Servitizzazione ed economia circolare, binomio vincente per Cosberg

Le novità presentate a MecSpe sono il risultato di un percorso di innovazione che Cosberg sta affrontando da anni e che ha come tappa finale proprio un modello fortemente competitivo di servitizzazione

Pubblicato il 11 aprile 2023

Tre giorni davvero intensi, quelli a MecSpe 2023, che hanno dato modo a molte aziende di presentare prodotti e novità. E Cosberg aveva molto da raccontare, con tante novità, tutte tessere di un mosaico che in parte sta ancora componendo, ma che ha già portato frutti, permettendo all’azienda bergamasca di offrire ai clienti un nuovo modello di business: il noleggio di macchine di assemblaggio. Da oltre quarant’anni, infatti, Cosberg progetta e realizza impianti di montaggio studiati ad hoc per industrie manifatturiere di svariati settori, provenienti da ogni parte del mondo.

Le novità presentate a MecSpe sono il risultato di un percorso di innovazione che Cosberg sta affrontando da anni e che ha come tappa finale proprio un modello fortemente competitivo di servitizzazione. Tale roadmap, contrassegnata da diverse fasi, si snoda lungo due linee di sviluppo parallele:

  • processi, con l’obiettivo di una gestione efficiente delle commesse (sia di vendita, sia legate a progetti di R&S);
  • soluzioni, ossia innovazione applicata agli impianti di assemblaggio, nell’ottica di un maggior livello di manutenibilità e riconfigurabilità, per alimentare in prospettiva – appunto – un modello di servitizzazione e di economia circolare.

Le tappe – o meglio, fasi – del percorso sono 4, tra loro connesse e strettamente sequenziali.

1. Standardizzazione e modularità

Due approcci che da sempre Cosberg applica sia nei processi (codifiche con specifica nomenclatura, moduli e procedure ne sono le fondamenta) che nei prodotti (gli impianti sono modulari e le unità produttive per buona parte sono standardizzate, sia a livello meccanico che software che elettropneumatico).

2. Digitalizzazione

La digitalizzazione non può prescindere dalla fase precedente e prevede:

  • lato processi, l’integrazione di strumenti digitali innovativi all’interno dell’intero iter aziendale di generazione del valore (innovazione, progettazione, acquisti, produzione, collaudo e assistenza), con la finalità di rendere ancora più efficienti le attività – soprattutto quelle operative – e di condividere e gestire allo stesso tempo il know-how generato quotidianamente;
  • lato prodotti, l’integrazione nell’impianto di software di monitoraggio (prestazioni e consumi) e di controllo da remoto, sviluppati a quattro mani con il partner Miraitek 4.0 (spin off del Politecnico di Milano che offre progetti, consulenze e attività di assessment, supportando le aziende manifatturiere lungo tutto il processo di digitalizzazione); in primis Cosberg4Machine, che monitora le prestazioni (OEE ed altre) e da evidenza di allarmi e anomalie/guasti in tempo reale; di questi ultimi (anomalie/guasti) ne espone una segnalazione, ma allo stato attuale non propone una soluzione al problema; e poi un nuovo strumento, detto Smart Edge, che permette la parametrizzazione e la tracciabilità dell’intero processo di lavorazione (flusso di lavoro, ciclo, prodotto, ricetta), rendendo estremamente flessibile la riprogrammazione PLC in caso di riconfigurazione dell’impianto.

3. L’Intelligenza Artificiale

L’introduzione di sistemi di Intelligenza Artificiale, va da sé, non potrebbe avere efficacia senza una precedente fase di digitalizzazione. Qui l’obiettivo (parliamo di una tappa a oggi in fase di sviluppo)
è disegnare processi e prodotti che siano gestibili anche da operatori non esperti, senza ricorrere quindi a documentazione o competenze tecniche specifiche. L’idea è elaborare sistemi intelligenti che, opportunamente alimentati dal know-how aziendale, siano in grado di fornire predizioni, soluzioni e prendere decisioni.

