Codici QR: pratici, ma potenzialmente pericolosi. Lo sapevate?

Codici QR: pratici, ma potenzialmente pericolosi. Lo sapevate?

Pubblicato il 25 settembre 2020
Alex Mosher Global Vice President of Solutions di MobileIron

MobileIron ha presentato i risultati di una nuova ricerca sul sentiment dei consumatori, che ha rivelato che i codici QR stanno aumentando di popolarità e utilizzo. Il 64% degli intervistati infatti ha dichiarato che i codici QR rendono la vita più facile ma, la maggior parte di loro, non possiede device protetti dalle minacce. Il 51% addirittura dichiara di non avere (o di non sapere se è installato) un software di sicurezza sui propri dispositivi.

Durante la pandemia Covid-19 i dispositivi mobile sono diventati ancora più importanti e radicati nella vita di tutti, quasi la metà (47%) degli intervistati ha dichiarato un incremento dell’uso dei codici QR.

Attualmente i dipendenti utilizzano maggiormente i device mobile – in molti casi, i propri (non sicuri) – per connettersi con gli altri, interagire con una varietà di applicazioni e servizi in cloud e rimanere produttivi mentre lavorano in luoghi diversi dall’azienda. Gli utenti stanno infatti utilizzando i loro dispositivi mobile anche per scansionare i codici QR al di fuori del lavoro, mettendo a rischio se stessi e le risorse aziendali.

L’84% delle persone ha già scansionato un codice QR in passato, il 32% nell’ultima settimana e il 26% nell’ultimo mese.

Negli ultimi sei mesi, il 38% degli intervistati ha eseguito la scansione di un codice QR in un ristorante, bar o caffè; il 37% degli intervistati ha eseguito la scansione di un codice QR presso un rivenditore e il 32% ha eseguito la scansione di un codice QR su un prodotto di consumo.

Il 53% degli intervistati vorrebbe che i codici QR siano utilizzati in modo più ampio in futuro.

Il 43% degli intervistati prevede di utilizzare un codice QR come metodo di pagamento nel prossimo futuro.

Se fosse possibile, il 40% degli intervistati vorrebbe votare utilizzando un codice QR ricevuto per posta.

Gli hacker stanno inoltre sfruttando le vulnerabilità di sicurezza che si sono inevitabilmente aperte durante la pandemia Covid-19, negli ultimi tempi infatti mirano ai dispositivi mobile con attacchi sempre più sofisticati. I dispositivi mobile sono bersagli interessanti per loro perché l’interfaccia stessa spinge gli utenti a intraprendere azioni immediate, limitando al contempo la quantità di informazioni disponibili. Inoltre, gli utenti sono spesso distratti quando operano dai propri dispositivi mobile, il che li rende più propensi a cadere vittime di attacchi.

“Gli hacker attualmente lanciano attacchi utilizzando e-mail, messaggi di testo e SMS, messaggi istantanei, social media e altre modalità di comunicazione” – ha dichiarato Alex Mosher, Global Vice President of Solutions di MobileIron – “Purtroppo credo che presto assisteremo anche a un violento attacco tramite i codici QR. Un hacker infatti potrebbe facilmente inserire un URL dannoso contenente malware personalizzato in un codice QR, ed estrarre successivamente i dati da un dispositivo mobile quando il QR viene scansionato. Oppure, l’hacker potrebbe incorporare un URL nocivo in un codice QR che indirizzerebbe a un sito di phishing che incoraggia gli utenti a divulgare le proprie credenziali, che potrebbe poi rubare e utilizzare per infiltrarsi in un’azienda”.

Quasi tre quarti (71%) degli intervistati non è in grado di distinguere tra un QR code legittimo e uno malevolo, mentre il 67% degli intervistati è in grado di distinguere tra un URL legittimo e uno malevolo.

Mentre la maggior parte degli intervistati (67%) è consapevole del fatto che i codici QR possono aprire un URL, è meno consapevole delle altre azioni che i codici QR possono attivare.

Solo il 19% degli intervistati ritiene che la scansione di un codice QR possa avviare un’e-mail; il 20% ritiene che la scansione di un codice QR possa avviare una telefonata; e il 24% ritiene che la scansione di un codice QR possa avviare un messaggio di testo.

Il 51% degli intervistati nutre preoccupazioni in merito all’uso dei codici QR per quanto riguarda la privacy, la sicurezza, le questioni finanziarie o di altro tipo, ma li usa comunque; il 34% non si preoccupa dell’uso dei codici QR.

Il 35% degli intervistati non è sicuro che gli hacker possano prendere di mira le vittime utilizzando un codice QR.

“Le aziende devono ripensare urgentemente le loro strategie di sicurezza concentrandosi sui dispositivi mobile”, ha continuato Mosher. “Allo stesso tempo, devono dare priorità a un’esperienza utente con soluzione di continuità. Una gestione unificata degli endpoint può fornire i controlli IT necessari per proteggere, gestire e monitorare ogni dispositivo, utente, app e rete utilizzata per accedere ai dati aziendali, massimizzando al contempo la produttività. Possono anche basarsi su UEM che difende dalle minacce ai device molto utile per rilevarle e correggerle rapidamente, compresi i codici QR dannosi, anche quando un dispositivo è offline”.

MobileIron Threat Defense può proteggere i dispositivi dagli attacchi sferrati a livello di dispositivo, di rete e di applicazione. E non è necessaria alcuna azione da parte dell’utente finale per distribuire MTD sui dispositivi che sono iscritti al client UEM di MobileIron; questo viene gestito in remoto dai reparti IT.

Di conseguenza, le organizzazioni possono raggiungere il 100% di utilizzo da parte degli utenti, senza alcun impatto sulla produttività. MobileIron è attualmente l’unica impresa sul mercato in grado di implementare automaticamente la protezione dalle minacce mobile senza che gli utenti debbano intraprendere alcuna azione.



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