Senza digitale non c’è futuro: le aziende lo sanno ma sono impreparate

Pubblicato il 12 aprile 2021

La ricerca “Quali nuove frontiere per le PMI con il digital marketing al tempo del Covid”, realizzata da Aipem e Quaeris nelle scorse settimane per indagare lo stato delle PMI del Nordest in piena epoca Covid è stata presentata nel corso di un evento digitale esclusivo aperto alla stampa e al pubblico specializzato.

La ricerca ha interpellato un ampio campione di oltre 7000 imprese del Nordest suddivise in sei macro settori: arredo casa, abbigliamento, edilizia, metalmeccanico, servizi, agroalimentare.

Un anno intero di misure anti Covid ha fatto capire alle aziende che è necessario rivedere le proprie strategie di approccio al mercato utilizzando la cultura e le tecnologie digitali per ripensare profondamente il proprio modello di business.

L’annullamento delle fiere, degli eventi e il blocco degli spostamenti hanno pesato sull’attività del 62% delle realtà interpellate, spingendole a cercare nuove vie: a quali soluzioni si sono affidate? Quali progetti hanno per affrontare un mercato che il Covid ha radicalmente cambiato?

La lettura integrale dei risultati della ricerca, presentata nel corso dell’evento online, consente di elaborare la nuova mappa comportamentale delle nostre PMI. In generale emerge in maniera evidente la necessità di ricorrere maggiormente e con sollecitudine ad attività di marketing digitale, come dichiara l’85,8% del campione intervistato. Molte aziende hanno già fatto interessanti esperienze riscontrando che con attività commerciali realizzate in modalità virtuale da remoto si ottengono risultati positivi anche oltre le aspettative, consentendo risparmi organizzativi, di tempo e di soldi, mantenendo però l’empatia degli incontri in presenza.

Nonostante questa evidenza il numero delle PMI che si dichiara impreparato ad utilizzare tecnologie capaci di rispondere ad un mercato evoluto è ancora elevato: 39,4%.

La ricerca è stata effettuata nel mese di febbraio 2021 su un data base di circa 7.000 aziende del Nordest con il metodo Cawi.

I risultati della ricerca evidenziano che il Covid ha influito negativamente sui bilanci del 44,5% delle aziende intervistate, spostando pesantemente l’asse dell’attività commerciale verso il digitale, un ambito che, però, tante aziende si sente poco o del tutto impreparata ad affrontare. È urgente quindi un riallineamento tecnologico e culturale delle imprese. Anche per questo la ricerca sarà messa a disposizione di tutte le aziende partecipanti al sondaggio, della stampa e delle realtà associazionistiche d’impresa del Nordest, quali: cluster, associazioni Imprenditoriali, consorzi industriali, distretti, ecc.

Fonte foto Pixabay_Free-Photos



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