MecSpe 2023: innovazione delle PMI grazie ai fondi del PNRR
All’edizione 2023 di MecSpe non mancheranno le iniziative speciali dedicate alla digitalizzazione, asset su cui si sviluppa il percorso espositivo insieme a formazione e sostenibilità
Con un Pil del +3,2%, secondo le ultime stime del governo, e gli ultimi dati sul fatturato dell’industria, cresciuto a luglio in termini tendenziali del +16,3% (Istat), la manifattura si conferma forza trainante del Paese, nonostante le difficoltà dovute a inflazione e caro energia che il tessuto imprenditoriale italiano si ritrova a dover affrontare in questi mesi. Un settore che può contare, per perseguire l’obiettivo della trasformazione digitale, sui fondi del PNRR (13,4 miliardi di euro) destinati alla Transizione 4.0. Il MISE ha infatti già dato accesso, nel corso del 2022, a crediti d’imposta volti a incentivare gli investimenti privati a favore dell’innovazione.
Quali sono i risultati? Secondo MecSpe, la fiera di riferimento in Italia dedicata alla manifattura e all’innovazione tecnologica organizzata da Senaf, in programma dal 29 al 31 marzo 2023 a BolognaFiere, che ha interrogato alcune associazioni del settore, i risultati degli incentivi sono positivi con numerose aziende che ne hanno già usufruito.
Per Roberta Piccinini, Presidente del mestiere Meccanica Nazionale CNA: “Le piccole imprese associate a CNA del settore meccanica hanno usufruito della misura in maniera importante. Gli investimenti fatti hanno riguardato, nella maggior parte dei casi, macchinari più performanti ed interconnessi, robot, e software per una gestione integrata dell’azienda. Riteniamo si tratti indubbiamente di una misura molto importante per permettere alle nostre aziende di attrezzarsi e fare un salto tecnologico necessario per rimanere competitive sui mercati internazionali. Ritengo altresì che sarebbe opportuno renderla strutturale e non calare la percentuale di aiuto, come purtroppo è previsto per i prossimi anni”.
Per Federico Boin, Presidente nazionale di Confartigianato Meccanica: “L’incentivo di cui si parla, è frutto dell’evoluzione nel tempo di altre forme di agevolazioni note con il nome di “iper ammortamento”. E se quest’ultimo, quando è stato introdotto, ha suscitato per lo più l’attenzione dell’industria, la sua naturale evoluzione in quello che adesso si chiama credito d’imposta per la transizione 4.0, è stata ed è utilizzata da un numero molto elevato di imprese, anche “micro”. Avendo snellito l’iter burocratico di ottenimento ed utilizzo del credito d’imposta, si può dire che l’agevolazione ora è conosciuta anche da attività che – per definizione – prevedono principalmente l’uso delle mani, come ad esempio acconciatori o imprese edili. Infatti, i laser per eseguire trattamenti, le gru e i bracci meccanici dotati di componenti digitali particolarmente sofisticati e innovativi, rendono fruibile il credito anche a categorie di artigiani, per così dire, non solo impegnati nelle produzioni in serie”.
“Il venir meno dall’anno prossimo dei tradizionali incentivi per l’acquisto di beni strumentali (leggasi maxi o super ammortamento, poi anch’esso trasformato in credito d’imposta), sta spingendo le imprese a guardare con ancora maggior attenzione al credito d’imposta del 40% per gli investimenti in chiave 4.0. Certo, ci sono delle possibili aree di miglioramento, ad esempio, riguardo all’estensione del credito d’imposta per la formazione del personale sull’utilizzo di queste nuove tecnologie anche per gli anni futuri, o il potenziamento della c.d. “Nuova Sabatini” in abbinata al credito d’imposta di cui si parla”.
Sulla stessa linea Leonardo Iezzi, Direttore Esecutivo di Apindustria Brescia “Dai dati in nostro possesso la misura è stata utilizzata in maniera diffusa. L’incentivo in essere è di sicuro interesse per le aziende ma va segnalato, però, che sarebbe fondamentale il mantenimento, anche per il prossimo anno, delle percentuali attualmente in essere”.
Per Maruska Sabato, Project Manager di MecSpe: “MecSpe è il polo di riferimento per l’aggiornamento delle competenze e l’integrazione di innovazioni più recenti nelle aziende. In questo senso, il nostro obiettivo è proprio quello di favorire il dialogo tra tutti gli attori dell’industria con gli occhi puntati sul futuro del nostro tessuto industriale. Le ultime misure disposte dal governo hanno dato una spinta a questo processo, già in atto dall’introduzione dei fondi Industria 4.0, che grazie al PNRR continuano a essere disponibili per gli imprenditori”.
Il tema dell’innovazione è quindi per le imprese una sfida prioritaria per la crescita e per guardare al futuro con ottimismo. Ed è uno degli obiettivi di MecSpe, che si occuperà anche nella 21ª edizione di favorire l’incontro e lo sviluppo tecnologico delle imprese, con un programma sempre più ricco di approfondimenti e iniziative speciali dedicati a digitalizzazione, formazione e sostenibilità, i tre asset fondamentali per la crescita in chiave 4.0.
Come dimostrano i dati dell’Osservatorio MecSpe, il 42% delle aziende ha realizzato investimenti in campo digitale dimostrando di crescere notevolmente in questo senso a seguito della pandemia: si tratta del +15% rispetto allo stesso periodo del 2021. Quando parliamo di investimenti digitali, su cosa puntano le imprese? Principalmente si sono diretti su cybersicurezza (43%), seguito da robotica collaborativa (26%) e cloud computing (25%).
Inoltre, in contemporanea a MecSpe si svolgerà Metef, l’expo internazionale dedicata alla filiera dell’alluminio, un comparto centrale per la produzione industriale in chiave sostenibile. Infine, nel 2023 MecSpe raddoppierà l’appuntamento e si terrà anche a Bari dal 23 al 25 novembre con “Focus Mediterraneo” presso la Nuova Fiera del Levante, un’edizione dedicata allo sviluppo delle tecnologie 4.0 e una proposta sempre più focalizzata su sostenibilità e innovazione dei processi produttivi.
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