Ransomware 2021 Year End Report - Automazione Plus

Ransomware 2021 Year End Report

Pubblicato il 10 febbraio 2022

Ivanti, fornitore della piattaforma di automazione Neurons che rileva, gestisce, protegge e supporta gli asset IT dal cloud all’edge, ha presentato i risultati del Ransomware 2021 Year End Report, condotto insieme a Cyber Security Works, una CNA (Certifying Numbering Authority), e Cyware, fornitore leader di Cyber Fusion, Soar di nuova generazione e soluzioni di threat intelligence. Il report è basato su dati raccolti da più fonti, inclusi quelli di proprietà di Ivanti e CSW, i database pubblici sulle minacce, su ricercatori di attacchi informatici e su team specializzati in test di penetrazione.

Nel 2021, il report ha individuato 32 nuove famiglie di ransomware, portando il totale a 157 e un aumento del 26% rispetto all’anno precedente. Il report evidenzia anche come questi gruppi di ransomware riescono, in tempi record, a individuare vulnerabilità zero-day e colpire quelle sprovviste di patch, finalizzando attacchi estremamente dannosi. Contemporaneamente i cybercriminali stanno ampliando il proprio raggio di azione, identificando nuovi modi per compromettere le reti aziendali.

Di seguito sono elencate le principali tendenze emerse nel report.

Le vulnerabilità sprovviste di patch rappresentano ancora i vettori di attacco più sfruttati dai criminali informatici. Solamente nello scorso anno, sono state scoperte 65 nuove vulnerabilità legate al ransomware, rappresentando una crescita del 29% rispetto all’anno precedente, portando il totale di vulnerabilità associate a questo tipo di attacco a 288. Il dato allarmante è che più di un terzo (37%) di queste erano presenti sul dark web e ripetutamente sfruttate. Anche il 56% delle 223 vulnerabilità più vecchie, identificate prima del 2021, sono state attivamente sfruttate dagli hacker. In questo scenario le aziende devono assegnare priorità alle vulnerabilità e applicare le patch.

I cybercriminali continuano a rilevare e sfruttare le vulnerabilità zero-day, anticipando l’inserimento dei CVE nel National Vulnerability Database e il rilascio delle patch. Le vulnerabilità QNAP (CVE-2021-28799), Sonic Wall (CVE-2021-20016), Kaseya (CVE-2021-30116), e più recentemente quella di Apache Log4j (CVE-2021-44228) sono state sfruttate prima di essere inserite nel National Vulnerability Database (NVD). In questo scenario poco rassicurante, i vendor devono rendere note le vulnerabilità e rilasciare le patch in base alle priorità. Inoltre, per le organizzazioni è importante controllare costantemente le tendenze delle vulnerabilità, i casi di sfruttamento, gli avvisi dei fornitori e quelli delle agenzie di sicurezza.

Aumentano gli attacchi alle reti della supply chain con l’obiettivo di generare gravi danni alle imprese. Una singola violazione della supply chain può aprire molteplici strade ai cybercriminali, dirottando intere distribuzioni del sistema attraverso le reti delle vittime. Nel 2021, gli hacker hanno compromesso diverse reti della supply chain, avvalendosi di applicazioni di terze parti, prodotti specifici dei fornitori e librerie open-source. Tra gli ultimi esempi, il gruppo REvil ha attaccato il CVE-2021-30116 nel servizio di gestione remota Kaseya VSA, lanciando un pacchetto di aggiornamento dannoso che ha colpito tutti gli utenti che utilizzano versioni onsite e remote della piattaforma VSA.

I cybercriminali stanno condividendo i propri servizi con terze parti, seguendo il modello delle soluzioni SaaS legittime. Il ransomware-as-a-service è un modello di business in cui gli sviluppatori di ransomware offrono i loro servizi, varianti, kit o codici ad altri criminali in cambio di un pagamento. Le soluzioni exploit-as-a-service consentono invece ai cybercriminali di affittare exploit zero-day dagli sviluppatori mentre i dropper-as-a-service permettono ai più inesperti di distribuire programmi che, se lanciati, possono eseguire un payload dannoso sul computer della vittima. Il trojan-as-a-service, invece, chiamato anche malware-as-a-service, consente a chiunque abbia una connessione Internet di ottenere e distribuire un malware personalizzato nel cloud, senza ricorrere a installazioni.

