Il nuovo standard ISO10218 per l'automazione sicura

Gli standard ISO10218 per la robotica

Automazione sicura nelle piccole e medie imprese: cosa c'è da sapere sul nuovo standard ISO 10218, quali sono le sfide e le opportunità

Pubblicato il 24 dicembre 2025

Il settore della robotica si è sviluppato enormemente negli ultimi anni: i cobot, in particolare, sono diventati sempre più performanti e flessibili dal punto di vista delle dell’utilizzo. Di conseguenza, anche gli standard ISO devono essere adattati ai nuovi scenari che si sono aperti. Fino ad ora, i regolamenti erano rigidi e impedivano talvolta alle aziende di sfruttare appieno le nuove potenzialità tecniche. I nuovi standard ISO10218, in particolare ISO 10218-1:2025 e ISO 10218-2:2025 recentemente pubblicati consentono esattamente quel livello di adattamento più individuale, fattore che li rende particolarmente interessanti per le piccole e medie imprese.

Nuova classificazione delle classi di robot

Il cambiamento maggiore è stato apportato alla classificazione. Mentre in precedenza esisteva un’unica classe di robot, che copriva tutto, dai piccoli bracci robotici ai robot industriali di diverse tonnellate, ora la ISO10218 li divide in due classi diverse.

La Classe 1 è stata creata specificamente per i robot di piccole dimensioni con minore capacità di carico, generalmente più leggeri e meno pericolosi nella manipolazione diretta. Anche le normative sulla sicurezza funzionale sono state adattate di conseguenza e ciò rappresenta un’enorme semplificazione e riduzione dell’onere burocratico, specialmente per le piccole e medie imprese che si affidano principalmente a questa classe di robot.

La Classe 2 è destinata, invece, a tutti gli altri robot industriali. Essa copre quindi robot pesanti e potenti che di solito possono essere azionati solo dietro recinzioni protettive.

Regolamenti per i cobot integrati nella ISO10218

In precedenza, esisteva una specifica tecnica separata per i cobot, la ISO/TS 15066, che ora è stata integrata nei nuovi regolamenti sotto la ISO 10218-2. La nuova norma mantiene la regolamentazione di aspetti come quelli che riguardano la guida manuale – ad esempio l’uso di un sensore di forza/coppia per guidare manualmente un braccio robotico, o la velocità massima a cui un robot può muoversi.

Vengono regolati anche aspetti fondamentali come la distanza da altri oggetti o persone al fine di prevenire incidenti o danni. Non vengono specificati regolamenti generici in questo caso, poiché la vicinanza con cui una persona può avvicinarsi a un cobot dipende fortemente dalla potenza e dalla forza massime di un robot e dalla sua velocità operativa massima.

Quando si utilizzano i cobot, è particolarmente importante, infatti, che possano lavorare in sicurezza con gli esseri umani senza causare lesioni. Questo standard specifica pertanto anche esattamente quali funzioni protettive deve avere un cobot per poter essere utilizzato in stretta prossimità con gli esseri umani o interagire con essi.

Ciò consente alle aziende di medie dimensioni di utilizzare più facilmente cobot piccoli e compatti per diverse funzioni o aree di applicazione e i robot possono essere utilizzati in un modo che permetta anche di risparmiare spazio utile, in quanto non richiedono più la predisposizione di un’area recintata.

Nuove regole specifiche per la classificazione della sicurezza funzionale

Fino ad ora, le funzioni di controllo relative alla sicurezza erano fondamentalmente regolate in modo generico (ISO13849-1). Questa regolamentazione è stata ora abolita e sostituita da una classificazione delle singole funzioni che riguardano i robot relative alla sicurezza, significativamente più indipendente e flessibile. La ISO10218-2 fornisce un’appendice dettagliata che presenta le specifiche applicazioni dei robot e le loro funzioni.

È importante notare che lo standard si riferisce non solo alle applicazioni dei singoli robot, indipendentemente dalle loro dimensioni, ma anche ai sistemi macchina con robot integrati. Le funzioni di sicurezza devono essere valutate individualmente e ad esse deve essere assegnato un “livello di prestazione” (performance level). In linea di principio, si applica un livello di prestazione standard, a meno che non si decida per una valutazione diversa dopo un’approfondita valutazione dei rischi.

Cosa cambia

Nella vecchia serie di regole, si applicava un unico livello di prestazione in modo generalizzato a un robot o a un sistema. Il nuovo standard consente di assegnare livelli di prestazione diversi alle singole funzioni di sicurezza. Ad esempio, le funzioni di sicurezza come l’arresto di emergenza, la pressione massima durante un movimento di pressatura o la distanza di sicurezza dalle persone, possono essere sottoposte ciascuna a valutazione individuale del rischio perché venga assegnato quindi lo specifico valore di livello di prestazione.

Questa valutazione significativamente più flessibile tiene conto del fatto che esiste un gran numero di robot diversi in tutte le dimensioni e in diverse aree di applicazione, che naturalmente non possono essere valutati secondo uno standard rigido.

A lungo termine, questo renderà non solo la progettazione di robot e sistemi, ma anche i test di sicurezza, significativamente più efficienti e precisi. Tuttavia, comporta anche uno sforzo aggiuntivo per la formazione e la documentazione, il che rappresenta una sfida particolare per le aziende di medie dimensioni.

Prospettive

Con l’introduzione di questi e altri standard, l’intera serie di regole ISO 10218 è cresciuta fino a comporre 250 pagine, fornendo un compito laborioso per ingegneri e progettisti, ma d’altra parte, lo standard consente maggiore flessibilità e adattamento per applicazioni robotizzate speciali. In particolare, le regole adattate per i robot più piccoli e più leggeri offrono alle aziende di medie dimensioni molte nuove opportunità per utilizzare i robot in modo ancora più flessibile e diversificato.

A lungo termine, l’introduzione di questo standard significherà che più aziende saranno in grado di utilizzare l’automazione in modo sicuro ed efficiente per i propri scopi.

Fonte foto Pixabay_DCG_MAK

Malte Janßen, Product Management E-Mech Components, Robotics and Arduino, reichelt elektronik - www.reichelt.com/it/it



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