Ethernet e sicurezza, un connubio possibile
Nel corso della recente Giornata di Studio Anipla (Associazione Nazionale Italiana Per L’Automazione) intitolata “Soluzioni Ethernet-based per la sicurezza di macchine e impianti” fornitori di tecnologie e consorzi hanno illustrato come sia possibile realizzare macchine e impianti in cui anche la safety corra su Ethernet. La giornata è stata sponsorizzata da B&R, Phoenix Contact e Molex e patrocinata da Consorzio PI-Profibus&Profinet Italia, Epsg (Ethernet Powerlink Standardization Group), ETG (Ethercat Technology Group) e Clpa (CC-Link Partner Association).
In apertura di lavori Micaela Caserza Magro dell’Università di Genova ha inquadrato il tema della sicurezza funzionale, fornito le definizioni di funzione di sicurezza strumentata (SIF), sistema strumentato di sicurezza (SIS), safety integrity level (SIL) e performance level (PL) e introducendo le norme di riferimento IEC 61508, EN ISO 13849 e IEC 61784-3.
Caserza ha poi spiegato come per sua natura Ethernet non sia adatto alla trasmissione di messaggi di sicurezza perché non supporta un sistema di arbitraggio per la gestione delle collisioni tra i pacchetti. È possibile però intervenire e renderlo deterministico utilizzando diverse tecniche. La più diffusa è quella del black channel.
Tecnologie e casi applicativi
Vari relatori si sono poi susseguiti durante la giornata mostrando come i diversi profili Ethernet per l’industria affrontino e risolvano il problema della sicurezza: Raffaele Esposito per Consorzio PI-Profibus&Profinet Italia ha illustrato l’evoluzione della gestione dei segnali di sicurezza dai moduli elettromeccanici alle reti Ethernet-based e spiegato i vantaggi di un controllo unificato. “Con i bus seriali l’unico rischio era il potenziale accesso di malintenzionati al controllore. Con le soluzioni Ethernet-based invece ogni nodo della rete è una potenziale porta di accesso”. Le buone pratiche impongono quindi di separare i rami della rete che includono funzioni di sicurezza da quelli dedicati alle altre operazioni.
Alessandro Cazzola per Epsg ha illustrato le caratteristiche di Powerlink, che si propone come tecnologia ideale per l’Internet Of Things e l’Industry 4.0, grazie alla sua capacità di gestire i big data nella parte asincrona garantendo contemporaneamente tempi di ciclo fino a 100 µs. Per la sicurezza il consorzio Epsg supporta poi l’adozione di openSafety, un protocollo software di sicurezza aperto, in grado di assicurare uno scambio di dati sicuro (certificato SIL3), con il vantaggio di non richiedere cablaggi dedicati perché può essere incapsulato all’interno di tutti i fieldbus esistenti (non solo Powerlink, quindi). Con openSafety è possibile programmare nel software e trasferire in modo sicuro e veloce sul bus tutte le reazioni alle varie condizioni di emergenza, evitando di forzare uno stop produttivo, riducendo così i tempi di fermo macchina.
Alessandro Figini per ETG ha parlato di FSoE – Safety over Ethercat, un protocollo indipendente e aperto che definisce un livello di comunicazione di sicurezza fino a SIL3 basato su (ma non limitato a) Ethercat. L’approccio black channel adottato da Safety over Ethercat svincola il bus sottostante da qualunque requisito di sicurezza, consentendo un utilizzo flessibile all’interno di singole reti Ethercat.
Luciano Rosa Marin per Clpa ha spiegato il funzionamento e i benefici di CC-Link IE Field Safety, che consente di raggiungere un livello SIL3. La sua peculiarità è che i device possono essere master e slave nello stesso momento. Richiede un’architettura di controllo con doppio processore e consente di collegare fino a 128 stazioni, con due canali per stazione, ciascuno dei quali a 128 bit. Molex offre un toolkit che include la scheda CC-Link e gli strumenti di sviluppo software necessari a sviluppare applicazioni safety.
