KORE acquisisce Wyless: connettività per il futuro
La connettività non è 'cosa fatta' e non è una 'commodity': l'espansione del mercato m2m/IoT necessita di una connettività più ampia e i fornitori devono affrontare questa sfida
L’acquisizione di Wyless da parte di KORE rappresenta una pietra miliare nel campo dell’IoT e non solo perché il giro d’affari congiunto delle due società raccoglie più connessioni m2m dirette di qualsiasi altro MNO (Mobile Network Operator) m2m a livello mondiale. Prima di tutto si va a costituire il più grande fornitore di reti m2m indipendente al mondo, sicuramente, almeno, a livello di fatturato. Fra l’altro, i due ‘giganti’ contano uno staff di oltre 350 persone, una base utenti di oltre 3.000 aziende b2b a livello globale e oltre 6 milioni di connessioni m2m dirette che generano un fatturato tutt’altro che trascurabile. Vi sono altre sinergie poi da considerare, che portano il livello medio delle connessioni totali a un numero ancora più grande.
Entrambe le aziende hanno iniziato a essere operative nel 2003 come fornitori di connessioni cellulari in quello che era allora il nascente mercato m2m. Entrambe sono inoltre state autrici di significative acquisizioni nel tempo. Una di queste, da parte di Wyless, ha riguardato Espider m2m nei Paesi Bassi, mentre KORE ha acquisito RACE Wireless a novembre 2014. E se l’acquisizione di RACE ha portato il baricentro aziendale negli Stati Uniti, Wyless ha assunto dimensioni significative sia in Europa che in America Latina. Ora la nuova realtà è molto più internazionale nei suoi obiettivi di business.
L’operazione è significativa sotto diversi punti di vista. Prima di tutto, non ci sono molti MNO che generano fatturato a questo livello nell’m2m. Conferma che il mercato dei fornitori indipendenti ha un grande futuro a livello sia nazionale che internazionale – quello che molti hanno previsto, non è accaduto quando gli MNO hanno iniziato a focalizzarsi maggiormente sul mercato m2m 6 o 7 anni fa. Ma gli stessi dati resi noti da Beecham Research mostrano che i fornitori di connettività m2m sono in effetti cresciuti più degli MNO negli ultimi anni, sia come numero di connessioni che in termini di fatturato.
Anche è significativo quello che comporta lato sviluppo del mercato m2m/IoT. Ciò che i dirigenti di KORE hanno più di ogni altra cosa in mente è la transizione verso i servizi software: raccolta dati ed effettiva analisi degli stessi per ottenerne valore aggiunto. Contrariamente ad altri che aspirano a offrire questi servizi, KORE vanta un solido background nel campo delle connessioni e da dove i dati provengono. Parte della logica dell’operazione è portare avanti l’introduzione di nuovi servizi software che portino valore aggiunto nel business delle soluzioni IoT.
In terzo luogo, Beecham Research sta da qualche tempo dicendo che la connettività non deve essere data per scontata nel mondo IoT. Man mano che ci affidiamo sempre di più ai dati che provengono da una popolazione in rapida crescita di dispositivi e sensori connessi, la necessità di assicurare che non vi siano discontinuità nelle connessioni stesse diventa via via un fattore sempre più critico ed essenziale. Contrariamente a quanto alcuni asseriscono, la connettività non è ‘cosa fatta’ e non è, almeno per ora, una ‘commodity’. La prossima notevole espansione del mercato m2m/IoT necessita di una connettività più ampia e flessibile e i fornitori devono affrontare questa sfida: KORE si pone per ora nella posizione migliore per offrire tutto questo.
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