Drone con celle a combustibile per ispezionare le condotte oil&gas

 
Pubblicato il 25 febbraio 2020

Negli Stati Uniti è partito un programma che prevede di utilizzare un drone per le ispezioni a lunga distanza delle condotte per idrocarburi. L’aeromobile in questione è un drone a otto rotori modello DS30, realizzato dal produttore coreano Doosan Mobility Innovation.

Il mezzo può volare fino a 120 minuti con un pieno del suo serbatoio di idrogeno e trasportare un carico utile massimo di 5 kg, ma l’autonomia di due ore si riferisce all’aeromobile senza carico ed è, di conseguenza, da intendersi come una sorta di massimo teorico.

Per questo nuovo progetto, Doosan ha collaborato con la Skyfire Consulting, che ha sede in Georgia (USA), e con il produttore di celle a combustibile ReadyH2 con sede in Texas (USA).

DS30 ha un diametro di oltre due metri e mezzo (2,600 mm senza eliche) e un peso compreso tra i 20 e 21 kg, in funzione della quantità di combustibile imbarcato. È previsto che una società del gas statunitense, di cui non è stato ancora divulgato il nome, inizierà a utilizzare il drone DS30 per ispezionare visivamente un gasdotto americano.

Il drone volerà per circa 80 km alla volta, dopodiché atterrerà in una delle numerose stazioni di rifornimento dell’idrogeno gassoso, realizzate da ReadyH2, situate lungo il percorso. Nelle soste di rifornimento, per ora sarà un operatore umano a riempire manualmente il serbatoio, anche se è possibile che in un prossimo futuro questo processo sia completamente automatizzato.

Dopo il rifornimento, il drone continuerà lungo la sua rotta, coprendo altri 80 km durante i quali svolgerà il suo compito di supervisione, fino a raggiungere la stazione di rifornimento successiva.

Il programma attuale prevede che il progetto pilota continui per sei mesi, durante i quali il drone eseguirà ispezioni di routine in una varietà di condizioni meteorologiche e risponderà a situazioni di emergenza sul campo, rilevando danni o perdite.

Per il momento il drone sarà controllato a distanza, ma è previsto che il sistema possa cambiare ed evolversi nella direzione di un ulteriore sviluppo delle capacità autonome.

Il pilotaggio del drone può essere effettuato per mezzo di un telecomando e monitorato tramite PC o cellulare, con la possibilità di controllare il drone e lo stato dell’alimentazione indipendentemente dalla distanza.

La trasmissione e la ricezione di informazioni e il controllo del volo avviene tramite un modulo di comunicazione dedicato e integrato nel drone.

Se si utilizza il modulo di comunicazione del drone attraverso un collegamento ad alta velocità, è possibile controllare direttamente il mezzo e monitorarne l’autonomia in tempo reale, ricevendo informazioni quali idrogeno residuo, tensione, ampere, temperatura ecc.

Matt Sloane, CEO di Skyfire Consulting, ha sottolineato come già in questa fase di prova si stiano automatizzando alcune procedure, facendo particolare attenzione al rispetto delle normative FAA (Federal Aviation Administration) oltre, naturalmente, alle linee guida e alla severa regolamentazione del settore oil&gas.

Jacopo Di Blasio



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