Siemens e sette partner firmano una Carta comune sulla cybersecurity

La Carta prevede dieci aree di azione per una maggiore sicurezza informatica.

Pubblicato il 21 febbraio 2018

In occasione della Conferenza sulla Sicurezza Globale a Monaco, Siemens e sette partner dal settore industriale hanno firmato la prima Carta comune per una maggiore sicurezza informatica. Su iniziativa di Siemens, il Charter of Trust chiede norme e standard stringenti per incrementare il livello di fiducia nella sicurezza informatica e dare così un ulteriore slancio al processo di digitalizzazione.

Oltre a Siemens e alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC), hanno sottoscritto l’accordo Airbus, Allianz, Daimler Group, IBM, NXP, SGS e Deutsche Telekom. L’iniziativa è accolta positivamente dalla Ministra degli Esteri canadese e rappresentante del G7 Chrystia Freeland, così come da Elżbieta Bieńkowska, Commissaria europea per il Mercato Interno, l’Industria, l’Imprenditoria e le Piccole e Medie Imprese.

“Garantire la sicurezza dei dati e dei sistemi collegati in rete è il punto cruciale della trasformazione digitale,” ha dichiarato il Presidente e CEO di Siemens Joe Kaeser.
“Ecco perché dobbiamo rendere il mondo digitale più sicuro e affidabile. È giunto il momento di agire non solo individualmente ma assieme con partner leader nei rispettivi mercati di riferimento. Auspichiamo che altre realtà si uniscano a noi per rafforzare ulteriormente quest’iniziativa,” ha concluso Kaeser.
La Carta delinea 10 aree d’azione nell’ambito della sicurezza informatica nelle quali i governi e le aziende devono entrambi svolgere un ruolo attivo. La responsabilità in tema di cybersecurity deve essere assunta ai più alti livelli governativi e di business, con l’introduzione di un ministero dedicato nei governi e di un responsabile a capo della sicurezza delle informazioni nelle aziende. È necessario inoltre per le imprese stabilire una certificazione obbligatoria e indipendente (rilasciata da una terza parte) relativa alle soluzioni e alle infrastrutture critiche, soprattutto laddove possano verificarsi situazioni pericolose, ad esempio con veicoli autonomi o con i robot di domani, che saranno in grado di interagire direttamente con gli esseri umani all’interno dei processi produttivi. In futuro, le funzioni di sicurezza e di protezione dei dati saranno preconfigurate come parte delle tecnologie, e le norme di sicurezza informatica saranno incorporate all’interno degli accordi di libero mercato. I firmatari di questa Carta richiedono maggiori sforzi per promuovere la comprensione della cybersecurity attraverso la formazione continua e le iniziative internazionali.

“Le reti digitali sicure rappresentano le infrastrutture critiche che stanno alla base del nostro mondo interconnesso,” ha dichiarato la Ministra degli Esteri canadese Chrystia Freeland. “Il Canada accoglie positivamente gli sforzi di queste importanti realtà industriali nel promuovere la creazione di un ciberspazio più sicuro. La sicurezza informatica sarà certamente un tema centrale nell’agenda della presidenza canadese del G7,” ha concluso la Freeland.

La questione è in cima alle priorità anche per la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. “I governi devono assumere un ruolo guida per quanto riguarda le regole di transazione nel ciberspazio,” ha dichiarato Wolfgang Ischinger, Presidente della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. “Ma le aziende che sono all’avanguardia nel concepire e progettare il futuro del ciberspazio devono sviluppare e implementare gli standard necessari. Assieme con i nostri partner, vogliamo concentrarci sull’argomento e contribuire a definirne il contenuto,” ha aggiunto.

Secondo il report ENISA Threat Landscape, gli attacchi alla sicurezza informatica hanno causato danni – a livello globale – per un totale di oltre 560 miliardi di euro a livello mondiale solo nel 2016. Per alcuni Paesi europei, le perdite hanno pesato per l’1,6% del PIL. In un mondo digitalizzato, le minacce alla cybersecurity stanno continuando a crescere: secondo Gartner, i dispositivi connessi in uso nel 2017 erano 8,4 miliardi, in crescita del 31% rispetto al 2016. Entro il 2020, si stima che il numero salirà a 20,4 miliardi.
Il documento Charter of Trust è disponibile qui: www.charter-of-trust.com



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