4. La servitizzazione

La servitizzazione Cosberg non può avere compimento senza prima avere smarcato le fasi precedenti.
Le motivazioni strategiche alla base del Modello Cosberg di servitizzazione considerano alcuni aspetti cruciali:

  • mercato globale – Le dimensioni globali del mercato che, se da un lato offre innumerevoli opportunità di business, dall’altro pone ostacoli alla rapidità del servizio di assistenza a causa a volte di rilevanti distanze geografiche, se non culturali. Criticità di cui soffrono le aziende italiane costruttrici d’impianti, mediamente PMI senza una rete propria di post-vendita a presidiare i mercati internazionali;
  • continuità produttiva – La tendenza delle imprese manifatturiere a richiedere ai costruttori di impianti una sempre maggiore garanzia sulla continuità della loro stessa capacità produttiva, che si esprime appunto e in prima istanza attraverso un’assistenza rapida e ovunque nel mondo. Si richiede dunque una soluzione integrata prodotto-processo-servizio, basata su tecnologie a controllo remoto;
  • carenza di competenze – La combinazione tra crescita produttiva, decremento demografico nei paesi avanzati e carenza strutturale nella formazione tecnico-scientifica è all’origine di un caratteristico mismatch del mercato del lavoro, tra la domanda e l’offerta di manodopera, nonché di tecnici specializzati in discipline meccatroniche, quali nel nostro caso gli operatori per la gestione e la manutenzione di impianti produttivi;
  • rischio di perdita del know-how – Considerando l’automazione dei processi produttivi un fenomeno che ha assunto una dimensione consolidata e pervasiva almeno negli ultimi 3 decenni, molte aziende manifatturiere si ritrovano oggi ad affrontare un naturale avvicendamento degli operatori di impianto (cambio generazionale) con il conseguente rischio di una perdita irreversibile di Know-How, frutto di anni di esperienza sul campo;
  • garanzia di prestazioni uniformi – L’efficienza degli impianti produttivi dipende tanto dalle performance proprie dell’impianto quanto dall’abilità – oltre che dal Know-How – degli operatori.
    A fonte di tali considerazioni, ecco che trova fondamento razionale la costruzione di un modello competitivo di servitizzazione che preveda tra gli obiettivi:

    • la gestione remota degli impianti, con la disponibilità dei suoi dati in tempo reale;
    • l’emulazione dell’operatore di impianto per mansioni manuali ripetitive, usuranti, o critiche dal punto di vista della sicurezza e dell’ergonomia;
    • l’emulazione del manutentore per interventi a valore aggiunto, frutto di un elevato livello di esperienza e know-how.

E si arriva così al modello definitivo:

  • i sistemi di Monitoraggio e Smart Edge forniscono i dati dell’impianto, condivisi in tempo reale, base per elaborazioni dell’Intelligenza Artificiale;
  • l’Intelligenza Artificiale si attiva in relazione alle condizioni di funzionamento dell’impianto (punto precedente), replicando le capacità cognitive dell’operatore attraverso una condotta guidata per risolvere guasti, mentre sistemi esperti propongono soluzioni di predizione o adattamento dei parametri di processo;
  • un Robot Avatar replica le capacità fisiche dell’operatore.

A Mecspe, Cosberg ha mostrato lo stato dell’arte del primo e del terzo punto. Sui monitor infatti, era possibile esplorare sia il monitoraggio che lo Smart Edge, attraverso interfacce davvero friendly. Mentre all’interno dello stand, un Robot Avatar – progetto ancora in fase sperimentale – intratteneva il pubblico mostrando le sue abilità nel gestire la macchina (apertura portelle, ispezione, reset macchina, carico tramoggia), a volte attraverso operazioni eseguite in autonomia, altre volte teleoperato.

E proprio quest’ultima novità, davvero molto apprezzata sia dagli addetti ai lavori che dal pubblico meno tecnico, è stata protagonista di un riconoscimento consegnato all’interno della cornice della Fiera.

Si tratta del Solution Award, iniziativa arrivata ormai all’ottava edizione, che premia la migliore applicazione robotica industriale o di servizio realizzata da aziende italiane. Cosberg ha vinto grazie al progetto “Robot Avatar per l’assistenza di linee di assemblaggio”, sviluppato in collaborazione con JOiiNT LAB, laboratorio congiunto tra l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Consorzio Intellimech, dedicato al trasferimento tecnologico e finalizzato a creare una sinergia tra il mondo della ricerca e le esigenze industriali.

Inutile dire che non bastava una visita allo stand per comprendere pienamente le potenzialità di queste applicazioni. Per questo, Cosberg lascia sempre aperte le porte della sua sede a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo. Chiunque fosse interessato ad approfondire i temi esposti al Mecspe e a vedere da vicino gli impianti, può semplicemente prendere appuntamento e godersi poi la visita.



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