Tecnofirma e Bosch Rexroth: co-design e flessibilità al servizio della mobilità elettrica
Una partnership storica che trasforma la progettazione congiunta in vantaggio competitivo, dando vita a linee modulari e riconfigurabili per il trattamento di impregnazione dei motori elettrici
In un settore come quello dell’automazione industriale, dove affidabilità e innovazione devono obbligatoriamente convivere, la collaborazione tra Tecnofirma e Bosch Rexroth rappresenta un esempio concreto di come forme di progettazione partecipata possano tradursi in vantaggio competitivo. Dalla realizzazione di macchinari per il lavaggio di componenti industriali e di motori termici, passando per gli impianti di verniciatura e arrivando a linee pensate per l’impregnazione e l’isolamento con polveri di motori elettrici, la partnership tra le due aziende ha dato vita a una nuova generazione di impianti flessibili, scalabili e riconfigurabili, capaci di rispondere alle esigenze di un mercato in rapida trasformazione.
Un percorso di evoluzione tecnologica lungo decenni
Tecnofirma celebra proprio quest’anno i suoi primi 40 anni e i 75 anni della sua tecnologia, che affonda le radici agli inizi degli anni ‘50, quando Rotofinish italiana portò nel nostro Paese la finitura in massa.
Complice il boom economico di quegli anni, alla produzione in massa si affiancarono ben presto gli impianti di lavaggio e poi di verniciatura, evoluzione che portò al cambio del marchio in Tecnofinish, di cui Alessandro Goi e Carlo Morone, allora in essa dirigenti, acquistarono la divisione impianti nel 1985 creando Tecnofirma. Con il tempo, a queste linee si è aggiunta una terza specializzazione: gli impianti di impregnazione e rivestimento a polveri per motori elettrici per conferire ai rotori e agli statori maggiore isolamento elettrico e compattezza per aumentarne le prestazioni.

Mentre il lavaggio e la verniciatura sono a tutti gli effetti trattamenti superficiali, l’impregnazione è un processo che interviene nel ciclo produttivo del motore elettrico per garantirne efficacia e affidabilità: consiste nel dosare sullo statore e sul rotore una resina atta a conferire un secondo isolamento elettrico e una maggiore compattezza ai filamenti di rame. Per decenni l’automotive ha rappresentato uno dei principali mercati di riferimento per Tecnofirma.
Con la progressiva transizione dal motore endotermico a quello elettrico, l’azienda ha compreso per tempo che il proprio futuro non sarebbe dipeso solo dall’efficienza dei suoi impianti, ma anche dalla capacità di adattarsi ai nuovi paradigmi produttivi. Il motore elettrico, a differenza di quello tradizionale, è un prodotto in rapida evoluzione: cambiano materiali, dimensioni, design e cicli produttivi. Per restare competitivi, i costruttori di linee dovevano proporre impianti modulari, flessibili e riconfigurabili, capaci di accompagnare le trasformazioni del prodotto nel tempo.
Una collaborazione fondata sulla reciproca fiducia tecnica
È in questo scenario che la collaborazione tra Tecnofirma e Bosch Rexroth si consolida. Il rapporto, già avviato in precedenza, trova una nuova dimensione proprio nel momento in cui Tecnofirma affronta la progettazione delle linee di impregnazione per il settore automobilistico. Bosch Rexroth, già nome di riferimento per l’automazione e il motion control, diventa un partner strategico per integrare sistemi di assi elettrici, attuatori e soluzioni integrate di sistemi cartesiani capaci di offrire precisione, compattezza e, soprattutto, flessibilità.
“Il nome Bosch Rexroth” spiega Francesco Goi, general manager di Tecnofirma “è una garanzia per i nostri clienti. È sinonimo di affidabilità, performance e riconfigurabilità. E questa fiducia si traduce in vantaggio immediato nella scelta delle soluzioni”.
La soluzione: linee modulari di impregnazione con utilizzo nelle linee Tecnofirma degli assi cartesiani forniti da Bosch Rexroth
Gli assi cartesiani forniti da Bosch Rexroth vengono utilizzati da Tecnofirma in tre principali fasi del processo produttivo, legate alla lavorazione degli statori dei motori elettrici. Questi assi consentono il movimento preciso e controllato dei diversi moduli della linea, garantendo velocità, fluidità e ripetibilità nei cicli operativi. Queste fasi sono illustrate da Andrea Piatti, Technical Sales Linear Motion Technology in Bosch Rexroth e da Franco Destasio, Head of Engineering in Tecnofirma.
Fase di riscaldo a induzione
Gli assi cartesiani vengono impiegati per muovere i sistemi di riscaldo a induzione, gestiti tramite “ricette” personalizzate in base ai diversi tipi di statori. Il riscaldo a induzione permette di portare lo statore a circa 120 °C in soli due minuti, mentre con un sistema ad aria calda lo stesso risultato richiederebbe circa un’ora. In questa fase è fondamentale la rapidità e la precisione dei movimenti per garantire uniformità termica e ripetibilità del processo.
