Standard: aperti o proprietari? - Automazione Plus

Standard: aperti o proprietari?

Dalla rivista:
Fieldbus & Networks

 
Pubblicato il 9 settembre 2024

In questa tavola rotonda discuteremo di vantaggi, problematiche e opportunità nell’impiego di standard aperti o di soluzioni proprietarie per le connessioni industriali 4.0, con un focus sugli aspetti di certificazione e conformità, normative e di formazione

Nella trasformazione digitale delle moderne fabbriche interconnesse le reti di comunicazione giocano un ruolo fondamentale in termini di condivisione dati, larghezza di banda e ovviamente apertura. Sempre più dispositivi risultano connessi in rete come richiede l’Industrial IoT; i sistemi multi-vendor hanno quindi la necessità di definire degli standard per rendere possibilità l’interoperabilità e la compatibilità. Questa situazione rende molto complicato mantenere soluzioni proprietarie che sono tipicamente chiuse: lo standard Ethernet è diventato la base comune su cui differenti protocolli di comunicazione possono coesistere. Allo stesso tempo, da un lato la crescente mole di dati trasmessi, dall’altro la necessità di un controllo realtime hanno spinto a sviluppare nuove interfacce più veloci, a livello di 1 Gbps, e ad adottare anche nell’automazione industriale tecnologie all’avanguardia come il TSN-Time Sensitive Networking, che rende deterministico l’accesso e prefissati i tempi di risposta. Il salto di livello delle reti di ultima generazione consente veramente di realizzare una rete ‘unica’ per la fabbrica e la gestione dati, in pratica attuando la cosiddetta ‘convergenza OT-IT’ tra il livello produttivo, Operational Technology, e quello informatico, Information Technology, dei controlli che governano tutti i processi produttivi, dall’entrata delle materie prime alla consegna dei prodotti finiti. Il TSN permette infatti a più tipi di traffico di rete OT di condividere la stessa infrastruttura fisica, riducendo i costi e semplificando la manutenzione. La sfida ora diventa quella della sicurezza: come proteggere i propri dati, le proprietà intellettuali e la catena di produzione. Anche in questo senso la standardizzazione aiuta a definire quali funzioni minime siano richieste per la cybersecurity: il controllo accessi, il monitoraggio del traffico, la criptazione dei dati e tante altre tecniche che riguardano i dispositivi di automazione, le reti di comunicazione, la corretta segmentazione dei sistemi e, infine, l’adozione di pratiche d’uso non rischiose da parte degli operatori. In futuro, sicuramente, la tecnologia delle reti di comunicazione evolverà ulteriormente; oggi ne vediamo già alcuni segnali, che porteranno ad avere sistemi ‘intelligenti’, che si auto-configureranno e si adatteranno alle differenti situazioni operative e, magari, come tutti vorremmo, faranno ampio uso di configurazioni flessibili wireless e saranno più sostenibili anche dal punto di vista energetico.

Leggi online la versione integrale della Tavola Rotonda con la risposta alle domande:

– Quali sono i vantaggi che l’impiego di standard aperti offre a chi impiega reti industriali?

– Ritiene che ci sia ancora spazio per le soluzioni di rete proprietarie? In quali ambiti/casi?

– Quali sono le maggiori problematiche sollevate dalla convergenza IT-OT (tecnologie operative e di informazione)?

– Ritiene validi gli iter di certificazione legati agli standard?

– Ritiene utile il supporto che le associazioni/consorzi offrono a livello di standardizzazione, certificazione e formazione?

– Quale ritiene sarà l’evoluzione del networking industriale?

Rispondono: Claudio Ambra, chief technology officer di Exor International (exorint.com), Micaela Caserza Magro, presidente di G.i.s.i. (Associazione imprese italiane di strumentazione, https://gisi.it), Fabrizio Corti, sales specialist industrial automation di Softing Italia (www.softingitalia.it), Tim Foreman, research and development manager di Omron Europe (https://industrial.omron.it/it/home), Carlo Mariani, head of sales application & technical support, e Flavio Ronzoni, product manager automation and electrification division di Bosch Rexroth (www.boschrexroth.com/it/it), Andrea Richetta, head of pro customer success di Arduino (arduino.cc), Marco Spessi, industrial networking manager di EFA Automazione (Gruppo Relatech – www.efa.it)

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