Dalla sicurezza alla consapevolezza: l’evoluzione dell’automazione secondo Exor International
Nel mondo dell’automazione industriale, l’innovazione non può più prescindere dalla sicurezza. Con l’avvicinarsi dell’entrata in vigore del Cyber Resilience Act (CRA), l’Unione Europea introduce un quadro normativo che cambierà in modo sostanziale la progettazione e la gestione dei dispositivi connessi, imponendo standard comuni di cybersecurity per hardware, software e sistemi embedded. Per chi sviluppa tecnologie intelligenti, come interfacce HMI, controllori edge o piattaforme IIoT, questo significa un’evoluzione profonda: la sicurezza non è più una funzione accessoria, ma un principio di progettazione.
Le aziende devono garantire che ogni componente sia aggiornabile, tracciabile e resiliente lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.
Exor International si è mossa con largo anticipo su questo fronte, ottenendo la certificazione IEC 62443-4-1, che attesta la conformità dei propri processi di sviluppo ai requisiti di sicurezza per i componenti industriali. Parallelamente, l’azienda sta ampliando il proprio programma di compliance per allinearsi ai futuri requisiti del CRA, investendo nella conoscenza normativa e nella revisione dei processi interni. L’obiettivo è fornire ai clienti tecnologie che siano cybersecure per progettazione, oggi e nel lungo periodo.
Questa visione riflette un principio chiave: solo chi progetta in modo secure by design potrà affrontare la prossima generazione di sistemi di controllo, dove intelligenza artificiale ed edge computing diventeranno elementi centrali dell’automazione industriale.
EyeQ: quando la macchina ti riconosce
In questo scenario, Exor International porta la sicurezza oltre la protezione dei dati, trasformandola in un abilitatore di nuove interazioni tra uomo e macchina. È da questa visione che nasce EyeQ, un progetto che unisce intelligenza artificiale, edge processing e tecnologia HMI per introdurre un nuovo paradigma: il Cognitive HMI.
Immaginate di avvicinarvi a un pannello operatore: nessuna password da digitare, nessuna schermata da navigare. Una telecamera integrata riconosce l’operatore, ne identifica il ruolo e adatta automaticamente l’interfaccia ai suoi permessi, alle sue abitudini e alle sue necessità operative. Tutto avviene in locale, grazie a un processore edge che elabora i dati in tempo reale, garantendo privacy, sicurezza e latenza minima anche in ambienti complessi.
EyeQ rappresenta così un passo concreto verso un’interfaccia che non si limita a ricevere comandi, ma comprende l’intento dell’operatore, imparando nel tempo dai comportamenti e dai gesti. Attraverso algoritmi di riconoscimento visivo e analisi comportamentale, il sistema interpreta movimenti o posture per anticipare le azioni dell’utente, riducendo errori, migliorando l’efficienza e aumentando la sicurezza.
Dal controllo alla collaborazione
EyeQ apre la strada a un’automazione realmente cognitiva, in cui la macchina diventa un partner consapevole dell’operatore. Un approccio che si inserisce nel percorso di transizione tra Industria 4.0 e 5.0, dove la connettività sicura, l’intelligenza artificiale e l’esperienza umana convergono in un ecosistema unico.
In questo equilibrio tra cybersecurity, edge intelligence e design umano-centrico, Exor International conferma la propria identità di azienda, da oltre 50 anni, capace di coniugare innovazione e responsabilità, sviluppando tecnologie che evolvono in sintonia con le persone e con le sfide del futuro industriale.
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