Industria 4.0 e IoT: connessioni Wi-Fi ‘fatte per restare’
Intervista a Gianfranco Silvestri, responsabile per l’Italia di Aerohive Networks, sulla convergenza IT e OT e le ultime 'frontiere' del Wi-Fi
Oggi si parla sempre più di Industria 4.0 e della convergenza fra il mondo IT e OT (Operations Technology), convergenza e integrazione che vanno realizzate anche e soprattutto a livello di rete.
Domanda: Come vede questo ambito di business Aerohive Networks?
Gianfranco Silvestri, responsabile per l’Italia dell’azienda: “IoT e Industria 4.0 sono ormai una realtà. Si tratta di nuove modalità di comunicazione e gestione del business, e soprattutto della produttività, arrivate ‘per restare’. Connettere strumenti e dispositivi non è più una ‘faccenda’ da IT, bensì una necessità primaria per tutti i dipartimenti aziendali, nessun settore industriale escluso. Faccio un esempio: nel mondo retail, i sistemi wi-fi sono utilizzati ampiamente non solo per connettere i dispositivi utilizzati dagli utenti, come i salvatempo, per evitare le code in cassa, ma anche dall’R&D e dal marketing. I dispositivi localizzati nelle corsie, per esempio, offrono informazioni realtime sulla pedonalità degli utenti in store. Per tornare al mondo manifatturiero, gli strumenti che Aerohive Networks può offrire sono legati alla gestione del quotidiano”.
Domanda: Quali soluzioni proponete in un’ottica di smart manufacturing?
Silvestri: “Il manifatturiero ha l’esigenza di collegare in maniera veloce, facile e affidabile apparati che ormai viaggiano con collegamenti wi-fi. Le nostre soluzioni sono utilizzate in grandi magazzini, dove la localizzazione e la distribuzione del materiale viene eseguita da robot intelligenti connessi in wi-fi. Automatizzare tutto, collegando in modo veloce e affidabile i macchinari, è l’unico modo perché, per esempio, un articolo ordinato oggi, sia in consegna il giorno dopo o per aggiornare velocemente da remoto una macchina di produzione.
Le ‘fabbriche intelligenti’ hanno bisogno di tre cose quando parliamo di connettività: velocità, sicurezza, affidabilità. La mancanza di una di queste caratteristiche incide pesantemente sulla produzione e sull’immagine che dell’azienda hanno i clienti. Inoltre, in un ambiente produttivo, dove si muovono macchine, persone e dispositivi, anche fuori dalla fabbrica, è importante rendere sicuri i collegamenti: il brevetto ‘Ppsk – Personal pre shared key’ rende possibile impostare una password personale per ogni dispositivo portando la sicurezza ai massimi livelli. Infine, smart manufacturing significa elevato grado di connettività: non si possono lasciare zone scoperte, e questo è il nostro concetto di ‘non stop wireless’. Inoltre, la tecnologia Aerohive non ha un controller singolo, bensì distribuito in tutti i punti di accesso della rete”.
Domanda: Quali soluzioni proponete in un’ottica di smart manufacturing?
Silvestri: “Sicuramente la complessità dell’implementazione, nei termini di come e dove intendo installare gli access point. Normalmente, quando si procede con lo studio di un progetto di connettività, sia esso fisso o wi-fi, è necessario prendere in considerazione diversi fattori, quali: i materiali in uso nei locali, l’altezza relativa a dove voglio andare a posizionare il dispositivo, la presenza di macchinari, la temperatura (troppo freddo? troppo caldo?) e così via. I nostri apparati sono certificati per l’utilizzo in ambiente industriale, diciamo che sono ‘made to resist’.
Altro fattore critico è riuscire a offrire la flessibilità nella gestione delle connessioni: a volte i siti produttivi sono localizzati in luoghi difficilmente accessibili. È dunque fondamentale che i sistemi per la connettività scelti siano in grado di offrire la gestione dello stesso tipo di autenticazione su più impianti (installazione multi-sede e multi-impianto): in pratica, significa rendere automatico il log in a persone e apparati che si muovono da una location all’altra”.
Domanda: Relativamente alle soluzioni wireless: cosa pensano i vostri clienti? Sono dubbiosi o si affidano volentieri al wireless oggi?
Silvestri: “Assolutamente no e lo dimostra il fatto che oltre il 70% del nostro fatturato globale arriva da clienti attuali. Significa che godiamo di massimi livelli di fiducia e affidabilità. In generale, posso confermare che ormai affidarsi a sistemi di connettività wi-fi, proprio per l’affidabilità che hanno dimostrato nel tempo, rientra nella normalità.
Poi naturalmente, ci sono tutta una serie di sistemi disponibili da seguire come, per esempio, l’uso dei certificati digitali che le aziende (tipicamente le grosse aziende) usano per evitare che qualcuno si possa loggare senza avere l’autorizzazione”.
Domanda: Quali sono i contesti industriali nei quali avete operato?
Silvestri: “Manifatturiero, retail (grandi magazzini che necessitano di tecnologia wi-fi), hospitality e sanità“.
Domanda: Quali obiettivi si pone la vostra azienda in Italia?
Silvestri: “Al momento siamo focalizzati sul mondo enterprise, dove ci confrontiamo con grossi player quali come Cisco e HP Aruba. Altri mercati importanti per Aerohive sono il retail e l’hospitality (alberghi, ristoranti, bar), data la crescita dell’offerta di connettività Wi-Fi ai clienti quando si trovano in negozio o nelle camere degli hotel.
Le piccole medie imprese, che hanno necessità di implementare una soluzione per la connettività a costi sostenibili rappresentano un altro settore interessante. Abbiamo lavorato molto sui prodotti, ampliando il portfolio con soluzioni che siano in grado di rispondere alle reali esigenze delle aziende e tutti quelli citati sono mercati, che cerchiamo di aggredire con la nostra nuova soluzione Aerohive Connect e alla famiglia di access point AP 150″.
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