Allianz Risk Barometer 2018

Pubblicato il 17 gennaio 2018

Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) ha pubblicato l’Allianz Risk Barometer 2018, basato sull’analisi di 1.911 esperti di rischio provenienti da 80 Paesi.

Secondo il rapporto, i principali rischi aziendali a livello globale sono rappresentati dalla interruzione di attività (al primo posto con il 42% delle risposte, come già nel 2017) e dai rischi informatici (al secondo posto con il 40% delle risposte, in aumento rispetto al terzo posto nel 2017). Anche le maggiori perdite dovute alle catastrofi naturali (terzo posto con il 30% delle risposte, in aumento rispetto al quarto posto del 2017) sono una preoccupazione crescente per le aziende, con il 2017 che si è distinto come anno peggiore; questo ha anche fatto sì che il cambiamento climatico/aumentata instabilità metereologica (decimo posto) si collochi per la prima volta tra i primi 10 rischi più importanti. Mentre, l’impatto del rischio delle nuove tecnologie (settimo posto nel 2018, decimo nel 2017) è uno di quelli in maggior crescita, in quanto le aziende riconoscono che innovazioni come l’intelligenza artificiale o la mobilità autonoma potrebbero creare in futuro nuove responsabilità e perdite su larga scala, così come le opportunità. Al contrario, le imprese sono meno preoccupate degli sviluppi del mercato (quarto posto nel 2018, era il secondo nel 2017) rispetto a 12 mesi fa.

Anche in Italia il rischio più temuto dalle aziende si conferma l’interruzione di attività, indicato dal 51% (in crescita rispetto al 36% della precedente rilevazione). Al secondo posto troviamo i rischi informatici, che con il 38% guadagnano due posizioni, seguiti dalle catastrofi naturali (30%). Il danno reputazionale o d’immagine, che passa dalla decima alla quarta posizione nel 2018, è invece il rischio in maggior crescita.

A livello globale, l’interruzione di attività (BI) è il rischio più sentito per il sesto anno consecutivo e si colloca ai primi posti in 13 Paesi e nelle aree di Europa, Asia Pacifico, Africa e Medio Oriente. Per la prima volta, secondo le aziende e gli esperti di rischi, anche gli incidenti informatici sono considerati il fattore scatenante più temuto della BI, e l’interruzione di attività è considerato il principale fattore di perdita dopo un incidente informatico.

L’esperto di analisi del rischio Cyence, che collabora con AGCS, stima che l’impatto sul costo medio di un blackout del cloud della durata di oltre 12 ore per le aziende dei settori finanziario, sanitario e retail potrebbe ammontare a 850 milioni di dollari in Nord America e 700 milioni di dollari in Europa.

Secondo l’Allianz Risk Barometer, l’interruzione di attività è anche il secondo rischio più sottovalutato. I rischi informatici continuano la tendenza al rialzo nell’Allianz Risk Barometer. Cinque anni fa erano al quindicesimo posto, mentre nel 2018 sono al secondo. Varie minacce come la violazione dei dati, gli attacchi degli hacker o l’interruzione di attività a seguito di un blocco informatico, collocano questo tipo di rischio al primo posto in 11 Paesi intervistati e nella regione delle Americhe e al secondo posto in Europa e Asia Pacifico. È anche considerato il rischio più sottovalutato e il principale pericolo a lungo termine.

Nel 2018 continuerà a crescere il potenziale di eventi cosiddetti “uragani informatici“, in cui gli hacker attaccano un numero sempre maggiore di imprese, concentrandosi sulle dipendenze delle infrastrutture comuni. Il rischio privacy è di nuovo sotto i riflettori a seguito di grandi violazioni dei dati negli Stati Uniti. L’introduzione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) in tutta Europa nel maggio 2018 intensificherà ulteriormente il controllo, con la prospettiva di ulteriori e maggiori sanzioni per le imprese che non si adeguano.

I risultati dell’Allianz Risk Barometer mostrano che la consapevolezza della minaccia cyber è in aumento tra le piccole e medie imprese, con un notevole balzo dal sesto al secondo posto per le piccole e dal terzo al primo per le medie imprese. Per quanto riguarda l’esposizione settoriale, gli incidenti informatici si collocano ai primi posti nelle industrie dell’Entertainment & Media, dei Servizi Finanziari, della Tecnologia e delle Telecomunicazioni.

Dopo un record di 135 miliardi di dollari di perdite a causa delle sole catastrofi naturali del 2017 – le più alte mai registrate – causate dagli uragani Harvey, Irma e Maria negli Stati Uniti e nei Caraibi, le catastrofi naturali tornano ad occupare la classifica dei primi tre rischi aziendali a livello globale. Gli intervistati temono che il 2017 possa essere un presagio della crescente intensità e della frequenza dei pericoli naturali. I fattori di cambiamento climatico/aumentata instabilità metereologica sono un nuovo elemento nella top 10 del Risk Barometer del 2018 e il potenziale di perdita per le imprese è ulteriormente aggravato dalla rapida urbanizzazione delle zone costiere.

L’impatto del rischio delle nuove tecnologie è, invece, uno dei principali elementi in aumento nella classifica dell’Allianz Risk Barometer, e passa dal decimo al settimo posto; si colloca inoltre al secondo posto tra i maggiori rischi per il futuro a lungo termine dopo gli incidenti informatici, con i quali è strettamente interconnesso. La vulnerabilità e i guasti di macchine automatiche o addirittura autonome o auto- apprendenti, gli atti cyber dolosi come estorsioni o spionaggi, aumenteranno in futuro e potrebbero avere un impatto significativo qualora venissero coinvolte infrastrutture critiche, come le reti IT o l’alimentazione elettrica.



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