Una riflessione sui modelli di business per la green economy

Emidio Zorzella, presidente e Co-CEO di Antares Vision Group: “Parlare di sostenibilità non è più sufficiente se non c’è il supporto dei dati; la tecnologia è al servizio e abilita una maggiore trasparenza e sostenibilità di un prodotto e di la filiera”

Pubblicato il 10 ottobre 2022

Antares Vision Group, partner tecnologico d’eccellenza nella digitalizzazione e nella gestione integrata dei dati, leader globale nelle soluzioni di tracciabilità, e tra i principali player nei sistemi di ispezione per il controllo qualità, ha aperto il confronto con una rosa di imprenditori che considerano la sostenibilità un pilastro per lo sviluppo dell’attività.

Lo ha fatto nella tavola rotonda “Modelli di Business per una crescita della Green Economy. Casi di Successo, Tecnologie Innovative per una Sostenibilità Consapevole” organizzata dal Gruppo in occasione di Futura Expo (Brixia Forum, 2-4 ottobre 2022), in cui Emidio Zorzella, presidente e Co-CEO di Antares Vision Group, ha dialogato con Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla, Giorgio Ferraris, CEO di Fine Foods & Pharmaceuticals N.T.M. SpA, e Alessandro Lunelli, Owner and Executive Board Member di Cantine Ferrari, moderati da Alberto Albertini, Innovation Center Director di Antares Vision Group.

Dal confronto è scaturito il bisogno di un modello di sostenibilità realistico e dimostrabile, a tutti i livelli della filiera, sino al consumatore finale. “C’è la necessità di informazioni puntuali e certe relative al prodotto e al suo percorso” ha sottolineato Albertini. “Dobbiamo essere in grado di portare la sostenibilità nella vita delle persone”.

Ne è convinto Ferraris, CEO di Fine Foods & Pharmaceuticals, società che ha ricevuto l’importante Platinum Sustainability Rating di EcoVadis per aver dimostrato un sistema avanzato di gestione della sostenibilità, entrando nel Top 1% delle aziende migliori nel ranking globale di EcoVadis. “La sostenibilità, da noi, è vista soprattutto come modello di affidabilità di gestione” ha spiegato. “Diamo molta importanza all’intelligenza emotiva e per noi è essenziale che la visione sia condivisa a tutti i livelli aziendali”. E se per Ferraris la sostenibilità “non deve essere un tema di attrazione opportunistica”, è cruciale che le aziende creino e diffondano cultura sul tema: “La scarsa conoscenza va nella direzione opposta alla sostenibilità” ha ricordato Barilla. “Dalla conoscenza arriva la consapevolezza e se il consumatore sceglie bene innesca una catena virtuosa che privilegia prodotti e processi sostenibili”.

La conoscenza condivisa è ciò a cui mira Antares Vision Group, promotore di sostenibilità grazie al suo ecosistema di soluzioni di ispezione per la qualità del prodotto, di tracciabilità per l’analisi lungo la filiera e per la gestione integrata dei dati. “Il consumatore deve essere messo nelle condizioni di fare le scelte giuste e noi siamo nati per favorire questo processo fornendo le giuste tecnologie” ha dichiarato Zorzella. “Soluzioni che quantificano le buone pratiche lungo tutto il percorso produttivo”.

Grazie ad Antares Vision Group oggi è infatti possibile legare ai prodotti un’identità digitale univoca che ne racconta la storia sin dalle origini. Strumenti che favoriscono una sostenibilità concreta, ad esempio nella lotta allo spreco:” Se sappiamo dove e in che stato si trovano i prodotti in tempo reale, possiamo evitare che vengano sprecati” ha spiegato Zorzella. Lo spreco è un aspetto critico in ogni settore, ancor di più nel food: “Più della metà della popolazione mondiale soffre la fame e ciò nonostante il 30% di materia prima viene dispersa all’origine della filiera” ha ricordato Barilla. “Ecco perché dobbiamo essere in grado di tracciare ogni stadio lungo tutta la catena di fornitura: grazie alla tecnologia le filiere sono integrate e ognuna, in qualunque punto del processo, è consapevole di ciò che accade. Questo riduce le sacche di inefficienza”.

Tecnologia significa anche ridurre la contraffazione: “Come il food, anche l’industria farmaceutica ne soffre in modo particolare” ha ricordato Ferraris: “La tecnologia ci viene in aiuto e offre al consumatore garanzie un tempo impossibili”. Ogni prodotto, grazie alle soluzioni Antares Vision Group, diventa unico. “Si va nella direzione dell’efficientamento, trainati dalle normative, ma anche dalla volontà di agire nel modo migliore” ha concluso Zorzella. “I dati ottenuti dai nostri sistemi possono essere analizzati anche per attività preventive e predittive, ed essere gestiti da sistemi di intelligenza artificiale per orientare le scelte aziendali nella maniera corretta”.

Ne è convinto Lunelli, che da tempo, nelle campagne di proprietà di Ferrari, produce, con il team di lavoro dedicato, solo uva biologica e promuove questo tipo di percorso anche con gli oltre 600 conferenti. “Continuiamo a lavorare per ridurre il nostro impatto ambientale sia grazie all’agricoltura biologica, sia cercando di adottare tecniche per la riduzione del consumo idrico, sia neutralizzando la nostra impronta carbonica, che ad oggi è nulla per lo scope 1 e 2. Inoltre ci stiamo impegnando per estendere questa condizione anche a monte e a valle della nostra filiera” ha spiegato sul palco di Futura. “Cerchiamo di motivare chi lavora con noi affinché si generi una contaminazione virtuosa. Anche sulla tutela della biodiversità facciamo molto: favoriamo il benessere delle api, usiamo la tecnica del sovescio e piantiamo semi di diverse tipologie di piante e fiori tra le viti per far proliferare numerose specie di insetti”.

Cantine Ferrari ha fatto della sostenibilità un modo d’essere, in un percorso d’innovazione in cui la tutela dell’ambiente, il recupero di pratiche agronomiche tradizionali e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale sono messi al primo posto e contribuiscono al rispetto di protocolli e certificazioni, parte di una cultura che l’azienda sta trasferendo anche ai conferenti.

Come partner tecnologico, Antares Vision Group offre un ecosistema di soluzioni che genera dati e informazioni sulla sostenibilità di prodotto, l’origine delle materie prime, le modalità dei processi di trasformazione, dei processi di produzione, consumo energetico, scarti, carbon footprint, e della filiera, monitoraggio dei canali distributivi, del trasporto in tempo reale, degli step di ultimo miglio. Oggi la capacità di raccogliere dati direttamente dal campo, la gestione integrata dei dati end-to-end, di prodotto e di filiera sono caratteristiche indispensabili per poter garantire una sostenibilità consapevole e un futuro sostenibile.



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