L’era del software è iniziata: quale direzione prendere?
Il processo di radicale trasformazione che il software sta apportando all’industria automobilistica è un campanello d’allarme che il mondo manifatturiero ha l’obbligo di non sottovalutare. Per guardare al futuro, oggi è necessario che le aziende si orientino verso un nuovo approccio allo sviluppo del prodotto
Correva l’anno 1965 quando l’Apollo Guidance Computer (AGC), il primo sistema software integrato sviluppato dal MIT per il programma Apollo della NASA, prendeva forma.
A sei anni di distanza, esattamente nel 1971, anche grazie al contributo fondamentale di Federico Faggin e Masatoshi Shima, Intel rilasciava il C4004, il primo microprocessore monolitico della storia che sancì per i software embedded l’inizio di una nuova era di indipendenza dai vincoli dell’hardware. Una pietra miliare, che ha rivoluzionato l’ingegneria informatica, tant’è che oggi i microprocessori, ma ancor più il software, sono alla base del mondo moderno.
Prendiamo ad esempio l’industria automobilistica. In uno studio del 2020, Volkswagen si era spinta a prevedere che entro il 2025 il software integrato all’interno di un’automobile avrebbe potuto raggiungere il miliardo di righe di codice. Uno scenario strabiliante, se solamente pensiamo all’automobile di inizio millennio, segnato da progressi che posizionano le case automobilistiche non più come aziende metalmeccaniche, ma come società di software.
L’ex CEO di Volkswagen Herbert Diess prevede che oltre il 90% dell’innovazione automobilistica in futuro deriverà proprio dal software.
Un cambio di paradigma con enormi implicazioni
I dati poc’anzi citati e l’evoluzione in atto nel settore automobilistico sottolineano la crescente importanza del software quale elemento guida nella trasformazione del settore. L’integrazione hardware-software dei classici sistemi embedded si è oggi trasformata in prodotti “software defined” molto sofisticati. Questo cambio di paradigma ha posto il software quale elemento centrale per l’innovazione e l’evoluzione del prodotto, poiché consente di effettuare aggiornamenti continui delle funzionalità senza richiedere modifiche hardware.
Questo cambiamento di paradigma influisce in modo significativo anche sui modelli di business. Si pensi a Tesla, pioniere degli aggiornamenti Over-The-Air (OTA), ovvero degli aggiornamenti software da remoto. Questo approccio si è rivelato un’ottima strategia in termini di innovazione del servizio, nonché una nuova fonte di guadagno, poiché i ricavi dei servizi software sono via via diventati una parte sostanziale degli introiti di Tesla.
Il software e la spinta derivante dalle necessità di una maggiore potenza di calcolo ed efficienza stanno portando la tradizionale architettura elettrica/elettronica (E/E) dell’auto ad evolvere, passando da un modello di tipo distribuito a uno centralizzato.
È questo il motivo per cui il crescente peso che il software gioca nell’innovazione dei prodotti sta portando le aziende a considerare un modello di sviluppo che, da un approccio hardware-first, si sta spostando verso uno di tipo software-first. Si tratta di un nuovo “modello di sviluppo definito dal software” che, integrando la metodologia agile con le attuali prassi digitali, migliora l’efficienza e favorisce l’innovazione.
Lo sviluppo agile del prodotto è la chiave della trasformazione digitale
Tenendo presente quanto poc’anzi detto, ben si comprende come lo sviluppo agile del prodotto sia fondamentale per attuare un’efficace trasformazione digitale. Ciò non solo con riferimento al settore dell’automobile: si tratta di una considerazione che abbraccia tutto l’ambito manifatturiero.
Affrontare questo passaggio, per chi si appresta a farlo, presuppone scegliere tra due direzioni: il bivio è quindi se “svoltare a sinistra” oppure “svoltare a destra”. Vediamone le differenze.
