Esempio di industria 4.0 italiana, EDiM punta su innovazione, sostenibilità e formazione
EDiM guarda al futuro investendo in innovazione ma senza trascurare la sostenibilità. Il CEO Sanna: “Vogliamo diventare un’azienda green a impatto zero”
EDiM, azienda ‘made in Brianza’ con oltre 60 anni di esperienza, è una realtà dinamica con 360 dipendenti. Esempio di industria 4.0 italiana, per affrontare il periodo storico difficile EDiM sceglie di focalizzare i propri investimenti su innovazione, sostenibilità e formazione interna ed esterna, puntando a divenire un’azienda ‘a impatto zero’. Sviluppa inoltre collaborazioni con licei, istituti tecnici e università, senza mai dimenticare la tradizione e il legame con il territorio
In EDiM (Engineering Die-casting & Machining), azienda brianzola che opera nel settore della pressofusione e delle lavorazioni meccaniche per grande industria e automotive, non si stampa soltanto l’alluminio, ma si fondono esperienza decennale, spinta innovativa e ambizione green. Nata negli anni ’60 come una piccola realtà, nel corso del tempo ha cambiato diversi nomi, da Sime ad Albertini Cesare, ed è cresciuta fino a costituire il Gruppo Form nel 2005 e ad essere consacrata come eccellenza italiana a livello europeo. Successivamente la crisi e la rinascita. Come raccontato da Genio & Impresa, il web magazine di Assolombarda, la storia di EDiM è una storia di resilienza: dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Bosch nel 2017, infatti, l’azienda ha compreso l’importanza di puntare sull’innovazione per essere competitiva e tornare a occupare una posizione di leadership in Europa.
Oggi EDiM conta 360 dipendenti distribuiti tra gli headquarter di Villasanta e il sito produttivo a Quero (BL). E l’azienda riconosce nelle altissime competenze del territorio, un valore importate per la crescita. “Abbiamo un parco fornitori prevalentemente italiano e attorno alla nostra realtà muoviamo circa 1.200 persone” afferma Fabrizio Sanna, amministratore delegato di EDiM. “Ma poiché pensiamo che la relazione con il territorio debba partire anche dalla formazione, in questi anni abbiamo attivato moltissime collaborazioni con licei e istituti tecnici della zona. Ci spinge da un lato la necessità di portare nuove competenze in azienda, dall’altro quello di diventare i promotori di una formazione specifica industriale che possa essere utile e funzionale al settore”.
Innovazione dunque, ma senza trascurare la componente umana. Il modello di Transizione 4.0 si basa proprio su questo: il know-how dei singoli dipendenti unito ai robot, ai software e all’intelligenza artificiale. E una metodologia di lavoro molto diversa rispetto agli standard, che permette di digitalizzare le raccolte dati e di automatizzare i processi produttivi, mentre risorse e capitale umano si concentrano su tutte quelle attività che richiedono competenze elevate e specifiche. Tradizione e innovazione, che insieme creano valore e incidono sull’efficienza dell’azienda e sulla qualità del prodotto finale.
Ma quali sono nel concreto i progetti di EDiM? Innanzitutto Milkrun, un sistema in fase di brevettazione che permette ai macchinari di dialogare tra loro, riducendo i tempi, ottimizzando le risorse e rendendo il luogo di lavoro più sicuro. E poi Rheocasting, un processo di stampaggio appena installato nello stabilimento di Quero. L’innovazione, qui, consiste nell’industrializzare una tecnologia non nuova, ma mai uscita dallo stadio di prototipo.
Infine, innovarsi sì, ma sempre con un occhio di riguardo per l’ambiente. L’ecosostenibilità è un aspetto imprescindibile se si vuole essere davvero competitivi sul mercato ed EDiM ne è perfettamente cosciente. “Vogliamo diventare un’azienda green, a impatto zero” dichiara Sanna “nei nostri due siti abbiamo realizzato due impianti di evaporazione per separare le acque dagli olii utilizzati nei processi produttivi, alimentando un sistema circolare che non inquina e fa risparmiare risorse idriche. In prospettiva, poi, vogliamo investire sul fotovoltaico e su un sistema intelligente di gestione dei consumi elettrici”.
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