Fase di impregnazione con resina
Nella fase di impregnazione gli assi gestiscono il posizionamento di ugelli e pompe che erogano resina nei punti precisi dello statore. Ogni modulo di impregnazione può comprendere fino a 10 assi, con una batteria di ugelli montata in parallelo, capace di operare su più statori contemporaneamente (2-5 pezzi). La sfida principale in questa fase consiste nell’ottenere movimenti leggeri e bilanciati, garantendo fluidità e ripetibilità dei movimenti per garantire un’applicazione omogenea della resina nonché compattezza strutturale ottenuta grazie anche a soluzioni di trasmissione integrate e “nascoste” in aree altrimenti inutilizzabili.
Fase di verniciatura a polvere
Dopo il riscaldo, gli statori vengono prelevati dal forno e immersi in una vasca contenente polvere in sospensione. Gli assi cartesiani controllano con estrema precisione l’altezza di immersione, la rotazione del pezzo nel bagno di polvere, il movimento verticale anche con carichi significativi (da 1 a 3 statori movimentati contemporaneamente). Questa applicazione richiede assi in grado di sostenere carichi oltre i 100 kg, con movimenti fluidi e controllati.

Caratteristiche innovative della soluzione
La collaborazione tra Tecnofirma e Bosch Rexroth ha portato allo sviluppo di una soluzione con tre elementi chiave di innovazione:
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Flessibilità modulare:
ogni modulo (induzione, verniciatura, impregnazione) può essere staccato, spostato, eventualmente modificato o riutilizzato in un’altra linea con minimi interventi di adattamento. Il cliente può così riconfigurare la linea in autonomia per testare nuovi campioni o nuovi prodotti.
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Precisione e capacità di carico:
gli assi combinano estrema precisione di posizionamento con la capacità di movimentare carichi elevati, adattandosi sia a operazioni delicate che a movimentazioni pesanti.
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Sostenibilità economica e operativa:
la modularità consente di riutilizzare gli impianti anche in caso di cambiamento del prodotto o fine vita di una linea. Questo evita costosi riattrezzamenti o la dismissione di macchine ancora perfettamente funzionanti, con un risparmio economico e tempi di riconversione ridotti a zero.
Co-design e innovazione condivisa
Il percorso di sviluppo delle linee di impregnazione non è stato lineare. Le prime versioni hanno richiesto mesi di sperimentazione e test congiunti tra gli uffici tecnici delle due aziende. Partendo dalla U-Line, già orientata alla qualità grazie alla flessibilità del processo, si è passati alla soluzione Modulare, che ha introdotto anche la scalabilità dell’investimento. In questa evoluzione, Bosch Rexroth ha affiancato Tecnofirma nel vero e proprio co-design dei sistemi cartesiani, ottimizzando rigidità, compattezza e movimentazione su carichi elevati.
L’approccio condiviso ha permesso di passare dalla semplice fornitura di componenti alla progettazione congiunta di sistemi completi, in grado di coniugare le esigenze di precisione e di riconfigurabilità con la necessità di ridurre tempi e costi di sviluppo.
Risultati e impatto sul mercato
Oggi le linee modulari Tecnofirma, alimentate da soluzioni Bosch Rexroth, sono utilizzate per la produzione di motori elettrici da parte di alcuni dei principali OEM e Tier 1 europei.
La possibilità di riconfigurare una linea in tempi rapidi, senza costosi riattrezzamenti, rappresenta un vantaggio competitivo decisivo in un mercato in cui la rapidità di risposta è determinante. Inoltre, la struttura modulare consente investimenti progressivi e una gestione più sostenibile del ciclo di vita degli impianti, con un ritorno economico tangibile già nel medio periodo.
Uno sguardo al futuro
La collaborazione tra Tecnofirma e Bosch Rexroth prosegue oggi con la progettazione di una nuova generazione di linee, pensate per mantenere la flessibilità e la scalabilità acquisite, ma con una maggiore attenzione alla riduzione dei costi e del footprint. Dopo aver vinto la sfida della riconfigurabilità, l’obiettivo è ora ottimizzare: rendere i sistemi più compatti, più competitivi e più sostenibili, senza sacrificare le qualità che hanno reso unica questa collaborazione.
Come sottolinea Francesco Goi, “la flessibilità resta la chiave, ma oggi va tradotta anche in efficienza e contenimento degli spazi. È l’evoluzione naturale di un percorso che non si è mai fermato”.
Quella tra Tecnofirma e Bosch Rexroth è la storia di due aziende che hanno saputo anticipare il cambiamento, trasformando la sfida della transizione elettrica in un’occasione di crescita reciproca. È un esempio concreto di come il co-design tra un costruttore di impianti e un fornitore di automazione possa generare innovazione reale, sostenibile e adeguata ad affrontare l’incertezza dei mercati globali.
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