Change up: i pilastri del business di oggi e domani
Quarta rivoluzione industriale e istruzioni per l’uso, le interessanti considerazioni emerse da Change Up, l’evento di Archiva Group dedicato alla business community italiana
Norme, processi e tecnologie plasmano il nostro presente e saranno protagonisti del nostro domani, senza soluzione di continuità. È il messaggio chiave che emerge da Change Up, l’importante evento annuale dedicato alla business community di Archiva Group, azienda punto di riferimento da oltre 30 anni per lo sviluppo di servizi digitali in outsourcing e per la consulenza specializzata in trasformazione digitale.
L’evento si è svolto a Milano e ha visto la partecipazione di oltre duecentocinquanta decisori aziendali. Sul palco principale si sono alternati, sotto la guida della conduttrice Lavina Spingardi giornalista di Sky TG24, personaggi di assoluto spessore come Dario Fabbri, analista geopolitico, direttore del mensile Domino e della scuola di Domino; Carla Masperi, presidente e amministratore delegato SAP Italia; Giuliano Marone, fondatore e amministratore delegato di Archiva Group; Layla Pavone, coordinatrice del board per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Comune di Milano; Francesco Rotondi, managing partner LABLAW, studio legale Rotondi & Partners e Benedetto Santacroce, socio fondatore dello studio Santacroce & Partners, avvocato tributarista e docente universitario.
Il nome scelto per l’evento, Change Up, significa letteralmente cambiare marcia e questo è stato il punto di partenza di una manifestazione che voleva proporsi come un percorso alla ricerca della conoscenza e della consapevolezza adatte ad affrontare con successo la quotidianità della quarta rivoluzione industriale, nella quale le organizzazioni e gli individui si trovano oggi.
Cambiare marcia è un’azione indispensabile quando la velocità aumenta e il motore rischia di lavorare troppo. Non sempre di più e più veloce è meglio, anzi quasi mai. Serve tempo per cambiare marcia, serve tempo per capire la direzione da prendere e quali forze sono in gioco. In questo contesto, le norme, i processi e le tecnologie sono i tre pilastri che insieme sono in grado di organizzare il presente per poter essere protagonisti nel futuro.
Alcune dichiarazioni degli ospiti
“Le tensioni geopolitiche, l’instabilità delle supply chain, la scarsità di competenze e le nuove normative rappresentano oggi un ostacolo per la crescita delle aziende di qualsiasi dimensione e settore. Molti manager navigano a vista, con budget ridotti o incerti, risorse ancora più scarse, e una guerra infinita dei talenti. Grazie alla forza della collaborazione e dell’innovazione, la tecnologia può abilitare processi più agili ed efficienti, e aiutare le imprese a diventare organizzazioni intelligenti e sostenibili lungo tutta la catena del valore”.
Carla Masperi, Presidente e Amministratore Delegato di SAP Italia
“La cosa più importante e preziosa al mondo è il tempo e la digitalizzazione, intesa sia come insieme di tecnologie, di processi e come attitudine, è in grado di migliorare la qualità della vita nel momento in cui permette di far risparmiare tempo eliminando tutti quei compiti ripetitivi. Come azienda continueremo a investire nelle persone, nella tecnologia e nei processi e oggi sono molto contento di aver preso parte a un momento di riflessione e condivisione così importante insieme ai nostri partner, clienti e ospiti autorevoli”.
Giuliano Marone, Fondatore e CEO Archiva Group
“In ambito lavorativo, la legislazione degli ultimi 70 anni è intervenuta solo in base a stimoli emergenziali. Si dovrebbe rivedere l’intero assetto legislativo partendo dal contratto di lavoro, che è antiquato da un punto di vista sia giuridico sia sociale. In questo contesto il lavoro dovrebbe superare le parti politiche ed essere oggetto di strategie a lungo termine. In questo modo la politica del lavoro non è più legata al governo ma allo Stato”.
Francesco Rotondi, Managing partner LABLAW, studio legale Rotondi & Partners
“Stiamo assistendo alla creazione di un nuovo rapporto preventivo tra fisco e contribuente e questo significa mettere al centro delle politiche delle imprese la gestione del rischio fiscale, con la creazione di un apposito TAX Control Framework (TCF). La gestione deve poi avvenire attraverso il coordinamento delle informazioni inserite sul sistema informativo dell’impresa e sul TCF da tutti i reparti. I dati andrebbero quindi ingegnerizzati e inseriti in un flusso unico, per creare una base singola che rappresenti un’unica fonte di conoscenza. Questa deve essere poi condivisa e accessibile a tutti e nel processo possono essere di supporto tecnologie come il machine learning e l’intelligenza artificiale, ad esempio”.
Benedetto Santacroce, socio fondatore dello Studio Santacroce & Partners, avvocato tributarista, docente universitario e pubblicista
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