Industria 4.0: arriva il Piano Nazionale 2017-2020
È stato presentato ieri a Milano il “Piano Nazionale Industria 4.0” presso il Museo della Scienza e della Tecnica. Lo abbiamo atteso a lungo, mentre vedevamo realtà europee e non mettere in atto politiche di sostegno del manifatturiero interno, prendendo atto degli ultimi rivoluzioni sviluppi della tecnologia e dei nuovi approcci segnati dalla Industry 4.0. Un piano, questo, teso dunque a rilanciare gli investimenti e le imprese italiane e che è stato studiato per avere uno sguardo di medio e lungo termine.
Il piano è stato presentato in mattinata al Mise alla presenza del Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, di quello del Lavoro Giuliano Poletti, dell’Istruzione Stefania Giannini, dell’Ambiente Gianluca Galletti, dell’Agricoltura Maurizio Martina, del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e dell’amministrazione delegato di Cdp Fabio Gallia. Nel pomeriggio è intervenuto anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha sottolineato:”Siamo di fronte a un grande salto tecnico e culturale che rischia di spiazzarci e non solo sotto il profilo della competitività”. Il piano sarà coordinato da una “cabina di regia. E la verifica sarà spietata”. La regia sarà gestita in un primo momento da Governo e imprese, poi successivamente entreranno anche le Regioni. Calanda ha proseguito dicendo che già nel 2017 “vogliamo mobilitare investimenti privati per 10 miliardi in più” e prevediamo nell’arco di piano (2017-2020) un “delta di 11,3 miliardi per ricerca e innovazione”. Il ministro ha poi spiegato che il piano nazionale Industria 4.0 è “costruito su incentivi fiscali orizzontali”. Verranno a meno, invece, gli incentivi a bando perché abbiamo “imparato che è il modo di non spendere”. Tra le misure prevista arrivano anche tempi più lunghi per il superammortamento e una diversa modulazione del credito di imposta per ricerca e innovazione che sarà incrementale, portando l’aliquota della spesa interna fino al 50%, con un credito massimo da 5 fino a 20 milioni di euro. (Fonte Repubblica).
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