Quanti sono gli ‘ossimori’ 4.0? L’odierno mondo tecnologico ne è pieno…
L'ossimoro abbina due concetti totalmente contrapposti: l'attuale mondo tecnologico ne è pieno. Fra i più usati: realtà virtuale, mass customization, standardizzazione flessibile...
Creare un ossimoro significa abbinare due concetti totalmente contrapposti e incompatibili: il più celebre in questi tempi di high tech è Realtà Virtuale, dove sembrerebbe chiaro che se qualcosa appartiene alla “realtà” non può essere “virtuale” e invece i sistemi di RV esistono, funzionano e si stanno diffondendo anche nel mondo industriale e produttivo.
E di ossimori sentiremo sempre più parlare via via che si concretizzeranno i nuovi scenari della Produzione 4.0 o Smart Factory o Digital Enterprise, a seconda di come la si vuol definire. Come quelli descritti da Guru Madhavan nel suo recente “Come pensano gli ingegneri” (Raffaello Cortina, 2015), dove un intero capitolo è dedicato alla “Standardizzazione Flessibile” e alla capacità dei progettisti di arrivare a questo paradossale risultato applicando un procedimento che l’autore considera espressione tipica dell’approccio ingegneristico: la ricombinazione. Emblematico il caso dei sistemi di sicurezza frutto della ricombinazione di sirene e segnali visivi di avvertimento.
“Due sistemi completamente eterogenei” dice Madhavan “sono stati fusi in uno solo e continuamente perfezionati in modo tale da fornire risultati migliori di quelli che ciascuna delle componenti avrebbe potuto produrre da sola… La scelta di combinare suoni e colori ha cambiato per sempre la storia dei sistemi integrati che segnalano il pericolo nei luoghi pubblici… A rendere possibile questa ricombinazione non è stata una convergenza fortuita ma l’introduzione a tavolino di un sistema standard”. Il paradosso, che sarà sempre più presente nello scenario della Smart Factory, è che di fronte a sistemi molto complessi la standardizzazione lungi dal costituire un ostacolo, spesso si trasformerà in elemento di flessibilità e di innovazione.
Ciò grazie anche allo sviluppo di un altro ossimoro: l’Adattamento Creativo. Anche qui, parrebbe impossibile: laddove ci si deve adattare, non sembrerebbe esserci molto spazio per la creatività. Invece, sostiene sempre il nostro autore (che tra l’altro è un consulente della National Academy of Sciences statunitense e del Forum economico mondiale di Davos) “l’adattamento è una delle forme più nobili della creazione”; e lo dimostrano numerosi esempi della storia della tecnologia: da Gutenberg, allo sportello Bancomat, al sistema di produzione Toyota: esempi ai quali i profeti del 4.0 dovranno guardare con attenzione.
Infine, per completare la nostra rassegna degli ossimori 4.0, non possiamo dimenticarne uno che è già invocato da tempo ma che alcuni dei sistemi che domineranno la scena nel domani del manufacturing, come l’Internet of Things o le stampanti 3D, renderanno ancor più praticabile su vasta scala: ci riferiamo al concetto di Mass Customization. Nel 1986, quando l’espressione è stata proposta per la prima volta, erano poche e limitate le tecnologie che consentivano di introdurre variazioni, modifiche e accorgimenti tali da “personalizzare” dei prodotti di massa: oggi ci sono grandi possibilità di raccogliere in tempo reale le richieste dei clienti, di riformulare più volte la progettazione, di realizzare “su misura” componenti e semilavorati per trasformare in oggetti unici dei prodotti standard.
In figura: Segnalatori acustici e ottici (credit Werma)
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