Inclusione, chiave di volta per lo sviluppo e la crescita dei talenti in Schneider Electric
La giornata conclusiva del programma si è svolta come team building ad alto impatto sociale focalizzata sull’inclusività e su un incontro diretto e autentico con le disabilità e la fragilità
Schneider Electric ha scelto l’ inclusione come chiave di volta per la leadership del futuro, nel quadro di Step Up Your Talent, il programma internazionale di sviluppo dedicato ai giovani talenti dell’azienda.
Per concludere questo percorso di 9 mesi, che ha coinvolto quest’anno una quarantina di persone da diversi Paesi d’Europa, si è svolta una giornata di team building ad alto impatto sociale, focalizzata sull’inclusività e su un incontro diretto e autentico con le disabilità e la fragilità.
L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con la Cooperativa Sociale Itaca e con The Good In Town Lab
Durante tutta la giornata, che si è svolta presso l’azienda agricola biologica Sadira, in provincia di Bergamo, i dipendenti dell’azienda e un gruppo di ragazzi e ragazze seguiti dalla Cooperativa hanno vissuto insieme, in un contesto paritario, attività ispirate ai metodi educativi rivolti alle persone con disabilità.
“Il nostro obiettivo è dare sostanza concreta all’esplorazione di nuove forme di leadership allo sviluppo personale e professionale dei nostri talenti, con un focus sull’empatia, sull’ascolto attivo e sulla valorizzazione della diversità, che riteniamo fondamentali per lo sviluppo personale e professionale dei giovani talenti, potenziali leader del futuro” commenta Marco Gamba, responsabile del programma Step Up Your Talent di Schneider Electric. “Azioni di sviluppo capaci di integrare e generare valore condiviso sono una risorsa preziosa per un’azienda, ma anche per la comunità più ampia: esperienze come quella vissuta a conclusione del percorso di quest’anno ci confermano in questo impegno”.
Una giornata condivisa
Le attività della giornata sono state improntate a metodologie nate per sostenere le persone con disabilità, come il metodo Snoezelen, e ad attività di gioco-sport con comunicazione aumentativa e alternativa, applicate in questo contesto più ampio per favorire collaborazione, benessere e coesione del gruppo.
Il lavoro sulla leadership e sull’identità personale è stato messo al centro dell’esperienza attraverso attività espressive e simboliche, che hanno esplorato i temi dell’identità, del futuro e della condivisione. Insieme si è immaginato un modello di città del futuro, rappresentata da un semplice concetto: prendersi cura degli altri è la base per crescere insieme.
“L’effetto di questa condivisione è sempre sorprendente: gli strumenti nati per le persone con disabilità si rivelano efficaci per tutti e capaci di stimolare ascolto, empatia e connessione, lasciando il segno” commenta Sara Vavassori della Cooperativa Sociale Itaca.
Le persone seguite dal servizio Progetto Territoriale Disabili di Itaca hanno partecipato a tutte le attività insieme agli altri destinatari, con lo stesso ruolo, parlando lo stesso linguaggio in un incontro alla pari che ha visto anche momenti di “inversione” della prospettiva. Per esempio, alcuni degli utenti della cooperativa hanno gestito a livello professionale il servizio di sala, contribuendo concretamente alla realizzazione della giornata di team building con il loro lavoro e le loro competenze.
Costruire alleanze
Per Itaca la giornata di team building è stata anche un’occasione importante per raccontarsi.
“La reciproca scoperta, l’incontro con i giovani che saranno potenziali leader di domani e con il mondo profit che guarda all’innovazione come a una risorsa da condividere sono occasioni preziose. Il nostro modo di lavorare attribuisce un grande valore alla rete e alle partnership – anche tra profit e non profit – che superano la logica del “donare” per costruire insieme un bene comune” aggiunge Vavassori.
Per The Good in Town Lab, che ha supportato per il terzo anno l’organizzazione della giornata finale del percorso Step Up Your Talent, l’esperienza ha confermato il valore di un progetto che coniuga formazione aziendale e impatto sociale, portando benefici concreti alle persone.
“Crediamo che la sostenibilità si costruisca non solo con innovazione e strategia, ma anche con relazioni. Mettere insieme aziende e organizzazioni sociali in esperienze concrete è il nostro modo per contribuire al bene comune” conclude Sara Serafini di The Good in Town. “Per noi è una grande opportunità di messa alla prova del nostro modello di team building a impatto sociale lavorare con un’azienda come Schneider Electric, un esempio internazionale di grande azienda responsabile, sostenibile, capace anche di sperimentare ed essere concreta”.
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