Il fine vita dei prodotti Ict – L’ambiente come problema culturale.

 
Pubblicato il 17 luglio 2002

Aspetti qualitativi
Giuseppe Pirillo, responsabile divisione Consultino del Consorzio Ecoqual’It, sottolinea il ruolo dei diversi attori coinvolti: costruttore, gestore del fine vita e utente. Al costruttore compete innanzitutto predisporre già in fase progettuale il prodotto per il fine vita, indicare le informazioni per la dismissione (compilando la Scheda informativa Cei 308-1) e organizzare lo smaltimento; al gestore del fine vita sono richiesti il rispetto delle Leggi, la competenza tecnica necessaria, l’eco-compatibilità delle sue stesse attività e la trasparenza delle procedure; l’utente, infine, deve favorire una dismissione corretta, osservare le informative del costruttore e selezionare un idoneo gestore di fine vita. La scheda informativa Cei 308-1, come visto sopra, fornisce le informazioni di carattere tecnico, a corredo di ciascuna apparecchiatura, necessarie per un corretto processo tecnologico di trattamento di recupero e smaltimento. Le Linee Guida (Cei 308-2) fornisce le informazioni di carattere tecniche, legislative ed organizzative integrandole ad uso del costruttore, del distributore, del gestore smaltimento e dell’utente non domestico.

Il Caso di Hp
Già la vision di Hp, portata dal Ceo Carly Fiorina, testimonia l’impegno dell’azienda sul piano del rispetto dell’ambiente: Essere l’azienda leader nello sviluppo di soluzioni sostenibili e sicure, per il bene comune. La strategia di Hp, che è un importante operatore di uno dei settori a maggior impatto ambientale, quale quello delle soluzioni di stampa, parte dal perseguimento di un buon livello di “efficienza” energetica, per affrontare il tema del riciclaggio, della “dematerilizzazione” e della gestione ambientale della supply chain. La dematerilizzazione può essere implementata o riducendo il consumo di materia per unità di servizio fornito, o aumentando il valore utilizzando meno materia fisica. Il Managed Print Service (Mps) gestisce le operazioni di stampa delle grandi aziende, eseguendo analisi, progettazione, attuazione e gestione della stampa. Una azienda che stampa 90 milioni di pagine l’anno può, implementando l’Mps, ridurre a meno della metà il numero di apparecchiature aumentando le performance, ridurre il peso dell’Hardware di 92 t, ridurre l’utilizzo di carta di 24 t, recuperare 1.350 cartucce di toner e ottenere un risparmio complessivo del 30%. Ma Hp non è solo Mps: nella progettazione delle propri stampanti InkJet, si è ridotto il diametro della barra di trazione in acciaio da 1,27 a 0,9 cm (generando solo per il primo anno un risparmio di 704 t di acciaio) e la massa da 404 g/unità a 226 g/unità (-44%). L’impegno di Hp parte, dunque, dal Design for environment, ma si estende alla Produzione, integrando la supply chain (viene richiesto ai fornitori il raggiungimento di determinati standard qualitativi) e minimizzando le emissioni chimiche e la produzione di rifiuti (è stato eliminato l’utilizzo dei Clorofluorocarburi da ogni processo produttivo fin dal 1993). L’impegno coinvolge infine utilizzo (compatibilità con normative Energy Star e Blue Angel) e fine vita (b2b take-back, restituzione e riciclo di cartucce laser e InkJet e di parti consumabili). Il programma relativo alle cartucce consente di ridurre rifiuti di plastica, alluminio e di utilizzare l’inchiostro residuo. I materiali derivanti dal trattamento servono a costruire cestini, bottoni e arredi urbani e a produrre energia.

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