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“Svoltare a sinistra”
Questo approccio si concentra sull’innovazione del modello R&S e integra strategie di tipo BizDevOps al fine di dare vita a processi agili già nelle prime fasi di sviluppo del prodotto. Prototipi digitali, simulazioni basate su dati e gemelli digitali guidano il passaggio dal tradizionale sviluppo seriale a modelli iterativi agili, migliorando l’efficienza e la collaborazione.
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“Svoltare a destra”
In questo caso l’enfasi è posta sull’innovazione del modello di business, con focus sulle potenzialità offerte dalle tecnologie OTA e cloud computing per fornire aggiornamenti continui e servizi a valore aggiunto. I gemelli digitali, che rappresentano l’espressione digitale completa dei prodotti fisici, facilitano lo sviluppo e l’implementazione agili, consentendo una transizione senza soluzione di continuità verso processi iterativi. L’impiego dei gemelli digitali consentirà così di trasformare il prodotto in un servizio, avvalendosi di un modello in cui il prodotto, che sia un hardware o un software, può essere tariffato in base al reale utilizzo che l’utente ne fa.
Da che parte conviene svoltare?
Indipendentemente dalla direzione che le aziende sceglieranno di prendere, il fatto evidente è che le imprese manifatturiere non devono perdere tempo: al fine di rendere le loro attività di R&S a prova di futuro, è opportuno scegliere, e anche in fretta, in che modo portare avanti lo sviluppo dei prodotti.
In PTC stiamo osservando come la trasformazione agile nel manifatturiero stia guidando una nuova ondata di innovazione, introducendo miglioramenti significativi anche nelle attività di ricerca e sviluppo. Le aziende che stanno implementando un percorso di trasformazione agile stanno sperimentando miglioramenti nel time-to-market, nella qualità, nella produttività e, in generale nella soddisfazione dei dipendenti.
Per le aziende manifatturiere, l’adozione di metodologie basate sul software si rivelerà nel prossimo futuro un fattore sempre più importante per mantenere alta la loro competitività, poiché in questo modo esse saranno in grado di soddisfare in maniera più agile le esigenze che oggi, come abbiamo visto, sono definite e guidate dal software.
L’industria automobilistica cinese è già un passo avanti
Soffermiamoci un attimo sul settore automobilistico cinese e sullo scenario che in quel paese sta prendendo forma.
I produttori cinesi si stanno attivamente orientando verso un modello di auto “software defined”, riconoscendo al software un ruolo fondamentale per la futura evoluzione del settore. Prendiamo il caso reale di un’azienda cinese leader mondiale nella produzione di veicoli elettrici, che nella sua strategia ha già integrato il concetto di “innovazione definita dal software”.
Ebbene, questo approccio ha portato l’azienda a concentrarsi su aspetti legati all’innovazione in termini di architettura dell’auto, processi organizzativi e strumenti di sviluppo.
- Innovazione dell’architettura: l’azienda ha sviluppato una nuova architettura elettronica ed elettrica (EEA) integrata specificamente progettata per i suoi nuovi veicoli elettrici, che ha portato a un aumento della potenza di calcolo e a nuove opportunità di sviluppo software.
- Innovazione dei processi: combinando gli standard organizzativi e operativi tradizionali con la metodologia agile, l’azienda è stata in grado di efficientare lo sviluppo e l’iterazione di servizi “smart” sfruttando un processo ibrido “sequenziale + agile”.
- Innovazione degli strumenti di sviluppo: l’implementazione di toolchain e di piattaforme CI/CD (continuous integration/continuous deployment) ha portato a un aumento dell’efficienza nelle attività di sviluppo, test e rilascio del software, garantendo risultati di alta qualità.
Il risultato è stato un ottimo riconoscimento da parte del mercato, che l’ha premiata con un forte aumento delle vendite e le ha attribuito altresì una grande reputazione in relazione alle funzionalità di configurazione intelligente di cui i suoi veicoli sono dotati.
Questo esempio ci fa comprendere quanto sia importante per le aziende manifatturiere e per il loro futuro puntare l’attenzione sull’innovazione basata sul software.
a cura di PTC
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