Nota per aver fatto della sicurezza la vera e propria mission aziendale, Pilz propone la soluzione SafetyNet p (livelli di sicurezza raggiungibili sono PL e e SIL3) che, come illustrato da Alberto Confalonieri, interviene in maniera maggiore sul bus Ethernet, andando a modificarne anche i layer inferiori. Massimiliano Veronesi (Yokogawa) ha invece fatto un excursus nel mondo del controllo di processo, dove pure la tematica è molto sentita. Reti di comunicazione Ethernet-based consentono infatti di abbandonare il tradizionale approccio del sistema di sicurezza completamente separato e avere una progressiva integrazione tra DCS e sistema ESD (Emergency Shut Down), senza naturalmente rinunciare alla necessaria segregazione della componente safety. “L’impiego di bus di tipo Ethernet come layer fisico con protocollo safety certified consente di ottenere sia un’elevata integrazione tra i sistemi che una comunicazione affidabile e ragionevolmente sicura, ove la probabilità di scambio scorretto di dati è sufficientemente bassa da poter essere utilizzato in applicazioni classificate fino a SIL3”. La soluzione proposta da Yokogawa è Vnet IP, un protocollo proprietario sviluppato secondo il principio del black channel. Alessandro Sardella (Siemens) ha illustrato le caratteristiche di Profisafe, supportato dal Consorzio Profibus&Profinet Italia, che consente di passare dalla completa separazione tra il mondo dell’automazione e della sicurezza a realtà sempre più integrate: condividendo solo il bus, condividendo bus e controllore, condividendo bus, controllore e periferia con I/O misti. “Grazie al protocollo di comunicazione Profisafe è stato possibile connettere tutti i componenti della linea di produzione trasmettendo comandi e stati fail-safe fino a SIL3 o a PL e”.
In chiusura di giornata Roberto Motta (Rockwell Automation) ha illustrato le caratteristiche del protocollo CIP Safety (l’estensione del CIP per una comunicazione esente da errori) su rete Ethernet/IP attraverso il caso applicativo di un impianto caseario del gruppo BEL negli Stati Uniti.
Le interviste della Redazione di Automazione Oggi
Contenuti correlati
-
The smarter E Europe: networking sicuro per infrastrutture energetiche critiche con Moxa
Moxa Europe GmbH, azienda punto di riferimento nelle soluzioni di comunicazione e networking industriale, presenterà a EM-Power Europe, nell’ambito di The smarter E Europe (Messe München dal 23 al 25 giugno 2026), presso il Padiglione B.5, Stand...
-
Si delinea il programma di secsolutionforum 2026
Secsolutionforum 2026 torna in presenza il 7 e 8 ottobre 2026 a BolognaFiere, all’interno di Urban Tech 2026 – The Urban Technology Show, l’ecosistema dedicato a e-mobility, traffic, commuting, tlc & data ed environment. Dopo sei edizioni...
-
Lo standard IEC62443
Vediamo qui la norma IEC62443, che stabilisce linee guida e regole da seguire per la sicurezza delle reti industriali OT Leggi l’articolo
-
Manifatturiero italiano sotto attacco: ecco il paradosso che i dati non raccontano
“Never touch a running system”: è il principio non scritto che governa la gestione dei macchinari in molti stabilimenti italiani. Non per resistenza al cambiamento, ma perché ogni intervento può avere un costo operativo immediato e, a volte,...
-
Moxa ottiene la prima certificazione IEC 62443-4-2
Moxa annuncia che la sua serie NPort 6000-G2 è diventata il primo server di dispositivi seriali al mondo a ottenere la certificazione IEC 62443-4-2 Livello di Sicurezza 2 nell’ambito dello schema di certificazione IECEE. Questo traguardo riflette l’impegno...
-
Nozomi Networks Labs: attacchi ransomware minacciano il 30% del PIL mondiale, manifatturiero italiano nel mirino
Il 70% dell’attività ransomware globale è diretta verso i principali paesi anglofoni, secondo il più recente rapporto OT & IoT Security di Nozomi Networks Labs. Nella seconda metà dello scorso anno, il 40% di tutti gli attacchi...
-
Il trasporto pubblico è un’infrastruttura critica. Ed è ora di proteggerlo in modo adeguato
La sicurezza nel trasporto pubblico locale sta cambiando funzione. Non è più soltanto uno strumento per documentare gli eventi: sta diventando una componente della gestione operativa, capace da un lato di tutelare in tempo reale il personale...
-
Certificazione IEC 62443-4-2 SL2 per la cybersecurity alla piattaforma PcVue
Dopo aver ottenuto la certificazione IEC 62443-4-1, questo nuovo risultato conferma il nostro impegno per la sicurezza dei prodotti, collocando PcVue all’interno di un gruppo selezionato di soluzioni che soddisfano i requisiti di cybersecurity per le infrastrutture...
-
Safety at work: come rendere la sicurezza delle macchine più semplice, flessibile e affidabile
La sicurezza sul lavoro è oggi una priorità imprescindibile per ogni realtà industriale. Non si tratta solo di rispettare normative sempre più stringenti, ma di progettare macchine e impianti in grado di garantire massima protezione per gli...
-
L’attribuzione deve evolvere per evitare l’esposizione: la sicurezza secondo Armis
La sicurezza informatica ha sempre conservato una componente di ambiguità. Quando si verifica un attacco, la domanda sorge spontanea: chi c’è dietro? Una banda criminale, uno Stato-nazione o un insider malevolo? È un interrogativo che si presta bene...