Con 157 famiglie di ransomware in grado di sfruttare 288 vulnerabilità, nei prossimi anni gli hacker potranno condurre attacchi sempre più sofisticati. Secondo Coveware, inoltre, le aziende pagano in media 220.298 dollari e subiscono 23 giorni di inattività in seguito a un attacco ransomware. Tutto questo dimostra come sia necessaria una maggiore attenzione all’igiene informatica, attraverso l’implementazione di soluzioni automatizzate per gestire la crescente complessità degli ambienti.



Contenuti correlati

  • Avvicendamento al CINI Cybersecurity National Lab

    La Direzione del CINI Cybersecurity National Lab rivolge i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), Andrea Quacivi, rinnovando la piena disponibilità a proseguire e rafforzare la collaborazione istituzionale...

  • Ricerca di Rockwell Automation: i produttori italiani sono sempre più orientati all’esecuzione e alla crescita

    Rockwell Automation ha annunciato i risultati relativi all’Italia dell’11ª edizione del suo State of Smart Manufacturing Report. La ricerca evidenzia un cambiamento nell’approccio dei produttori italiani alla trasformazione digitale: oggi, infatti, crescita ed espansione della capacità produttiva...

  • Si delinea il programma di secsolutionforum 2026

    Secsolutionforum 2026 torna in presenza il 7 e 8 ottobre 2026 a BolognaFiere, all’interno di Urban Tech 2026 – The Urban Technology Show, l’ecosistema dedicato a e-mobility, traffic, commuting, tlc & data ed environment. Dopo sei edizioni...

  • Manifatturiero italiano sotto attacco: ecco il paradosso che i dati non raccontano

    “Never touch a running system”: è il principio non scritto che governa la gestione dei macchinari in molti stabilimenti italiani. Non per resistenza al cambiamento, ma perché ogni intervento può avere un costo operativo immediato e, a volte,...

  • Tra crescente consapevolezza e incompleta maturità

    Le aziende italiane aumentano l’attenzione alla cybersecurity, ma restano divari operativi, soprattutto nelle PMI. Tra minacce sempre più evolute e nuove tecnologie, emerge la necessità di un approccio strutturato, resiliente e orientato al modello Zero Trust Leggi...

  • Il punto debole dell’industria? La sicurezza OT

    Minacce cyber in aumento e nuove normative spingono la sicurezza OT al centro delle strategie industriali. Tra ritardi organizzativi e nuove tecnologie, le aziende devono evolvere per proteggere asset critici e continuità operativa Leggi l’articolo

  • Difendere le reti IT-OT

    La convergenza sempre più spinta fra reti IT e OT, così come la diffusione di sistemi di industrial IoT hanno reso più che mai cruciale proteggere la comunicazione dati con dispositivi di sicurezza sia a livello hardware...

  • SPS Italia, un ecosistema di contenuti e soluzioni per la fabbrica del futuro

    È iniziato il conto alla rovescia per la quattordicesima edizione di SPS Italia, che si sviluppa su sei padiglioni e propone una panoramica sulle tecnologie abilitanti per la fabbrica e sui trend che guidano la trasformazione della...

  • Proofpoint inaugura il suo Centro di Innovazione Europeo a Parigi

    Proofpoint, azienda esperta di cybersicurezza e compliance, annuncia l’apertura del Centro di Innovazione a Parigi, che segna un passo significativo nel continuo investimento dell’azienda in innovazione e ricerca e sviluppo in Europa. Il centro è stato inaugurato con...

  • Adaptit presenta la piattaforma IoT interoperabile EYEvNEXT

    Dopo il debutto nel mercato italiano, Adaptit amplia la propria presenza nel settore delle infrastrutture critiche e della sicurezza OT annunciando EYEvNEXT, una nuova piattaforma interoperabile progettata per trasformare il modo in cui aziende pubbliche e private monitorano,...

Scopri le novità scelte per te x