Osservatorio MecSpe 2025: la manifattura italiana affronta le sfide del futuro
Osservatorio MecSpe 2025: 7 imprenditori su 10 credono nel potenziale dell’AI, ma solo il 20% ha già attivato gli incentivi 5.0. 1 azienda su 5 ha già utilizzato gli incentivi 5.0, e oltre il 45 % prevede di attivarli entro l’anno
Il 2025 si apre con segnali incoraggianti per il manifatturiero italiano, che conferma una chiara volontà di innovare, soprattutto nei campi della digitalizzazione, della sostenibilità e del rafforzamento delle competenze. L’Osservatorio MecSpe 2025 sull’industria manifatturiera relativo al I quadrimestre, realizzato da Senaf, restituisce uno spaccato di un settore in transizione: solido nella visione strategica, più cauto sul fronte della crescita e in cerca di strumenti concreti per affrontare le prossime sfide.
Il 2025 dell’Osservatorio MecSpe
Nel I quadrimestre 2025, il 64% delle aziende ha registrato un fatturato stabile o in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un dato che riflette un contesto di mercato ancora favorevole ma meno dinamico. Anche l’occupazione si mantiene stabile. Il comparto mostra segnali di tenuta, ma prevale un atteggiamento di cautela sulle prospettive di crescita.
Le ambizioni di crescita appaiono oggi più caute rispetto al passato, complice un quadro economico ancora incerto e la pressione su costi ed export. In questo contesto, alcune imprese rinviano o ridimensionano i propri piani di espansione, orientandosi anche verso modelli finanziari più flessibili e differenti dal capitale proprio.
Transizione 5.0: adozione ferma al 20%, ma la domanda di chiarezza e fondi cresce
Nonostante l’interesse diffuso, a inizio 2025 solo un’azienda manifatturiera su cinque ha effettivamente attivato gli incentivi del Piano Transizione 5.0, una quota rimasta costante rispetto al 2024. Sul piano delle percezioni, una impresa su due esprime comunque un parere positivo sulle misure, anche se molte evidenziano la necessità di un rafforzamento dei fondi. La propensione a investire resta viva: il 46% delle aziende che non lo ha ancora fatto prevede di richiedere gli incentivi nel 2025.
Intelligenza artificiale: 7 aziende su 10 la considerano un’opportunità
L’interesse verso l’Intelligenza Artificiale è in crescita e i dati lo confermano: il 73% degli imprenditori esprime fiducia nel suo impatto positivo sull’industria. L’AI viene, infatti, sempre più percepita come un acceleratore dell’innovazione e uno strumento capace di semplificare e velocizzare i processi produttivi. Il 40% delle imprese ha già avviato applicazioni in ambiti come la supervisione dei processi, l’assistenza clienti, la pianificazione o il controllo qualità, anche se solo una su quattro è riuscita finora a integrarla in modo continuativo. Nel complesso, la digitalizzazione entra in una fase più matura, con investimenti crescenti in ambiti come la cybersecurity (33%), la robotica collaborativa (21%) e le tecnologie IoT e cloud.
Sostenibilità sempre più integrata nella strategia aziendale
Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, aumenta di qualche punto percentuale al 47% il numero di aziende che si percepisce “green”. Tra le azioni concrete maggiormente implementate da parte delle imprese vi è l’adozione di sistemi LED a basso consumo e l’investimento in impianti da fonti rinnovabili. In aumento anche il riutilizzo degli scarti di produzione segno di una maggiore attenzione all’economia circolare.
Alcune azioni più complesse, come il contenimento delle emissioni e l’adozione di materiali green, risultano in calo, frenate dai costi e dalla mancanza di incentivi mirati.
Capitale umano: crescono formazione e alleanze con ITS
Le imprese sono sempre più consapevoli del ruolo chiave delle competenze nel sostenere l’innovazione. Solo il 10% considera il proprio organico pienamente pronto ad affrontare le sfide attuali, mentre il 42% lo giudica adeguato, pur riconoscendo ampi margini di miglioramento. Per colmare questo divario, la risposta più diffusa è la formazione interna, adottata dal 57% delle aziende, seguita da accordi con ITS e università (26%), a conferma di un crescente impegno verso l’aggiornamento continuo e il rafforzamento del legame tra scuola e impresa.
MecSpe Bari 2025
Questi temi saranno al centro di MecSpe Bari, prossimo appuntamento per esplorare soluzioni concrete sul capitale umano, in attesa della successiva edizione di MECSPE Bologna dove si consolideranno strategie di lungo periodo.
“L’Osservatorio MecSpe 2025 fotografa un manifatturiero in piena trasformazione, determinato a innovare anche in un contesto che richiede scelte più selettive e strategiche” commenta Maruska Sabato, Project manager di MecSpe. “Le imprese stanno mostrando interesse concreto verso strumenti come gli incentivi 5.0, ma per coglierne appieno il potenziale servono maggiore chiarezza e accompagnamento operativo”.
“Allo stesso tempo, cresce l’attenzione verso l’intelligenza artificiale e la transizione sostenibile, così come la consapevolezza che le competenze siano un asset indispensabile per evolvere. La prossima edizione di MecSpe a Bari sarà un’occasione concreta per trasformare queste tendenze in azioni: dalle tecnologie applicate agli sportelli di orientamento, fino ai percorsi formativi condivisi, vogliamo offrire alle imprese gli strumenti per costruire un’industria più digitale, resiliente e competitiva”.
Appuntamento a MecSpe Bari 2025 e a Bologna nel 2026
Dal 27 al 29 novembre 2025, la Fiera del Levante ospiterà la terza edizione di MecSpe Bari, la fiera di riferimento per l’innovazione manifatturiera nel Centro-Sud. In programma: 20.000 m² di esposizione, 9 saloni tematici, demo live e la Piazza della Formazione 5.0, realizzata con la Fondazione ITS Academy Cuccovillo. L’evento inaugurale ospiterà la presentazione completa dei risultati dell’Osservatorio nazionale MecSpe.
A seguire, il percorso proseguirà a Bologna dal 4 al 6 marzo 2026, con l’edizione nazionale di MecSpe, punto d’incontro strategico per l’intera filiera manifatturiera italiana ed europea.
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