese affinché possano essere informate, supportate ed indirizzate. Il nostro impegno ed i nostri sforzi spingono incessantemente verso questa direzione, allo scopo di aiutare l’intero sistema imprenditoriale a fare quel salto di qualità di cui vi è enormemente bisogno”.
“Siamo orgogliosi di questa collaborazione con BI-REX per rispondere tempestivamente alle esigenze delle imprese e ove possibile anticiparle. La crisi pandemica prima e le incertezze provocate dall’aumento del costo dell’energia poi hanno impresso alle trasformazioni già atto in termini di innovazione una accelerazione che le rendono improcrastinabili per le nostre aziende” ha rimarcato Florio. “In questo frangente complicato, come prima banca del Paese storicamente radicata in Regione, c’è il nostro massimo impegno per essere accanto al tessuto economico regionale sia sul fronte delle urgenze che degli investimenti strategici. Da un lato siamo al fianco delle imprese nel superare questa fase, anche con un recente plafond di 2 miliardi di euro per far fronte ai costi dell’energia e favorire gli investimenti in energie rinnovabili, che si aggiunge a quello da 10 miliardi dello scorso giugno, e dando la possibilità di sospendere le rate dei finanziamenti fino a 24 mesi. Dall’altro continua l’impegno del Gruppo per favorire, con linee finanziarie dedicate e consulenza specializzata, gli investimenti in sostenibilità, innovazione tecnologica e digitalizzazione”.
OSSERVATORIO 4.0: INNOVAZIONE TECNOLOGICA E TRASFORMAZIONE DIGITALE – A cura della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo
PROCESSI PIÙ EFFICIENTI CON IL 4.0
Di seguito i principali risultati dell’indagine a cui hanno aderito 308 imprese dell’Emilia-Romagna e delle Marche. Più di metà delle imprese adotta tecnologie 4.0, con punte superiori al 70% per le imprese più grandi e attive nei settori dell’elettronica ed elettrotecnica. Anche tra le imprese più piccole emerge però un buon grado di diffusione del 4.0: quasi la metà dichiara infatti di adottare almeno una tecnologia 4.0. Tra le tecnologie più adottate si osservano differenze settoriali, che riflettono le specificità di ciascuna specializzazione produttiva.
Nell’industria spicca l’adozione di robotica (66% per la metalmeccanica, 53% per elettronica ed elettrotecnica), magazzini automatizzati (circa 30%), stampa 3D e cloud computing (circa 20%), mentre nei servizi si segnala il maggior utilizzo di Intelligenza Artificiale (29%), Big Data (17%) e IoT (29%). Più trasversale invece il ricorso alla cybersecurity.
Un’impresa su due adotta più di una tecnologia e ben il 10,3% delle imprese adottanti ne impiega almeno 5. Si tratta di un fenomeno recente, che ha avuto un’accelerazione a partire dal 2017, grazie a efficaci interventi di politica industriale, e ha favorito lo sviluppo di smart factory, con l’impiego cioè di tecnologie 4.0 soprattutto nei processi di produzione e di R&S.
Gli obiettivi raggiunti grazie all’adozione di tecnologie 4.0 sono relativi all’efficientamento dei processi e alla produttività, in particolare sono collegati all’automazione dei processi, il loro monitoraggio e l’aumento della velocità di produzione e della produttività.
Le tecnologie 4.0 hanno consentito anche una riduzione dei costi e sostenuto la connettività interna dei processi. L’adozione del 4.0 è stata accompagnata da formazione degli addetti in produzione o da impiego di personale esterno specializzato, ed ha avuto un impatto rilevante sia sulla struttura organizzativa che sui modelli di business, soprattutto per i soggetti più evoluti in chiave 4.0. Il processo di implementazione delle tecnologie 4.0 è stato promosso prevalentemente dai proprietari/titolari delle imprese, ma emerge il ruolo determinante di figura dedicate nei player di maggiori dimensioni.
IL RUOLO DI UNIVERSITA’ E COMPETENCE CENTER
I soggetti determinanti nell’adozione delle tecnologie 4.0 sono risultati i fornitori di tecnologie (nel 79% dei casi) e quelli di impianti e di macchinari (60%). Al terzo posto i consulenti (23%), seguiti dai clienti (13%). Per le imprese più evolute, spicca il ruolo delle Università e dei Competence Center, mentre per le aziende ICT e dei servizi assume rilevanza anche la relazione con start-up. Se per la maggior parte dei soggetti la relazione riguarda l’acquisto di tecnologia, è interessante sottolineare come per le imprese ad alta digitalizzazione, sia importante la collaborazione per progetti innovativi, soprattutto con le Università e i Competence Center.
Le imprese che adottano tecnologie 4.0 non effettuano un mero processo di acquisto di soluzioni tecnologiche ma, soprattutto quando interagiscono con clienti e Università, attivano processi di co-creazione tra l’impresa e gli altri attori coinvolti. Le imprese manifestano un buon grado di apprezzamento dei partner tecnologici; alcune criticità emergono però nei tempi e nei costi di implementazione.
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